Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

25/01/2011

Lo slancio di una linfa rigenerante (Wolfgang Amadeus Mozart, Allegro maestoso, dal Concerto per flauto KV 313)




Wolfgang Amadeus Mozart
Allegro maestoso, dal Concerto per flauto KV 313
Solista: Emmanuel Pahud; Haydn Ensemble Berlin


L’atmosfera è subito gioiosa, fresca, cantabile. Attacca l’orchestra, irrompono i corni da caccia, rispondono gli archi in pianissimo, entra nel vivo il “gioco” delle varie sezioni che si rincorrono sulla linea melodica iniziale, tra accelerazioni, pause dinamiche e scarti improvvisi. Un materiale sonoro miracolosamente costruito per preparare l’ingresso del protagonista, il flauto. E dalle prime battute dell’Allegro maestoso, la musica si dimostra capace di toccare l’anima, di sfiorare le corde delle emozioni più profonde, passando per l’Adagio centrale, per arrivare al Rondò finale (cliccatissimo anche su YouTube nell’interpretazione di Emmanuel Pahud), dove la spensieratezza del discorso musicale è davvero un toccasana per l’anima. E dove gli arabeschi flautistici sono più di un balsamo: hanno la semplicità e la leggerezza di una medicina naturale, di una meditazione rigenerante.
In poche battute l’attacco di questo Concerto KV 313 ci porta al cuore dell’invenzione mozartiana più libera, disincantata, priva di legami formali con le convenzioni del tempo. È l’Amadeus che nel 1777, a 21 anni, non riuscendo più a respirare la claustrofobica aria di corte al servizio dell’arcivescovo Colloredo, lascia Salisburgo per cercare fortuna in Europa. Trascorre cinque mesi in Germania, a Mannheim, tra l’ottobre 1777 e il marzo 1778: un periodo fertile per la vita e l’evoluzione artistica del compositore austriaco, in cui nascono una ventina di lavori, prevalentemente concerti e sonate, ma nessuna sinfonia, nonostante Mannheim fosse già allora sede di un complesso strumentale di prima grandezza.
È il periodo, appunto, dei due Concerti per flauto KV 313 e 314 – molto affini ai Concerti per violino, ma di carattere più leggero, oggi potremmo dire “orecchiabile” – e di alcuni Concerti per pianoforte che Mozart scriveva per le esecuzioni in pubblico: i più fortunati anche economicamente per le entrate del compositore perché molto amati e richiesti, di immediata sintonia con il gusto dell’epoca. In particolare, il Concerto che presentiamo questa settimana rivela l’orecchio esercitato di Mozart nel cesellare lo strumento (che peraltro non amava particolarmente, e questo ha dell’incredibile) e la sua abilità nell’estrarne le più sottili potenzialità tecniche. Questi lavori, insieme con alcuni Quartetti per flauto e un Andante per flauto e orchestra successivi, furono dedicati a un ricco strumentista, gentiluomo olandese di origine indiana, De Jean, che lo commissionò allo stesso Mozart.
Tuttavia, anche se il contratto col flautista De Jean prevedeva un concerto breve e di facile esecuzione (il committente, insomma, si era un po’ cautelato), con il Concerto K 313 Mozart scrisse una pagina estesa ed elaborata, con discrete difficoltà virtuosistiche per l’esecutore. Non sappiamo come la prese De Jean una volta davanti la partitura, ma è ormai noto che si arrabbiò, e parecchio, anche in occasione dell’altro Concerto per flauto pensato per lui, il KV 314, e trascritto da Mozart sulla base del Concerto in do maggiore per oboe e orchestra. Per questa ragione, probabilmente, il De Jean volle riconoscere a Mozart soltanto la metà della cifra pattuita.
