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28/06/2016

La sinfonia che anticipa la fine dell'uomo e del musicista (Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia No. 40 KV. 550)




Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia No. 40 KV. 550
Allegro molto; Andante; Menuetto e Trio; Allegro assai
Orchestra of the Eighteenth Century; Frans Brüggen, direttore


Una ricerca di musicoterapia condotta dall’Università tedesca della Ruhr, e i cui risultati scientifici sono stati pubblicati sulla rivista “Deutsches Ärzteblatt International”, ci conforta ancora una volta sul significato di questo spazio musicale che vi proponiamo periodicamente nella rubrica “Strategie per stare meglio”. Perché se è vero che anche soltanto abbassare la pressione e la frequenza cardiaca aiuta a vivere in modo più equilibrato, allora, secondo questo studio, molto dobbiamo aspettarci da Wolfgang Amadeus Mozart e da Johann Strauss figlio, quello del “Bel Danubio blu”, e di altri immortali valzer viennesi. L’indagine s’intitola “The cardiovascular effect of musical genres”, benché gli scienziati che ci hanno lavorato si premurino di ricordare come «gli effetti dei differenti stili musicali sui livelli di cortisolo, sulla pressione sanguigna e sul ritmo cardiaco siano tuttora sconosciuti».
Alla ricerca hanno partecipato 120 persone, maschi e femmine, di età compresa tra 25 e 75 anni, tutti scelti tra volontari in buona salute cardiologica, elettrocardiogramma e pressione normali, 140 la massima, 90 la minima, e non sottoposti a terapie mediche. Dunque, dallo studio sono state escluse persone con temporanea o cronica ipertensione arteriosa. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: 60 nel gruppo di “ascolto musicale”, e 60 in gruppo chiamato “silenzio”, privo totalmente di musica. Il primo gruppo è stato sottoposto ad ascolti strumentali del periodo classico, romantico e pop: la Sinfonia No. 40 di Mozart, alcuni valzer di Strauss figlio, e alcune canzoni molto popolari degli Abba, gruppo pop svedese celebre negli anni Ottanta. Ogni ascolto è durato 25 minuti circa. I risultati, disponibili sino al più minuto dettaglio nello studio pubblicato sulla rivista tedesca, mostrano in modo inequivocabile che la musica di Mozart e Strauss ha abbassato la pressione del sangue e il ritmo cardiaco. La sinfonia mozartiana ha avuto l’effetto più forte. Le canzoni degli Abba non hanno procurato alcun beneficio.
E allora riascoltiamola questa celeberrima Sinfonia No. 40, in sol minore, 550 del catalogo Köthel, senza alcun dubbio la pagina sinfonica più conosciuta al mondo, insieme con la “Quinta” di Beethoven. Ve la proponiamo in una versione dell’Orchestra del XVIII secolo fondata da Frans Brüggen, scomparso la scorsa estate, che qui dirige l’ensemble di strumenti originali con un viso già scavato dalla malattia (ma se volete vederlo a 30 anni, nel pieno della sua musicalità al flauto dolce, potete godervi questo video di una esecuzione della terza Fantasia di Telemann).
La Sinfonia No. 40 appartiene all’ultima stagione creativa di Mozart. In un certo la senso, la più drammatica. Un po’ come per le tre ultime Sonate di Schubert di cui parlavamo la scorsa puntata, le sinfonie mozartiane 39, 40 e 41 sono le più belle e l’eredità artistica estrema di un uomo stanco, affaticato, sofferente, finanziariamente in difficoltà. Abbiamo già qui ascoltato la No. 39 e la No. 41, conosciuta come "Jupiter". La Sinfonia in sol minore No. 40, letta da Brüggen, è come se rinascesse nell’estrema pulizia dello stile classico, mondata da un’infinita serie di imitazioni, armonizzazioni elettroniche, gadget da suoneria e segreteria telefonica. In realtà, è bene riascoltarla nella sua purezza perché l’apollinea meraviglia della sua melodia, depurata da un’abitudine di ascolto dovuta alla sovraesposizione, lascia sempre incantati, e il sol minore è una di quelle dimostrazioni che le equazioni maggiore=luminosità e minore=malinconia spesso in Mozart sono sconvolte da come il compositore plasma il materiale armonico, per cui come ricorda Ettore Napoli nella “Guida alla musica sinfonica”, «fiumi di inchiostro sono stati versati per descrivere questa sinfonia: nell’Ottocento qualcuno vi ha colto una natura tragica, mentre altri vi hanno visto la serenità di un vaso greco».
La domanda che sorge spontanea è perché proprio questa sinfonia, tra tutte le creazioni mozartiane che in varie sperimentazioni si dimostrano lenitive in un quadro terapeutico, abbia una forza così decisa nel calmare i valori cardiaci di una persona sana. Occorrerebbero ulteriori studi musicologici e scientifici. Ma, in prima istanza, il merito va certamente ai temi melodici potenti, irresistibili nella loro energia, e alla forza dinamica dell’orchestrazione. Il primo movimento, l’Allegro molto, è quello che ha dato fama immortale alla pagina, anche se dietro il formidabile pulsare delle concatenazioni ritmiche iniziali è stato giustamente osservato che si nasconde un’atmosfera di mestizia. E’ vero: la pulsazione che apre la sinfonia ha dentro un’ombra, quasi un velo di depressione interiore, e forse potrebbe essere questo a spiegare l’empatia immediata che ciascuno di noi prova nell’ascolto iniziale. L’Andante è di una delicatezza infinita, ancora più marcato da venature malinconiche, ma con aperture di luce improvvise sulla scena buia. Il Minuetto annuncia momenti di calma e di distensione. Il quarto movimento è un Allegro assai trascinante, mai come il finale della “Jupiter”, ma irruente, c’è il fuoco della passione per la musica e per la vita. La sinfonia si chiude però con il materializzarsi della sofferenza: angoscia, rassegnazione, come se Mozart avesse avuto chiaro in mente il finale di “partita”; la composizione porta la data del 25 luglio 1788, tre anni prima di morire.
Ha scritto Adolf Sandberger, musicologo tedesco, a proposito delle ultime sinfonie di Mozart e in particolare della 40 in sol minore: «O tu, luminoso Maestro, limpido come il cristallo, eppure eternamente umano e imperscrutabile».
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Wolfgang Amadeus Mozart
Symphonies 39, 40 & 41 “Jupiter”
New York Philharmonic; Bruno Walter, direttore (Sony Classical, disponibile anche su iTunes e Google PLay Music)

2) Wolfgang Amadeus Mozart
Late Symphonies – Nos. 35, 38, 38, 40 & 41
Staatskapelle Dresden; Sir Colin Davis, direttore (Decca Music, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

3) Wolfgang Amadeus Mozart
Piano Concertos No. 17 Kv 453 & No. 20 KV 466
London Philharmonic Orchestra; Edwin Fischer, pianista e direttore (DiscoverClassicalMusic, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

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Parole chiave:
Musica - Musicoterapia - Pressione sanguigna - Sistema cardiovascolare

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