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Malattie infiammatorie croniche intestinali e disturbi vulvovaginali: correlazioni cliniche

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Malattie infiammatorie croniche intestinali e disturbi vulvovaginali: correlazioni cliniche
03/12/2020

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

Ona S, James K, Ananthakrishnan AN, Long MD, Martin C, Chen W, Mitchell CM.
Association between vulvovaginal discomfort and activity of inflammatory bowel diseases
Clin Gastroenterol Hepatol. 2020 Mar;18(3):604-611.e1. doi: 10.1016/j.cgh.2019.05.018. Epub 2019 May 18
Valutare la correlazione fra malattie infiammatorie croniche intestinali e sintomi vulvovaginali. E’ questo l’obiettivo dello studio coordinato da Samsiya Ona ed espressione di quattro importanti realtà scientifiche statunitensi: i Dipartimenti di Ostetricia e Ginecologia e di Gastroenterologia presso il Massachusetts General Hospital di Boston; il Dipartimento di Gastroenterologia ed Epatologia e il Centro di Biologia e Patologie Gastrointestinali presso l’Università del North Carolina a Chapel Hill.
Le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD, inflammatory bowel disease) comprendono principalmente il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Negli Stati Uniti colpiscono 200-400 persone per 100.000, metà delle quali donne. In Italia interessano circa 200.000 persone, con un aumento di 20 volte negli ultimi 10 anni.
Lo studio è stato condotto on line su 1250 donne di età superiore ai 18 anni, affette da IBD, allo scopo di quantificare la prevalenza di concomitanti sintomi vulvovaginali come dolore, bruciore, prurito, irritazione, secchezza e perdite.
Questi, in sintesi, i risultati:
- 512 donne (41%) hanno riportato almeno un sintomo vulvovaginale, da moderato a severo;
- tutti i sintomi presi in considerazione, eccetto la secchezza vaginale, risultano più frequenti nelle donne colpite da IBD in corso;
- correggendo i dati per status menopausale, fumo, depressione e terapie intestinali si ottiene un OR per i sintomi vulvovaginali di 1.68 (95% CI, 1.22-2.32) nelle IBD in fase acuta rispetto a quelle in via di guarigione;
- il disagio vulvovaginale riduce l’interesse per l’intimità (n=336; 28%) e altera la funzione sessuale (n=207; 16%).
Nonostante sia condotto su un campione non particolarmente popoloso, lo studio ha il merito di identificare un tipo di comorbilità che potrebbe trovare giustificazione nell’incendio biochimico che caratterizza le malattie infiammatorie croniche intestinali e che, nelle pazienti predisposte, si può estendere al distretto genitale.
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