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29/11/2016

Tra colori tenebrosi e squarci di serenità (Johannes Brahms, Ouverture Tragica Op. 81)




Johannes Brahms
Ouverture tragica in re minore per orchestra, op. 81
European Union Youth Orchestra; Sir Colin Davis, direttore


Volendosi perdere – ed è ogni volta, terapeuticamente, un felice abbandonarsi – nel mondo sonoro del vecchio Johannes Brahms (“vecchio” perché lo vediamo sempre, nelle fotografie di fine Ottocento, con quella bellissima barba bianca), si finisce sempre per ascoltare le sue Sinfonie, soprattutto la Terza, o la sua produzione pianistica o da camera. Ma si dimentica spesso una pagina che per impeto, slancio lirico, energia vitale e forza timbrica è capace di scuoterci dal torpore esistenziale, di trasportarci in un mondo di contraddizioni assai vicine al nostro stato d’animo. Si tratta della Tragische Ouvertüre (Ouverture tragica), composta nell’estate del 1880 ed eseguita per la prima volta il giorno di Natale dello stesso anno. Un Brahms nel pieno della maturità, 47 anni, che ha già scritto la seconda Sinfonia e sta per scrivere la Terza, che ha già consegnato il Concerto per violino e sta per abbozzare il primo Quintetto, e come abbiamo più volte raccontato adora comporre d’estate, tra i ghiacciai delle montagne svizzere e austriache, per poi suonare in pubblico d’inverno.
Per chi ama gli impasti e i colori orchestrali, e trae vitalità dalle pagine sinfoniche, l’attacco della “Tragische” è emozione pura: due possenti accordi orchestrali in fortissimo, seguiti dal rullare dei timpani in diminuendo, che spalancano le porte ai colori brahmsiani. C’è tutta la potenza e sapienza creatrice del compositore di Amburgo: la tenerezza degli archi che propongono il primo tema, poi salite vertiginose di tutta l’orchestra che riprende con vigore il modulo tematico; un’idea secondaria affidata agli archi, sviluppata da violoncelli, contrabbassi e fiati, sino al canto forte e solitario dell’oboe, quasi una ninna-nanna, al quale rispondono fagotti e corni. Ed è bello vedere e ascoltare un’orchestra tutta di giovani, ai Proms di Londra, diretti dalla maestria di Sir Colin Davis, orchestra che esplode letteralmente dal minuto 2:57 al minuto 3:10 del nostro video, quando l’istinto cameristico di Brahms, seppure in forme orchestrali, emerge in un passaggio lirico che la bacchetta di Colin Davis spegne in un meraviglioso rallentando, pezzo di bravura tecnica e segno dell’immensa carica di tenerezza che quell’orso di Brahms nascondeva nell’animo.
Ma perché è “Tragische”, questa Ouvertüre? Sembra che la pagina sia stata composta per il teatro, per un’introduzione musicale al Faust di Goethe. Dunque, si attribuirebbero al genio di Amburgo intenzioni di musica “a programma”, un brano di circostanza. Tuttavia, come spiega il compositore Giacomo Manzoni nella sua “Guida all’ascolto della musica sinfonica” (Feltrinelli), «il fatto che già molti anni prima del 1880 Brahms avesse steso alcuni abbozzi del lavoro, induce a pensare che non esistessero moventi esterni: l’Ouverture Tragica rimane un esempio magnifico di musica in ogni senso “pura”». Forse il senso di questa tragicità sta nello spirito beethoveniano dell’opera, insieme epico e drammatico: i colpi orchestrali accesi che punteggiano l’Ouverture, l’uso sapiente della tavolozza timbrica soprattutto con le mezze tinte dei corni, oppure con le colorazioni brunite dei violoncelli e dei fagotti, i fraseggi melodici che cuciono insieme le sezioni più impetuose del discorso orchestrale, fanno credere che Brahms abbia inteso mettere sul pentagramma un’atmosfera grave, di tensioni e di angosce, percorsa da violenti contrasti nella dinamica, a tratti con toni cupi, tenebrosi, seppure spezzati da episodi più distesi e sereni. Ed è forse tutta in questi contrasti la tragicità della pagina.
Ma è lo stesso Brahms, in fondo, a tratteggiarne i contorni. In realtà lui, in questo periodo di feconda creatività, aveva scritto due Ouverture, che sono formalmente gemelle: per ringraziare la facoltà di Filosofia dell’Università di Breslavia della laurea honoris causa ricevuta, il compositore si presentò e diresse l’Ouverture Accademica Op. 80. E insieme aveva messo sul pentagramma anche l’Ouverture Tragica Op. 81. Gemelle, dunque, ma opposte nello stile e nel carattere: «Una piange, l’altra ride», scrisse Brahms in una lettera all’amico Theodor Billroth.
La “Tragische” è una delle creazioni più felici del musicista tedesco, delle due Ouverture la più apprezzata ed eseguita, dove il musicista, indipendentemente da indicazioni “a programma” che dovranno essere confermate dai musicologi, esaspera il potenziale drammatico del materiale sonoro, tra violenti antagonismi dinamici delle sezioni orchestrali, e colori arrabbiati, imbronciati, solo raramente allietati da episodi di distensione lirica, «rimanendo sempre in una zona fosca, in un re minore che acquista accenti tragici degni di Beethoven» (Manzoni).
La sensazione complessiva che si ricava da un ascolto attento e prolungato nel tempo è di un messaggio impetuoso del compositore, a tratti morbido, cameristicamente addolcito, che in circa 10-15 minuti di musica (a seconda delle scelte di metronomo) sfodera la straordinaria energia ritmica del sinfonismo brahmsiano, della quale possiamo beneficiare quando ne abbiamo bisogno, in una narrazione musicale che alla fine lascia qualche barlume di speranza, «ma soffocato dall'improvvisa e tagliente stretta finale».
Il nostro consiglio discografico è di iniziare a scoprire l’Ouverture Tragica dall’incisione di Claudio Abbado con i Berliner, che contiene anche il toccante Schicksalslied (Canto del Destino) Op. 54, una stupenda meditazione per coro e orchestra sulla fatica della condizione umana.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Johannes Brahms
Tragische Ouvertüre Op. 81; Sinfonia No. 3 Op. 90; Schicksalslied Op. 54
Berliner Philharmoniker; Claudio Abbado, direttore (Deutsche Grammaphon, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

2) Johannes Brahms
Academic Ouverture; Tragic Ouverture
London Philharmonic Orchestra; Marin Alsop, direttore (Naxos, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) Johannes Brahms
Simphony No. 3; Serenade No. 1
Belgian Radio and Television Philharmonic Orchestra; Alexander Rahbari, direttore (Naxos, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

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Parole chiave:
Angoscia - Forme musicali - Musica - Serenità - Speranza - Strumenti musicali

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