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15/11/2016

Momenti musicali che diventano una carezza (Franz Schubert, Momento Musicale Op. 94 No. 4)




Franz Schubert
Momento Musicale Op. 94 No. 4
Leonardo Colafelice, pianoforte


Questa settimana vi presentiamo un giovane pianista che, con freschezza e profondità di interpretazione, vi regalerà attimi di delizia e di sollievo. Si chiama Leonardo Colafelice, ha 20 anni, è pugliese di Altamura, e ha reso orgoglioso il pianismo italiano andando a strappare il secondo posto al concorso di Cleveland, incantando giuria e pubblico con il Terzo Concerto di Sergej Prokofiev. Per il prestigio, il monte premi e la presenza di concorrenti di più lunga esperienza, è stato come vincere. Su YouTube, però, abbiamo scelto un altro suo cavallo di battaglia, Schubert, e per la precisione il quarto dei Moments Musicaux, suonato in un altro concorso, al primo round di eliminazione, e non quest’anno ma nel 2013, quando Leonardo aveva solo 17 anni. L’abbiamo scelto per questa ragione: osservate la dolcezza infinita del suo “canto”, la sua felicità, la già meravigliosa capacità di sfumare i pianissimo e i fortissimo. Ne emerge, con evidenza, la forza perenne della musica, che su un ragazzo così giovane sa essere fonte di ispirazione, di semplicità e di sicurezza; e su di noi sa essere terapeutica e carezzevole.
Certo, nelle dita di Leonardo c’è un gigante: Franz Schubert. Come avevamo già avuto modo di ricordare in una nostra puntata precedente, nell’ultima parte della vita, tra il 1821 e il 1828, l’anno della morte, il compositore viennese scrive quattordici piccoli pezzi per pianoforte: sei Moments Musicaux Op. 94, quattro Improvvisi Op. 90 e quattro Improvvisi Op. 142. I primi quattro Improvvisi, l’Op 90, sono forse tra le composizioni di Schubert più celebri, eseguite e (purtroppo) saccheggiate, soprattutto il terzo, l’Andante in Sol bemolle maggiore. Tuttavia, anche i Momenti Musicali appartengono alla fase più avanzata della parabola creativa di Schubert, essendo stati composti tra il 1823 e il 1828. Nonostante una produzione sinfonica che dopo la morte è apparsa ai musicisti e al pubblico in tutta la sua potenza creatrice, è sulla tastiera del pianoforte – in una vita breve, appena 31 anni – che il compositore ha intarsiato meglio, insieme con straordinari capolavori cameristici (ricordiamo soltanto il Quintetto “La Trota”), la vena poetica che attraversa la sua musica, quell’intimismo da foglio d’album che restituisce con chiarezza all’ascoltatore il mondo nostalgico, anche travagliato, di un uomo che a noi ha lasciato tesori immensi, ma che è vissuto senza riuscire a essere mai veramente felice.
I sei Momenti Musicali riuniscono pezzi creati in fasi diverse. Noi vi presentiamo il quarto, ma il consiglio è di godervi l’Opera 94 completa, perché tutti e sei questi pezzi, alcuni dei quali celeberrimi, sono piccoli gioielli di tenerezza e vi danno un’idea precisa dell’universo interiore del compositore austriaco, capace come pochi di sintonizzarsi in modo empatico con i nostri momenti più amari. Per fare qualche esempio, secondo quanto illustra lo storico del pianoforte e didatta Piero Rattalino, «il primo pezzo è basato su uno squillo militare e su un corale di carattere religioso. Il secondo Momento Musicale ha l’andamento di una ninnananna, di una barcarole». Ma è il quarto che lascia davvero sbigottiti per una prima e terza parte con un chiaro riferimento bachiano, che incastonano una parte centrale di pura dolcezza. Precisa meglio Giulio d’Amico, una delle voci su Radiotre del programma “Concerto del mattino”: «Nel primo Momento, Moderato in do maggiore, è singolare la scarna asciuttezza della linea melodica, priva di sostegno armonico, come in un disegno a matita. Il successivo Andantino è una delle perle della raccolta, con le fascinose nuance armoniche del “tenero” la bemolle maggiore». Il quarto Momento Musicale, “moderato” nell’indicazione dinamica, «con il suo severo colorito sullo stile di Bach interrotto da una dolce melodia di sapore popolaresco, è stato acutamente paragonato da Massimo Mila a un’ostrica che racchiude una perla».
Dieci anni dopo la morte del genio viennese – ed è una commovente dichiarazione di vicinanza artistica che ci aiuta a capire che cosa stiamo ascoltando e il carattere del compositore – Robert Schumann scrive: «Vi fu un tempo in cui io non parlavo volentieri di Schubert: soltanto di notte potevo raccontare di lui agli alberi e alle stelle». E per chi ama il compositore austriaco, per chi lo ascolta da sempre, oppure lo scopre ora, non c’è descrizione più precisa per dipingere un musicista il cui mondo interiore invita alla notte, all’introspezione, a volte alla rassegnazione, perché può accadere, e a lui è successo, che la vita sia amara, complicata, dolorosa, non generosa. S’inchina a lui anche Thomas Mann, che nel Doktor Faustus parla di Schubert come «genio bifronte, sempre toccato dal soffio della morte». Il pianista D’Amore spiega ancora in un programma di sala per un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia: «Nessuno come Schubert sembra incarnare il senso di smarrimento dell’uomo moderno, la sua “non appartenenza”: egli è insieme angelo e demone, classico e romantico, amabile e terribile. Come per Mozart, anche su Schubert ha gravato per lungo tempo un’interpretazione riduttiva e conciliante, da salotti Biedermeier, che ne faceva il compositore per eccellenza dell’intimità borghese, della tenerezza lirica e sentimentale. Un cliché ottocentesco, la rimozione del lato oscuro della sua personalità».
Ed è questa profondità, la lacerante consapevolezza della propria condizione umana, della fortuna-sfortuna, che questi sei Moments Musicaux, insieme con tanti altri capolavori che abbiamo già qui ascoltato, ci svelano. E in questo disvelarsi ci soccorrono.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Franz Schubert
The complete Impromptus – Moments Musicaux
Alfred Brendel, pianoforte (Philips Classics, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

2) Franz Schubert
Piano Works 1822-1828
Alfred Brendel, pianoforte (Decca, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

3) Franz Schubert
Piano Quintet “The Trout”
Alfred Brendel, pianoforte; Cleveland Quartet (Philips Classics, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

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Parole chiave:
Malinconia - Musica da camera - Nostalgia - Poesia

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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