Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin
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27/06/2014

Vaginismo e vestibolite vulvare: guarigione e crescita interiore si intrecciano




Con profondo affetto e immensa stima dedico questa testimonianza alla “mitica” professoressa Graziottin, la quale è stata in grado di curare non solo il mio corpo, ma anche la mia anima.
Ho capito di avere dei problemi di natura ginecologico-sessuale dopo pochi mesi dal fidanzamento con il primo amore della mia vita. Ci siamo innamorati quando eravamo entrambi ventunenni e, tuttora, siamo felicemente compagni di vita. Il nostro amore, però, non riusciva mai a tramutarsi in uno degli atti umani più belli ed emozionanti che esistano, il rapporto sessuale completo. Ogni tentativo di penetrazione falliva a causa mia: infatti tutte le volte avvertivo una vera e propria “chiusura a muro” nella vagina che mi provocava peraltro un fortissimo dolore.
Di fronte ai ripetuti tentativi falliti, crescevano la mia infelicità e la mia frustrazione. Ma, nonostante ciò, ho commesso un gravissimo errore che mi preme evidenziare, affinché nessuna altra donna possa incorrervi: la paura di dover affrontare un lungo e doloroso iter medico e la vergogna di non essere una donna “normale”, unite all’insensata priorità data ai miei studi universitari, mi hanno indotto a non curarmi subito.
Soltanto a 24 anni ho effettuato la prima visita ginecologica: ed è stato un vero e proprio trauma poiché, nonostante la ginecologa avesse grossolanamente individuato una delle patologie di cui ero affetta, non è stata poi in grado di darmi una terapia, suggerendomi un rimedio fai da te, rivelatosi del tutto inutile.
L’unico merito che attribuisco a quella specialista è di avermi menzionato, quale massima esperta nazionale della patologia di cui soffrivo, colei che poi mi ha curato e guarito con la sua infinita professionalità e umanità, ossia la professoressa Alessandra Graziottin.
Ricordo come fosse ieri la mia prima visita dalla professoressa in un afosissimo pomeriggio dell’agosto 2011: in pochi minuti ho avuto la diagnosi (vaginismo severo di IV grado e vestibolite vulvare), la terapia, e la prognosi. Alla fine della visita, impossibile crederci, ero felice perché il mio angosciante problema, che per anni avevo stoltamente deciso di non affrontare, aveva una soluzione. E felice sono sempre stata durante questi anni di cura, nonché tutte le volte che mi reco dalla professoressa per un controllo, perché ci sono sempre stati progressivi e continui miglioramenti e perché ho sempre qualcosa di nuovo da imparare su di me e sulla mia vita di coppia.
Si, ero e sono felice perché, dopo due anni di molteplici farmaci, esecuzione di sedute di FES al muscolo elevatore dell’ano, esercizi individuali di stretching, variazione dell’alimentazione e degli stili di vita, preziosi consigli e continue esortazioni della professoressa («bisogna essere tedesche nel seguire la terapia!»), l’immenso amore e il supporto incondizionato del mio compagno, sono riuscita non solo ad avere dei rapporti sessuali completi, ma sono altresì cresciuta interiormente, giorno dopo giorno, come donna e come persona. Come donna, sono riuscita finalmente a esprimere e a concretizzare una parte fondamentale della mia femminilità e sessualità bloccata per anni dall’ansia e dal marcato ipertono del muscolo elevatore dell’ano; e, come persona, ho capito l’importanza di combattere con forza, determinazione, perseveranza e coraggio le battaglie più importanti che la vita ci pone, mantenendo la fiducia, l’ottimismo e la serenità anche nei momenti più duri.
Carissima e preziosissima professoressa, La ringrazio ancora una volta con tutto il cuore per avere contribuito a migliorare la qualità della mia vita.
C.S.

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Parole chiave:
Dispareunia - Dolore ai rapporti - Rapporto medico-paziente - Vaginismo - Vestibolite vulvare / Vestibolodinia provocata

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico