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05/01/2021

Due danze antiche per il nuovo anno (Louis de Milàn, Pavana & Gallarda)


Proposte di ascolto di Pino Pignatta


Louis de Milàn
Pavana & Gallarda
Hespèrion XXI; Jordi Savall, direttore


Iniziare il nuovo anno con la musica antica, cioè con sonorità che, nello specifico di questa Pavana e Gallarda, guardano indietro alla bellezza di 460 anni fa – essendo il loro autore, Louis de Milàn, compositore e poeta spagnolo, morto nel 1561 a Valencia, in Spagna – sembra un esercizio di scarsa fiducia nel domani, di mancanza di ottimismo e speranza, visto come il Covid-19 e le sue impalpabili mutazioni stanno attaccando i nostri spazi vitali, e minando il piacere di ritrovarci in una sala da concerto. E invece questa è musica di speranza come non mai. Non importa quanto antica, assai lontana da noi nello stile, nei timbri, nel gusto della lentezza: suonata così, come fanno questi splendidi musicisti dell’Hespèrion XXI guidati da Jordi Savall, perde ogni connotazione temporale, ci fa dimenticare i secoli che sono trascorsi e conserva la sola consistenza di arte pura, con melodie impareggiabili e la vocalità di strumenti ai quali non siamo abituati, come la viola da gamba, che al tempo del suo splendore era conosciuta come “voix humaine”, perché era lo strumento musicale più vicino alla voce umana.
Il video che abbiamo scelto per iniziare il 2021 è tratto da un concerto che si è svolto nel 2012 al Maguelone Festival, intitolato «Lachrimae Caravaggio – Musica in Europa al tempo di Caravaggio», con il consort fondato da Jordi Savall al completo: Ferran Savall, figlio di Montserrat Figueras e Jordi Savall, alla voce; Philippe Pierlot, Sergi Casademunt, Lorenz Dufschmidt, viola da gamba; Xavier Puertas, Xavier Diaz-Latorre, liuto, tiorba e vihuela; Perdo Estevan, percussioni. Impegnati in quello splendore di repertorio che va, all’incirca, da metà Cinquecento a metà Seicento: John Dowland, Orlando Gibbons, molti anonimi che ci hanno lasciato intavolature di incomparabile bellezza. E fra tutti anche il sommo Louis de Milàn, celebre come autore soprattutto di musica per la vihuela, strumento della famiglia dei liuti, che si suona pizzicando le corde con le dita, come la chitarra alla quale assomiglia. Raggiunge l’apice della notorietà tra l’inizio del ‘500 ed il 1570, quando si pubblicano danze, fantasie, musica sacra e brani di accompagnamento al canto che rappresentano per eleganza, completezza e livello tecnico alcune delle vette massime raggiunte dalla musica del sedicesimo secolo.
Louis de Milàn, oltre a scrivere brani solisti per vihuela, l’ha anche utilizzata in un ruolo di accompagnamento. Poco si sa della sua vita, trascorsa per la maggior parte nella città costiera spagnola di Valencia, al servizio della corte ducale. La sua produzione di gran lunga più importante di musiche è contenuta nel «Libro de música de vihuela de mano intitulado El maestro» (Valencia, 1536). El maestro contiene brani strumentali e vocali in successione, fra cui i celebri villancicos (dodici, sei in castigliano e sei in portoghese), e dà preziose informazioni sulla natura dell’esecuzione improvvisata.
Quelle che ascoltiamo qui, Pavana e Gallarda, sono due danze rinascimentali assai popolari in tutta Europa durante il XVI secolo. La pavana (da Padova: padovana, al modo di Padova) era una danza lenta, aristocratica, massimo splendore nel 1500 e nel 1600, a cui era affidata l’apertura di ogni ballo di corte, talvolta per accompagnare l’ingresso della sposa in chiesa. Alla pavana seguiva la gagliarda, o gallarda, o gaillarde in francese: una danza saltata, in movimento allegro moderato, diffusa soprattutto in Francia e in Italia, ma anche nel resto d’Europa con varietà nazionali. In origine si eseguiva dopo la lenta pavana, ma dal 1600 anche come danza a se stante.
Si tratta di musiche che si sarebbero senza dubbio perse senza un lavoro filologico di scavo, di riscoperta, di studio delle prassi musicali più antiche per l’interpretazione moderna su strumenti originali o su copie di strumenti originali. Senza dubbio, uno dei massimi artefici di questo percorso, che ci permette oggi di assaporare un repertorio altrimenti destinato all’oblio, è proprio il catalano Jordi Savall che nel 1974, a Basilea, con il fagottista argentino Lorenzo Alpert e il liutista statunitense Hopkinson Smith, ha fondato il gruppo Hespèrion XX, un gruppo di musica antica che intendeva recuperare e diffondere il ricco e affascinante repertorio musicale anteriore al XIX secolo a partire da nuove premesse: i criteri storici e gli strumenti originali. Il suo nome, Hespèrion, significa “originario di Esperia”, che nell’Antica Grecia era la denominazione delle penisole più occidentali d’Europa: quella iberica e quella italiana. Era anche il nome che riceveva il pianeta Venere quando compariva ad occidente. Hespèrion XX, a partire dal 2000, cambiò il proprio nome in Hespèrion XXI.
Leggiamo sul sito della celebre casa discografica Alia Vox, che incide tutto il repertorio di Jordi Savall: «Il repertorio di Hespèrion XXI include, tra le varie cose, opere di repertorio sefardita, romanze castigliane, pezzi del Secolo d’Oro spagnolo. Alcuni dei programmi di concerti più celebrati sono stati “Il canzoniere di Santa Maria”, di Alfonso X il Saggio, La Diaspora Sefardita, le musiche di Gerusalemme, di Istanbul, dell’Armenia e le Folías Criollas. Grazie al notevolissimo lavoro dei numerosi musicisti e collaboratori che hanno collaborato con il gruppo in questi anni, Hespèrion XXI svolge ancora un ruolo chiave nel recupero e nella rivalutazione del patrimonio musicale con una grande ripercussione a livello mondiale. Ha pubblicato più di 60 cd e attualmente tiene concerti in tutto il mondo e partecipa abitualmente ai grandi Festival Internazionali della Musica Antica. Hespèrion XXI è oggi un punto di riferimento ineludibile per comprendere l’evoluzione della musica nel periodo che va dal Medio Evo fino al Barocco. Il suo lavoro di recupero di opere, partiture, strumenti e documenti inediti ha un doppio valore incalcolabile: da un lato il rigoroso lavoro di ricerca apporta nuovi dati e interpretazioni delle conoscenze storiche di un’epoca e, dall’altro, la squisita qualità delle interpretazioni mette a disposizione del pubblico la possibilità di godersi la naturalezza della delicatezza estetica e spirituale propria delle opere di quei tempi».
Ed è proprio questo il punto che interessa noi: naturalezza, delicatezza estetica, bellezza senza tempo. Sono questi i regali della musica che ci fanno vivere meglio.
Buon ascolto.

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Per approfondire l’ascolto

1) Villancicos y Danzas Criollas
Hespèrion XXI; Jordi Savall, direttore; La Capella Reial de Catalunya (Alia Vox, disponibile anche sugli store digitali)

2) Louis de Milàn
Fantasias, Musica de vihuela
Hopkinson Smith, vihuela (Astrée, disponibile anche sugli store digitali)

3) John Dowland
Lachrimae or Seaven Teares 1604
Hèsperion XX; Jordi Savall, direttore (Alia Vox, disponibile anche sugli store digitali)

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Parole chiave:
Musica antica - Speranza - Strumenti musicali

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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