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Emicrania e violenza infantile: possibili correlazioni

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16/07/2015

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

Brennenstuhl S, Fuller-Thomson E.
The painful legacy of childhood violence: migraine headaches among adult survivors of adverse childhood experiences
Headache. 2015 Jun 23. doi: 10.1111/head.12614. [Epub ahead of print]
Accertare le possibili correlazioni fra emicrania e violenza subita nell’infanzia: è questo l’obiettivo della ricerca di S. Brennenstuhl ed E. Fuller-Thomson, della Factor-Inwentash Faculty of Social Work presso l’Università di Toronto, Canada.
Lo studio è stato condotto su un campione di 10.358 uomini e 12.638 donne, ricavato dalla 2012 Canadian Community Health Survey - Mental Health, con riferimento a tre precise forme di evento traumatico: abuso fisico, abuso sessuale, violenza fra i genitori. I dati grezzi sono poi stati ricontrollati in base alle variabili sociodemografiche, alla copresenza di altre avversità, ai comportamenti relativi alla salute e alla presenza di ansia e depressione.
Questi gli importanti risultati emersi dall’analisi:
- il 6.5% degli uomini e il 14.2% delle donne hanno dichiarato di soffrire di emicrania;
- tutti e tre gli eventi traumatici presi in condiderazione risultano essere significativamente associati all’emicrania per entrambi i sessi: gli odds ratio associati all’abuso fisico, alla violenza fra genitori e al’abuso sessuale sono rispettivamente pari a 1.61 (95% CI = 1.42-1.83), 1.64 (95% CI = 1.39-1.93) e 1.32 (95% CI = 1.11-1.57), per le donne, e 1.50 (95% CI = 1.25-1.80), 1.52 (95% CI = 1.16-1.98) e 1.70 (95% CI = 1.22-2.36) per gli uomini;
- gli uomini che hanno subito tutte e tre le forme di trauma infantile hanno un rischio di emicrania di oltre tre volte superiore ai controlli (OR = 3.26; 95% CI = 2.09-5.07), e le donne di oltre due volte (OR = 2.85; 95% CI = 2.25-3.60).
I risultati di questo studio sono preziosi perché:
- confermano una volta di più l’enorme importanza dell’impegno contro la violenza infantile, non solo per le ovvie motivazioni etiche implicate, ma anche in un’ottica di prevenzione di patologie che, in età adulta, possono avere un elevato peso individuale e sociale;
- stabiliscono come nell’anamnesi del paziente emicranico debbano essere contemplate domande sul vissuto infantile e familiare;
- possono contribuire ad orientare la terapia di un sottoinsieme statisticamente significativo di pazienti.
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