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23/08/2011

Letizia e gioia nella vertigine della polifonia (Gregorio Allegri, Miserere)




Gregorio Allegri (1582-1652)
Miserere
Tallis Scholars
Peter Phillips, fondatore e direttore


Più di 178.000 visualizzazioni su YouTube per un brano di musica esclusivamente vocale composto oltre 370 anni fa, nel 1638, e cantato “a cappella”. Un dato che ha dell’incredibile. Ma che dà l’idea di quanto la polifonia sacra che si è sviluppata in seno alla Chiesa cattolica dal Rinascimento in poi – e qui siamo davvero al vertice della fantasia compositiva – sappia ancora oggi trovare nuovi appassionati ascoltatori. E gettare nello smarrimento più assoluto, nel silenzio dell’incanto e della meraviglia, anche le orecchie più abituate a questo “Miserere”, che ha consacrato e reso immortale il cantore-compositore Gregorio Allegri, già nel collegio della cappella pontificia nel 1629, ai tempi di papa Urbano VIII.
Ce ne siamo resi conto una settimana fa, nei giorni centrali del Ferragosto, in una Milano completamente deserta, ma in una chiesa, la basilica di Santa Maria della Passione, adiacente al Conservatorio, strapiena di un pubblico letteralmente in delirio, con applausi interminabili, per il complesso Tallis Scholars, fondato e diretto dall’inglese Peter Philips, vere e proprie star del canto polifonico, con un seguito di appassionati cha assomiglia per intensità di affetto agli abbracci dei fan per gli artisti pop. Hanno eseguito un programma tutto giocato tra le vertigini polifoniche e contrappuntistiche del Cinque-Seicento italiano e inglese, e la verticalità corale e contemporanea del compositore estone Arvo Pärt, davvero straordinario nel “gareggiare” a distanza di quattro secoli con i giganti della musica sacra.
Cuore del concerto, il Miserere di Allegri, sicuramente il più grande trionfo musicale del coro papale e vaticano nella prima metà del Seicento, interamente composto sul Salmo 51 (Pietà e misericordia, o Dio) e che contiene, in particolare all’inizio del decimo versetto, una forza prodigiosa, anche in senso terapeutico, lenitivo dell’anima e del dolore fisico. Canta il decimo versetto del Salmo 51: «Auditui meo dabis gaudium et laetitiam / et exultabunt ossa humiliata». E cioè: «Fammi sentire gioia e letizia / ed esulteranno le ossa che hai spezzato», dove le “ossa spezzate” – interpretabili su più registri come sofferenza, malattia, fatica, mal di vivere, disagio fisiologico e/o psicologico – ricevono in dono dalla musicalità vocale di Allegri uno spasmo di bellezza, una vetta di incontenibile serenità e di “guarigione” spirituale che non può lasciare indifferente chi ascolti e si perda fra le voci che si rincorrono sull’aggettivo “umiliata”: una coda contrappuntistica quasi interminabile, purissima come il cristallo, in grado ancora oggi di ipnotizzare l’ascoltatore, lasciandolo letteralmente senza fiato. E’ esattamente in questo punto (lo ascoltate a partire dal minuto 4’:43’’ del video) che la vertigine polifonica di Allegri accompagna le ossa spezzate – cioè il nostro dolore, certamente anche fisico, e forse la nostra inadeguatezza, le nostre difficoltà e imperfezioni – sul punto più alto della meditazione spirituale, dove lo sguardo di Dio è tale da ricompensare il “viaggio” con letizia e gioia.
E’ il momento forse più intenso di questo Miserere, che è celebre anche per un aneddoto, realmente accaduto, storicamente successivo allo stesso Allegri e che vede protagonista il genio di Mozart. Composto per i cantori della Cappella Sistina, fu giudicato dal Papa talmente bello che era prevista la scomunica per chiunque tentasse di trafugarne la partitura. Insomma, non si poteva cantare il Miserere al di fuori dello spazio-capolavoro progettato da Michelangelo. Neppure in un’altra chiesa o basilica. Ora, come ascolterete voi stessi, sono circa nove minuti (a seconda delle interpretazioni) di inarrivabili campate contrappuntistiche, dove si alterna lo stile del canto gregoriano monodico a squarci di luce polifonica con ben nove diverse linee di canto che s’intrecciano. L’interdetto papale, impedendo il prestito di una partitura così complessa, sembrava davvero garantire l’esclusività dell’esecuzione. Bene: Mozart, durante il suo viaggio in Italia, la trascrisse tutta a memoria dopo il primo ascolto, il mercoledì santo del 1770, l’11 aprile, rientrando in albergo, mentre era in carrozza col padre Leopold. Aveva soli 14 anni. Anzi, dato che il venerdì santo ebbe l’opportunità di riascoltare il Miserere, apportò alla trascrizione alcune leggere modifiche: gli era sfuggita qualche nota!
Ma il capolavoro di Allegri stordisce anche per l’apparente semplicità della trama vocale. Tecnicamente, e in modo semplice, per aiutare a comprendere anche la regia televisiva del video, si può infatti dire che il Miserere, come scrive la musicologa Alexandra Coghlan, «alterna il testo del salmo della Settimana Santa tra un coro a 5 voci, un gruppo di solisti (soprano, soprano, contralto e basso), e un terzo gruppo di voci maschili all’unisono. Mentre tutti i tre gruppi vocali cantano quella che è sostanzialmente una salmodia armonizzata, la musica del quartetto di soli è ulteriormente abbellita da ornamentazioni melodiche, incluso il celebre do sovracuto nella parte di soprano».
Resta da dire qualche parola sui Tallis Scholars: un gruppo vocale britannico nato nel 1973, specializzato nel canto senza strumenti, che a partire dal nome (ispirato al compositore inglese elisabettiano Thomas Tallis) ha raggiunto l’apice nella tessitura delle voci “a cappella”, soprattutto nella brillantezza del timbro e nella qualità delle voci. Il direttore Peter Philips lavora costantemente in senso filologico per creare, inseguendo la perfetta intonazione, la purezza e la chiarezza di suono più adatta al repertorio rinascimentale, in modo che ogni dettaglio delle linee musicali possa essere compreso, e anche rendendo chiara la percezione dei testi.
Un lavoro certosino sulla bellezza del suono, fatto senza risparmio sulla voce umana (il più perfetto degli strumenti musicali) e che, per la verità, è prezioso non solo per il repertorio sacro e profano del Cinquecento e Seicento. L’interpretazione dei Tallis Scholars sul compositore contemporaneo Pärt, per esempio, toglie ogni dubbio sulla genialità polifonica di questo autore estone che incanta come, e a volte più, dei suoi “colleghi” rinascimentali. Vi presenteremo qualche sua composizione in una delle prossime puntate.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Allegri, Miserere
Palestrina: Missa Papae Marcelli
The Tallis Scholars; Peter Philips, direttore (Gimell, disponibile su iTunes)

2) Allegri: Miserere
Palestrina, Victoria, Monteverdi, Lotti, Gabrieli, Cavalli
Choir of Westminster Cathedral; Stephen Cleobury, direttore (Argo – Decca)

3) Thomas Tallis
Lamentations of Jeremiah
The Tallis Scholars; Peter Philips, direttore (Gimell, disponibile anche su iTunes)

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Parole chiave:
Bibbia - Guarigione - Interpretazione musicale - Musica - Sofferenza - Spiritualità

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