A un ascolto attento, sia di questo video sia delle eventuali incisioni discografiche che vorrete frequentare, il primo movimento del KV 313, Allegro maestoso, si apre in modo decisamente spensierato: il Mozart più musical-terapeutico è proprio questo, lontano dalle introspezioni del Don Giovanni o di certi Quartetti per archi. Un accordo a piena orchestra è seguito da quattro note ribattute in ritmo puntato, «quello utilizzato un secolo prima da Jean Baptiste Lully alle corte del Re Sole per le pompose ouverture d’opera», spiega il musicologo Alessandro De Bei. Per contrasto, il secondo tema è più delicato, pur presentando gli stessi elementi costitutivi del primo (note ribattute, fraseggi che si rincorrono), a dimostrazione dell’abilità di Mozart nel variare il materiale musicale.
L’ingresso del solista avviene sul primo tema, seguito, come vuole la regola, da una “transizione” e dal secondo tema. È interessante osservare il tipo di scrittura che Mozart adotta per gli episodi solistici, molto aderente alle esigenze tecniche e alle caratteristiche timbriche del flauto. Lo Sviluppo rielabora elementi cadenzanti o di raccordo che si sono ascoltati negli interventi orchestrali dell’Esposizione: domina la tecnica della “progressione”, cioè la ripetizione dello stesso disegno melodico su gradi diversi della scala.
In fondo, ciò che il Concerto per flauto KV 313 trasmette e comunica è la “giocondità di spirito” delle trame mozartiane. Una giocondità, come ha scritto il musicologo Bernhard Paumgartner, «che inconsapevolmente si oppone alle contrarietà della vita», quindi anche alla sofferenza e al disagio. Da questa impronta musicale – nella stragrande maggioranza delle partiture del Salisburghese – emana quel senso di ironia, autoironia e umorismo (in alcune opere anche un po’ malizioso, per esempio nel “Così fan tutte”) che giustamente è stato interpretato come un luminoso atto liberatorio. La corte di Salisburgo non poteva che stargli stretta, perché soffocava l’immensità del suo genio, dal quale sono nate sempre musiche capaci di esaltare la vita, mai la morte. Lo stesso Requiem mozartiano è portatore di una musica gioiosa (in questo senso molto diversa dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, più cupa e disperata) che guarda alla prospettiva del “dopo” con la speranza della luce, più che con la disperazione delle tenebre.
Ecco, Mozart era così: tutto meno che misantropo. La sua musica è contagiosamente lenitiva perché racconta che il compositore amava le tavolate allegre, le risate degli amici, la compagnia delle donne. Da autentico salisburghese sapeva apprezzare la buona cucina, un bicchiere di vino generoso, il calore di una tazza di punch. Scrive Paumgartner nella sua biografia (Mozart, Einaudi): «Gli era propria al massimo grado quella spensieratezza tipicamente austriaca che non si cura del domani, che ostenta una certa fierezza nel lasciarsi andare alle dolcezze dell’arte, passando sopra le contingenze della vita, e sa disarmare ogni rimprovero con un sorriso arguto e rassegnato».
Lasciarsi andare alle dolcezze dell’arte, passando sopra le contingenze della vita: sembra il manifesto di questi nostri “incontri” periodici, che hanno il solo scopo di liberare la potenza benefica della musica, come una linfa che ci attraversa per ridare slancio vitale al nostro essere.
Buon ascolto.

top

Per approfondire l'ascolto

1) Wolfgang Amadeus Mozart
Concerti per flauto KV 313 e KV 314 – Concerto per flauto e arpa
Emmanuel Pahud, flauto; Marie-Pierre Langlamet, arpa; Berliner Philarmoniker; Claudio Abbado, direttore (Emi Classics, disponibile anche su libreria iTunes)

2) Wolfgang Amadeus Mozart
Concerti per flauto KV 313 e KV 314 – Andante per flauto e orchestra KV 315
Andrea Griminelli, flauto; Kamerata Salzburg; Sir Roger Norrington, direttore (Decca, disponibile anche su iTunes)

3) Wolfgang Amadeus Mozart
Quartetti per flauto
Emmanuel Pahud, flauto; Christoph Poppen, violino; Hariolf Schlichtig, viola; Jean-Guihen Queyras, violoncello (Emi Classics, disponibile anche su iTunes)

top

Parole chiave:
Consolazione - Forme musicali - Musica - Serenità - Strumenti musicali

Stampa

© 2011 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio