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08/06/2009

Vulvodinia: etiopatogenesi e approccio terapeutico – Terza parte



Filippo Murina - Servizio di Patologia Vulvare, Ospedale V. Buzzi - Milano


L’approccio terapeutico alla vulvodinia ha un carattere multidisciplinare, e deve prendere in considerazione tanto l’aspetto organicistico, quanto quello psicosomatico. Non esiste un protocollo terapeutico standardizzato e, benché siano descritti dei punti chiave imprescindibili, l’impostazione strategica è estremamente diversificata.
Nell’approccio primario si possono scolasticamente distinguere tre cardini terapeutici che fanno riferimento a eziopatogenesi neuropatica del dolore, ipertono della muscolatura del pavimento pelvico e counselling psicologico.
A ciascuno di questi cardini corrispondono più possibilità terapeutiche che possono, a seconda dell’orientamento dello specialista e delle condizioni della paziente, essere applicate singolarmente o variamente combinate.
Nelle prime due parti del lavoro, dopo una breve introduzione, abbiamo sviluppato:
- un inquadramento e un percorso terminologico sulla vulvodinia;
- un'analisi delle manifestazioni cliniche, dell'etiopatogenesi e dei principi di valutazione diagnostica.
In questa terza e ultima parte, illustriamo le linee terapeutiche.

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Parole chiave:
Anticonvulsivanti - Antidepressivi - Biofeedback elettromiografico (BFB-IMG) - Elettroanalgesia - Terapia antalgica - Terapia farmacologica - Vestibolite vulvare / Vestibolodinia provocata

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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