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04/02/2020

Un dolce conforto sulle corde del liuto (Johann Sebastian Bach, Preludio Fuga e Allegro BWV 998)


Proposte di ascolto di Pino Pignatta


Johann Sebastian Bach
Preludio, Fuga e Allegro BWV 998
Preludio
Luciano Contini, liuto


Torniamo dopo tanto tempo a uno strumento che oggi, nonostante una florida renaissance, continua a essere suonato da un ristretto numero di specialisti al mondo. E anche le occasioni di ascoltarlo dal vivo non sono frequenti: soprattutto chiese, monasteri, chiostri, piccole sale di castelli o residenze principesche di proprietà ormai pubblica o messe a disposizione, privatamente, da mecenati illuminati. E’ in questi contesti che si può ascoltare il liuto, per via del suono delicato e antico, che richiede un silenzio assoluto da parte del pubblico e non è certo adatto all’aria aperta o alla grandi sale da concerto. E dunque per immergersi nelle sonorità liutistiche, cercando di rivivere i fasti rinascimentali e barocchi di questo strumento a corde pizzicate, non rimane altro che seguire il calendario dei concerti dei più grandi specialisti che oggi ne propongono con amore il repertorio, sperando che una tappa delle loro tournée non sia troppo distante da noi.
Qualcuno si potrebbe domandare perché era sparito il liuto. Per la semplice ragione che subì, progressivamente, la concorrenza degli strumenti ad arco. Quando i costruttori cremonesi – e fra essi Stradivari, il più celebre – non avevano ancora raggiunto la perfezione, liuto e archi per un po’ riuscirono a coabitare. Ma appena violini e violoncelli si affermarono in modo trionfale, nel Seicento e nel Settecento, l’attenzione dei compositori fu rapita dagli archi, e il liuto cadde in un progressivo oblio.
Jakob Lindberg, Nigel North, Paul O’Dette, Paul Beier, Hopkinson Smith sono i più affermati musicisti che negli ultimi 30-40 anni hanno letteralmente riscoperto il liuto e le prassi musicali ad esso collegate, trasmettendo anche con l’insegnamento la loro maestria esecutiva, invitando i liutai a costruire nuovi strumenti, con un lavoro di recupero di un ampio repertorio che la tecnologia discografica, prima con i compact disc e oggi con gli store digitali, ha permesso di salvare per sempre. Anche su YouTube sono disponibili decine di esecuzioni che ci consentono di osservare da vicino il liuto, la sua tecnica, il modo di pizzicare le corde, e di ammirare, ascoltandoli, strumenti che avremo sicuramente visto su qualche tela del XVI e XVII secolo.
E proprio curiosando su YouTube, alla ricerca di emozioni liutistiche, abbiamo trovato una stupenda esecuzione del Preludio Fuga e Allegro BWV 998, uno dei capolavori bachiani per liuto. Lo esegue un artista italiano, che è stato allievo di Hopkinson Smith alla Schola Cantorum di Basilea, Luciano Contini, oggi professore associato di Prassi musicale storica alla “Universität für Musik und darstellende Kunst” di Vienna e titolare della cattedra di liuto alla “Musik und Kunst Universität” della stessa città. «In realtà», ci spiega Contini, «il manoscritto autografo di Bach reca la dicitura “Prelude pour la Luth, ò Cémbal” e prevede quindi un’esecuzione non esclusivamente al liuto. Anche la notazione utilizzata non è la tipica intavolatura per liuto, bensì un sistema a due pentagrammi. Interessante è che alla fine dell’Allegro Bach preferisce non utilizzare un nuovo foglio e scrive a margine le ultime battute in intavolatura tedesca per strumenti a tastiera. Più che definire questo un brano “per” liuto possiamo dire che si tratta di un brano eseguibile anche “sul” liuto».
Vale la pena – per aiutare a comprendere meglio la differenza fra liuto rinascimentale, liuto barocco e tiorba – specificare in sintesi le differenze tra questi strumenti indicati di volta in volta nella discografia di questo repertorio antico. Il liuto rinascimentale ha da sei a dieci ordini di corde doppie, chiamate “cori”. Il liuto barocco, utilizzato in Francia e nei Paesi di lingua tedesca a partire dall’inizio del XVII secolo, ha da undici a tredici cori. La tiorba, o chitarrone, ha un’accordatura simile a quella rinascimentale, ma con le prime due corde accordate un’ottava sotto. Gli strumenti della famiglia del liuto — nelle loro molteplici forme — erano e sono parte integrante di qualsiasi ensemble che si propone di eseguire il repertorio rinascimentale-barocco secondo la prassi originale, per cui ogni attività in questo campo contribuisce alla sua diffusione. E certo il vasto movimento delle esecuzioni filologiche, secondo le prassi antiche, iniziato con Helmut Rilling e Harnoncourt, e poi proseguito con Gustav Leonhard, Koopman, Savall, ha aiutato il liuto a uscire dall’ombra e a tornare, magari non protagonista come nelle corti rinascimentali del compositore e liutista inglese John Dowland, o ai tempi di Silvius Leopold Weiss o di Johann Sebastian Bach, ma almeno al centro di un certo circuito concertistico.
Del Preludio Fuga e Allegro BWV 998 di Bach vi proponiamo la prima parte, il Preludio. La bellezza del movimento di ogni voce, le soluzioni armoniche, le sottigliezze del contrappunto di questa pagina non sono certo sintetizzabili in poche parole senza rischiare di banalizzare una musica che ritorna a noi dopo quasi 300 anni attraverso il lavoro dei liutisti contemporanei. Capire in profondità quello che l’arte strumentale di Bach ci dice oggi richiederebbe la conoscenza della “lingua” da lui utilizzata, cosa che supera ovviamente le conoscenze del grande pubblico. Tuttavia, possiamo godere dei suoni che vengono prodotti dagli esecutori, se questi a loro volta comprendono Bach e sono in grado di comunicarlo in maniera musicalmente sensata e di raggiungere le emozioni più profonde del nostro animo. Quando dopo anni ed anni di studio di un certo linguaggio, ci suggerisce Contini, si arriva al punto in cui si ha la sensazione di potere comunicare con il compositore tramite lo spartito, di trovare la risposta alla domanda “Perché Bach ha scritto proprio questa nota in questo momento?”, allora «si arriva a percepire la sua grandezza — contemporaneamente alla nostra limitatezza — e a provare quel misto di umiltà e orgoglio che ci può portare a esecuzioni capaci di comunicare la bellezza della sua musica».
Curando questo spazio delle “Strategie per stare meglio”, e proponendo capolavori musicali che hanno anche l’ambizione di essere “terapeutici”, di diventare un balsamo per chi ascolta, domandiamo al maestro Contini se questa pagina bachiana può dare, a chi riesce a innamorarsene, anche un piccolo contributo a lenire la sofferenza. «Sinceramente non so se la musica possa lenire un dolore fisico reale. Di sicuro, però, ci può portare a un livello di consapevolezza diverso, più profondo, che può a sua volta donarci una sensazione di conforto, di contatto con la grandezza dei fenomeni naturali come la vita e la morte. E questo contatto può diventare un balsamo nei momenti di dolore, sia fisico sia psicologico».
Per chi abbia la curiosità di ascoltare l’intero Preludio Fuga e Allegro BWV 998, sempre nell’esecuzione di Luciano Contini, ecco i link diretti alle restanti parti: Fuga; Allegro.
Buon ascolto.

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Per approfondire l’ascolto

1) Johann Sebastian Bach
Lute Music
Jakob Lindberg, liuto (Bis)

2) Silvius Leopold Weiss
Pieces de Luth
Hopkinson Smith, liuto (Astrée)

3) Francesco da Milano
“Il divino”
Paul O’Dette, luto (Harmonia Mundi)

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Parole chiave:
Musica da camera - Strumenti musicali

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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