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15/07/2014

Quanta bellezza nata da disagio e "povertà" (Wolfgang Amadeus Mozart, dal Divertimento KV.563)




Wolfgang Amadeus Mozart
Divertimento KV. 563 in mi bemolle maggiore
Andante
Jean Mouillere, violino; Diederick Suys, viola; Aurélien Sabouret, violoncello


Pensiamo che Mozart abbia scritto questo pezzo per musicisti come quelli che ascoltate qui. Aveva in mente questa serenità, un distacco totale dal mondo, questa gioiosa e contagiosa energia vitale. Che magnifica esecuzione, davvero rara per impeto cameristico, quella del Trio formato dai francesi Jean Mouillere al violino, Diederick Suys alla viola e Aurélien Sabouret al violoncello: ricca di precisione strumentale, di luce, di limpide dinamiche timbriche, di forza e insieme di squisita leggerezza, di chiarezza di ogni voce, totale comprensione della partitura e dei suoi snodi armonici, passione e tanto “Divertimento”, nel senso di piacere di ritrovarsi a fare musica d’insieme, che è l’essenza della musica da camera. Si può notare al minuto 4:10 di questo splendido video (che ci lascia l’unico rimpianto di non avere a disposizione il documento multimediale dell’intera pagina), quando il violista attende la sottolineatura del collega violoncellista e poi si distende in un’espressione di gioia musicale. E anche l’ambientazione del video ci trasmette il gusto dell’atmosfera di intimità attorno a un grande camino, per pochi e fortunati ospiti, che era il cuore della “haus musik”, qui raccolta tra le mura possenti del Manoir de Bonaventure, a Mazangé, centro della Francia, una dimora del Quattrocento circondata da un recinto del XVI secolo. Il giardino all’interno e due sale del palazzo sono aperte ai visitatori.
Suonato qui, questo Divertimento KV. 563 sembra suggerire la presenza giocosa e magica del suo autore. Siamo al Mozart più puro. L’astrazione assoluta dalle cose del mondo, dalle miserie umane e quotidiane. A Vienna, il 27 settembre 1788, già non in buona salute ma soprattutto carico di debiti, il compositore austriaco si siede davanti al pentagramma e ci lascia questo Andante che non “stacca” un attimo per ricchezza del materiale e delle sensazioni sonore, pieno di musica, di note, accordi, variazioni, scale, arpeggi, trattenuti, colori, timbri, cantabilità, punteggiature brunite del violoncello alla trama sottile e trascinante del violino. Un po’ per la bellezza dell’invenzione melodica e un po’ per la bravura tecnica e interpretativa di questi tre musicisti francesi, confessiamo che nel preparare questo articolo abbiamo ascoltato e riascoltato questo gioiello almeno una decina di volte. E siamo certi che sarete trascinati dal medesimo coinvolgimento emotivo e sensoriale.
L’Andante di cui parliamo è il quinto di sette movimenti che Wolfgang Amadeus Mozart ha scritto per il suo Divertimento Kv. 563 in mi bemolle maggiore, che è sostanzialmente un Trio del periodo classico, con violino, viola e violoncello. Ancora una volta, soffermatevi su una circostanza storica: tanta straripante bellezza, che a tratti non vi lascia il tempo di respirare per l’incanto dell’intreccio strumentale, è nato dal periodo più duro di Mozart, gli ultimi amari anni della sua vita terrena, come tutte le sue creazioni più sbalorditive. Una sola annotazione storiografica per capire: il Divertimento in mi bemolle maggiore K. 563 è dedicato al suo creditore, Michael Puchberg. Non aveva soldi per saldare i debiti: gli ha lasciato tra le mani questa partitura. Chissà se l’amico e finanziatore di Mozart si è reso conto di ciò che aveva in casa? Tutti i musicologi sono concordi nel ritenere questo Divertimento per trio d’archi un autentico capolavoro per la ricchezza dell’invenzione armonica e contrappuntistica e per varietà espressiva del gioco tematico.
Un libro del musicologo Charles Rosen, “Lo Stile Classico” (Feltrinelli), approfondito studio sul periodo Haydn-Mozart-Beethoven (uno dei più sbalorditivi nella storia della musica), spiega: «Questo Trio di Mozart non è paragonabile a nessun’altra opera scritta per lo stesso organico e costituisce invece un interessante precursore degli ultimi quartetti di Beethoven, particolarmente per il trasferimento della forma del divertimento, con due movimenti di danza e due movimenti lenti uno dei quali è un tema con variazioni, nell’ambito della musica da camera, rendendo estremamente intimo ciò che vi era di più pubblico, e, come farà Beethoven in molti dei brevi movimenti lenti intermedi delle sue ultime composizioni cameristiche, trasfigurando l’elemento “popolare” senza perderne di vista le origini. Nel Divertimento mozartiano la sintesi della scrittura “dotta” a tre parti e la freschezza popolare si fondono senza ambiguità e senza sforzo».
Come abbiamo detto prima, questo trio di musicisti francesi ha lasciato su YouTube il solo Andante. Ma tutto il Divertimento è da brividi, da ascoltare come prima indicazione d’acquisto, su una storica incisione Philips del 1967, a Amsterdam, con il Grumiaux Trio, composto dal grande Arthur Grumiaux al violino, Georges Janzer viola e Eva Czako violoncello. Da avere assolutamente. Si parte con il primo Allegro, che inizia sotto voce sull’unisono dei tre strumenti; ed ecco il gioco delle imitazioni, prima tra violino e violoncello, poi tra viola e violino. L’intero movimento si snoda tra cambiamenti arditi di tonalità (modulazioni), in attesa che si concluda sui disegni melodici del violino.
Segue l’Adagio, segnato da passaggi ornamentali in equilibrio tra violino, viola e violoncello e arricchito da un sentimento meditativo, quasi spirituale. Il primo Minuetto è un allegro motivo di danza di derivazione popolaresca e contadina, irresistibile per la piacevolezza melodica, per la finezza del ricamo strumentale. Poi è la volta del nostro Andante, considerato il movimento più originale del Divertimento KV. 563, costruito su un tema con variazioni di magistrale inventiva e di penetrante forza espressiva, tale da aprire – come abbiamo detto – la strada all’arte della variazione beethoveniana. E come indica il programma di sala di un Concerto dell’Accademia di Santa Cecilia, «tutta la genialità creatrice di Mozart si rivela pienamente nell’ultima variazione (al minuto 5:30 del video, N.d.R.), intesa come un possente cantus firmus della viola; il senso di fiducia che da essa promana è come un saldo promontorio nella risacca dei passaggi del violino e del violoncello». Semplicemente magnifico, con il cello al quale, sul finire del movimento, Mozart regala quasi, profeticamente, un passaggio sullo stile del contrabbasso jazzistico. Il quinto movimento del KV. 563 è il secondo Minuetto, che Mozart scrive in tempo di Allegretto, secondo uno delicato equilibrio cameristico, deliziosamente danzante e tutto “da cantare”. L’Allegro finale somiglia a un rondò e il tema, indicato dal violino e ripreso dalla viola e dal violoncello, è seguito da un ritornello nello stile di un carillon. Non manca anche qui il gioco delle imitazioni, con divertenti effetti strumentali, che confermano l’inesauribile fantasia di Mozart.
In questo sublime capolavoro, uno dei più sofisticati e raffinati nella letteratura cameristica, non lascia indifferenti l’abilità con cui l’autore ha saputo sfruttare appieno – considerata la straordinaria qualità dell’invenzione e del materiale affidato a violino, viola e violoncello – l’organico sostanzialmente “povero” di un Trio per archi. Ne è nata una pagina che quanto a densità di idee musicali, di fraseggi, di corposità del contrappunto e di pienezza fonico-timbrica non fa rimpiangere la polifonia strumentale e il dialogo serrato di un quartetto o di un quintetto.
Buon ascolto.

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Parole chiave:
Musica da camera - Povertà - Serenità - Strumenti musicali

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