Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

11/12/2012

L'ultima meditazione d'addio alla Polonia (F. Chopin, Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra, Op. 11)




Fryderyk Chopin
Concerto n. 1 in mi minore per pianoforte e orchestra, Op. 11
Israel Philarmonic Orchestra; Zubin Mehta, direttore; Evgeni Kissin, pianoforte


Se vi piace la musica di Chopin, la sua cantabilità, le melodie sempre “aperte” e luminose, passionali e in questo senso autenticamente romantiche, quasi mai oscurate da veli di tristezza e malinconia ma pennellate da colori accesi e carichi di tensione emotiva, allora qui toccate l’apice della felicità d’ascolto con il pianoforte irrorato e innervato da un’orchestrazione energica e vitale: perché i larghi fraseggi melodici e le armonie distese di questa pagina stimolano una serenità immediata, come un mattino quando vi alzate e il sole è già caldo, come uno di quei giorni in cui vi sentite in stato di grazia, come quando il dolore passa e la sensazione di benessere che torna è la ricchezza più grande che possiate desiderare. Bene: c’è tutto questo nel primo Concerto per pianoforte di Fryderyk Chopin, scritto nel 1830, e dedicato a un celebre solista dell’epoca, Friedrick Kalkbrenner: un fiume inarrestabile di deliziosi passaggi melodici e di colorazioni strumentali che tengono l’ascoltatore sulla corda, echi di corni, vampate di violoncelli, pizzicati di contrabbassi, lampi di oboe e di fagotto. Con la poesia del pianoforte che domina su tutto e abbiamo scelto nell’appassionata lettura del talento russo Evgeni Kissin: qualità del tocco, chiarezza delle linee, fraseggio portentoso che svetta soprattutto nella Romanza del secondo tempo, potenza di suono che accende e ci riempie di musica.
Primo dei due concerti per pianoforte di Chopin, l’Op. 11 in mi minore si snoda all’insegna di un virtuosismo brillante, dal punto di vista tecnico e interpretativo, e allo stesso tempo ricco di fervore melodico e slanci cantabili. E come sempre in tutta la produzione di Chopin (e in tutta la sua vita), il pianoforte si rivela, a parte la robusta introduzione strumentale d’assieme, il vero e unico protagonista, che qui brilla sotto le mani del russo Evgeni Kissin, mentre l’orchestra si limita a esporre i temi o ad assecondare con discrezione il solista. In quegli anni, infatti, il modello al quale ispirarsi nell’armonizzazione strumentale non era ancora Beethoven (i suoi Concerti erano pressoché sconosciuti a Varsavia), ma un’orchestra concepita come semplice accompagnamento dei passi espressivi o virtuosistici del pianoforte. L’organico di questi concerti chopiniani è alquanto ridotto, al punto che, se si eccettuano le Introduzioni, le Conclusioni e qualche “tutti” che separa una sezione pianistica dall’altra, l’orchestra si limita spesso a pochi tocchi e talvolta tace del tutto. Ma la maestria di Chopin è andata ben oltre un “semplice” assegnare al protagonista il ruolo di primadonna: come scrive il compositore Giacomo Manzoni, «il pianista che esegue questo pezzo ha anche modo di concentrare intorno allo strumento il vero interesse dello svolgimento musicale e dell’invenzione melodica, così che riesce anche qui in un’opera di alta poesia e di pregnante espressione».
La partitura del Concerto in mi minore inizia con l’Allegro maestoso, il movimento più ampio, che occupa da solo metà del concerto, e di gran lunga il più solido dal punto di vista costruttivo: si apre con una lunga introduzione orchestrale di 138 battute, che prepara il terreno al solista. L’attacco è affidato al “tutti” dell’orchestra e presenta i due temi principali: il primo, dopo un deciso inizio in “forte”, cede il campo a una frase in “piano” e “legato espressivo”, che secondo il musicologo Luigi Bellingardi «è una tipica manifestazione dello “zal”, la malinconia polacca». Il secondo tema, evidenziato in partitura dalla didascalia “cantabile”, ha un incedere elegante. Ed ecco il solista che entra con vigore e riespone i temi, lasciando presto spazio, dalle iniziali maestose sonorità, a una delizia che costituisce uno dei momenti più intensi per chi ascolta musica anche allo scopo di “vivere meglio”, di strappare attimi di benessere e pace interiore. Il solista procede via via con ornamentazioni virtuosistiche, sino a un culmine in “fortissimo”, eseguito dal “tutti”. L’inizio dello svolgimento (al minuto 14:50 dell’Allegro), pagina d’intensa poesia, si basa sul motivo malinconico dell’inizio, affidato al solista con la didascalia “dolce ed espressivo”; subentrano poi passaggi di bravura e un febbrile episodio meno cantabile e più cromatico.
Il secondo movimento è un Larghetto intitolato “Romanza”. In una lettera scritta all’amico Tytus, lo stesso Chopin precisava che non doveva essere «energico, ma piuttosto romantico, tranquillo, per dare l’impressione di uno sguardo gentile al luogo che risveglia nel pensiero mille cari ricordi. È una meditazione nel bel tempo primaverile, ma durante il chiaro di luna: perciò l’accompagno con le sordine». Dopo una breve introduzione dell’orchestra, il pianoforte espone il tema principale, di estrema dolcezza; un episodio intermedio è raccontato dal pianoforte accompagnato dagli archi in sordina; riappare poi al piano con abbellimenti e sviluppi il tema principale, affidato in seguito agli archi, mentre il pianoforte esegue calme figurazioni: così “calme” da entrare in chi ascolta con la forza della bellezza che dona pace interiore, come si ascolta bene all’inizio del Larghetto, al minuto 22:30 quando, dopo un breve snodo orchestrale, percepite nettamente il “respiro” di Kissin che introduce una frase di meravigliosa serenità e quiete.
Il Larghetto si collega al Rondò finale quasi senza soluzione di continuità, dopo l’avvio con un perentorio “tutti” orchestrale, precedendo l’entrata del pianoforte. Qui la fantasia compositiva di Chopin è caratterizzata da sfolgoranti episodi di bravura virtuosistica e da ritmi di danze popolari. Ancora il musicologo Bellingardi ci ricorda che «nel terzo tema del movimento si ascolta esplicitamente il ritmo della danza nazionale polacca denominata “Krakoviac”: più antico della Polacca, il Krakoviac è una danza della regione di Cracovia».
Ultima e non meno importante annotazione per l’ascolto: la bellezza di questo concerto su YouTube è anche, e soprattutto, frutto dell’interpretazione pianistica di Evgeni Kissin (ma acquistate anche la versione di Martha Argerich diretta da Claudio Abbado: è da brividi). Questa è davvero una convincente lettura, sospinta verso orizzonti di cantabilità commoventi dall’orchestrazione di Zubin Mehta, ma certo sostenuta dalla qualità del tocco solistico. E abbiamo scelto proprio questo video non tanto per documentare musicalmente la “Proposta d’ascolto”, ma per la splendida prova del musicista russo. Forse abbiamo scelto Kissin, prima ancora che rendere onore al compositore. E ci sembra quasi, tanto è forte l’immedesimazione interpretativa del quarantunenne pianista di Mosca, che qui sia lo stesso Chopin al pianoforte, alla prima esecuzione assoluta del Concerto che coincise con l’ultima esibizione in pubblico del genio polacco – prima della sua partenza dalla Polonia per raggiungere Vienna (che lascerà neppure un anno dopo per trasferirsi a Londra e poi definitivamente a Parigi) – al Teatro Nazionale di Varsavia, l’11 ottobre 1830. L’indomani, al fedele Tytus, Chopin scrisse: «II mio Concerto è riuscito bene: non avevo alcun timore, ho suonato come quando non c’è l’orchestra. Sono soddisfatto. La sala era piena. Dopo il pezzo d’inizio, ho eseguito l’Allegro maestoso in mi minore, che pareva andasse da solo, su un pianoforte Streycher. Applausi assordanti». Gli stessi, scroscianti, che sentite qui, alla fine del video, abbracciare Kissin. O forse Chopin.
Buon ascolto.

top

Per approfondire l'ascolto

1) Fryderyk Chopin
Piano Concertos No. 1 & 2
Polish Festival Orchestra; Krystian Zimerman, pianoforte e direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche su iTunes)

2) Fryderyk Chopin
Piano Concerto No. 1
Franz Liszt
Piano Concerto No. 1
London Symphony Orchestra; Martha Argerich, pianoforte; Claudio Abbado, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche su iTunes)

3) Fryderyk Chopin
Great Recordings of the Century
Piano Concerto No. 1 / Nocturnes / Ballade No. 1 / Polonaise No. 6
Philharmonia Orchestra; Maurizio Pollini, pianoforte; Paul Kletzki, direttore (Emi Classics, disponibile anche su iTunes)

top

Parole chiave:
Musica - Nostalgia - Patria - Strumenti musicali

Stampa

© 2012 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio