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07/09/2010

Una meraviglia senza fine (Johann Sebastian Bach, Dalla Cantata BWV 147, Corale "Herz und Mund und Tat und Leben")




Johann Sebastian Bach
Dalla Cantata BWV 147, Corale “Herz und Mund und Tat und Leben”
Concentus Musicus Wien
Nikolaus Harnoncourt, direttore


Alla ricerca, dopo la pausa estiva, di una nuova proposta di ascolto per continuare i nostri incontri con la musica – intesa come sollievo terapeutico, terapia dello spirito che aiuti a superare il dolore, “strategia per stare meglio” nell’efficace definizione di questa rubrica – avevamo ormai orientato, con decisione, la nostra scelta sul compositore Gabriel Fauré e su una delle sue affascinanti Mélodies, disponibili tra le perle sonore sparpagliate (e a volte dimenticate) nella Rete: così, tanto per avventurarci sul terreno di una lirica garbata, molto francese nel gusto della tessitura e dell’esposizione vocale, poco gorgheggiante e belcantistica, ma parecchio intimistica, interiore, quindi capace di aprire una breccia anche, e soprattutto, nel cuore di chi soffre.
Poi però ci siamo imbattuti, per caso, in un video che ci ha letteralmente folgorati: a dimostrazione di quali straordinari tesori, di inestimabile valore musicale, nasconda ormai Internet, tanto che è necessario un colpo di fortuna per “portarli alla luce”, se uno non sa come, dove e che cosa cercare. Insomma, un po’ come accade all’Edmond Dantes di Alexander Dumas sull’isola di Montecristo, alla ricerca dell’immensa fortuna svelatagli dall’abate Faria nella prigione del Castello d’If.
Dunque, su YouTube abbiamo (ri)trovato l’intera Cantata BWV 147 di Johann Sebastian Bach nella luminosa interpretazione di Nikolaus Harnoncourt, uno degli specialisti delle cosiddette letture filologiche del periodo barocco e classico, cioè la riproposizione di interi repertori strumentali e di musica sacra con l’ausilio di strumenti originali (o di copie fedeli all’originale) e seguendo la prassi esecutiva dell’epoca.
Harnoncourt, berlinese di nascita ma austriaco, violoncellista prima che direttore d’orchestra, ha avuto il merito di anticipare la “moda” delle orchestre con strumenti originali, fondando già nel 1953 il Concentus Musicus di Vienna, con un successo planetario che è stato poi seguito da altri artisti come l’olandese Tom Koopman, l’inglese Trevor Pinnock e, in tempi più recenti, il catalano Jordi Savall. Per comprendere appieno il valore musicale di questo video disponibile su Internet, occorre anche ricordare che insieme con un altro grande specialista della musica antica – Gustav Leonhardt, clavicembalista, direttore d’orchestra, fondatore del Leonhardt Consort – Nicolaus Harnoncourt dal 1971 al 1990 ha inciso, in una sorta di maratona della pratica esecutiva storica, l’integrale delle Cantate Sacre di Bach, disponibili in un’edizione discografica in 60 CD uscita nel 2000 in occasione del 250° anniversario della morte di Bach.
Della Cantata BWV 147 vi proponiamo, per iniziare, l’ascolto del Corale introduttivo, che ha appunto lo stesso titolo della Cantata: “Herz und Mund und Tat und Leben”, e cioè, letteralmente, “Cuore e bocca e azioni e vita”. Anche se, di questa Cantata, è enormemente più toccante e celebre il Corale “Jesus bleibet meine Freude”, traducibile con “Gesù è la mia Gioia”, una di quelle pagine con diffusione e valore universali, saccheggiata, se non scarnificata, da ogni tipo di pratica musicale, leggera, teatrale e ballettistica, o meramente commerciale. Anche se del Corale “Jesus bleibet meine Freude” esistono anche pregevoli registrazioni che vi consigliamo di non perdere per nessuna ragione al mondo: per esempio quella del pianista rumeno Dinu Lipatti, morto a 33 anni e quasi sconosciuto, anche se è stato uno dei più grandi musicisti del Ventesimo secolo. Nel 1950, malato di leucemia in fase avanzata, diede il suo ultimo concerto a Besançon con 40 di febbre. Dopo avere eseguito i Walzer di Chopin rientrò in sala, si sedette ed eseguì proprio "Jesus bleibet meine Freude" trascritto per pianoforte, dando l'addio al pubblico e alla vita. Morì a Ginevra pochi giorni dopo.
Ma torniamo a “Herz und Mund und Tat und Leben”, protagonista di questo video. Il motivo per cui l’abbiamo scelto è evidente sin dalla prima inquadratura su Nicolaus Harnoncourt: guardate la gioia con cui “attacca”, la felicità incontenibile, quasi fanciullesca, potremmo dire naif, con la quale dà il via all’introduzione strumentale del Corale. E’ incredibile: con movimenti spontanei, senza bacchetta, apparentemente istintivi anche se misurati nel trasmettere le scelte interpretative e di concertazione ai professori del Concentus Musicus e al Coro, il direttore austriaco riesce a farci cogliere all’istante la freschezza melodica del discorso bachiano, la trascinante bellezza contrappuntistica della pagina, dirigendo con piglio autorevole (si nota nelle primissime battute) e allo stesso tempo divertito, o meglio gioioso, certo come effetto della letizia trasmessa a noi dalla musica di Bach e dalla sua fede, dove appunto il Gesù luterano del Kantor diventa “Cuore e bocca e azioni e vita” per chi ha una dimensione spirituale dell’esistenza.
Ed è divertente seguire il suo “balletto” sul podio, il sorriso che ne illumina il viso appena sta per anticipare la battuta iniziale scritta sul pentagramma (e già questo è immediatamente terapeutico), con movimenti lontani anni luce da quelli eccessivamente “ingessati” di altri direttori d’orchestra. Qui, a dispetto della solenne pomposità della sala, Harnoncourt è quasi più simile a un maestro di musica di provincia, per certi versi ricorda un po’ la mitica Mariele Ventre dello Zecchino d’Oro, o forse il direttore di un concerto improvvisato sulle colline del Grinzing, intorno a Vienna, tutte circondate da giardini e vigneti, dove il vinello scorre leggero, proprio come la musica nelle vene del popolo austriaco, o tra i cori sulle montagne del Tirolo. Non è così, ovviamente: Harnoncourt trasmette la gioia di Bach a modo suo, in una gestualità che l’ha reso celebre, anche se sappiamo quanto studio ci sia dietro queste partiture, quanti anni di ricerca negli archivi, nei trattati musicali dell’epoca, per arrivare a rendere in maniera così semplice e genuina uno dei capolavori della musica sacra. Nascondendo sotto quei gesti così poco accademici scelte di concertazione precise, che ci aiutano a comprendere frammenti musicali “nascosti”: come quando, appena prima che inquadrino i violini, un ultimo scatto di Harnocourt verso l’orchestra alla sua sinistra ci rivela l’emergere e l’importanza dei contrabbassi, particolare che senza il suo “aiuto” difficilmente, se non si è musicisti, si riuscirebbe a cogliere.
“Herz und Mund und Tat und Leben” è una delle Cantate più celebri di Bach, scritta a Weimer nel 1716, che il compositore presentò ai fedeli di Lipsia nel 1723. E' ispirata ala Visitazione di Maria presso Elisabetta, che il Vangelo di Luca (1, 39-56) celebra con il canto del Magnificat. Una ricorrenza che nella religiosità popolare del periodo era particolarmente sentita. Ha scritto il musicologo Alberto Basso: «Bach si preoccupò di coglierne il messaggio di solennità e di dolcezza, di trasmetterlo con immediatezza e partecipazione devozionale». E la solennità dell'evento è resa con efficacia dall'impiego di una tromba proprio nella grandiosa pagina di apertura che vi proponiamo.
Il resto ascoltatelo voi, affidandovi con fiducia a questa musica contagiosa per la sua forza immediata. Siamo sicuri che lo ascolterete e riascolterete più volte. Il susseguirsi delle voci vi conquisterà, per la bellezza dei fraseggi melodici che si rincorrono tra soprani, mezzosoprani, tenori, bassi. Fraseggi capaci di portarvi in alto: come al termine della prima parte contrappuntistica, al minuto e 26 del video, quando Harnoncourt chiede con un segno esplicito a tutto il coro di cantare quasi in “pianissimo”, per poi liberare con un gesto imperioso le voci femminili, portandole insieme al momento culminante di un’invocazione, di una preghiera, su verso la sommità dell’architettura bachiana.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Johann Sebastian Bach
Kantaten
Munchener Bach-Chor – Munchener Bach-Orchester – Karl Richter, direttore d’orchestra (Archiv)

2) Johann Sebastian Bach
Sacred Cantatas
Gustav Leonhardt & Nikolaus Harnoncourt (Teldec Classics, disponibile anche su iTunes)

3) Johann Sebastian Bach
Cantata BWV 147
Corale “Jesus bleibet meine Freude”
Dinu Lipatti, pianoforte (Great recordings of the century, Piano recital, Emi Classics, disponibile anche su iTunes)

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Parole chiave:
Interpretazione musicale - Musica - Spiritualità

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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