Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin
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10/04/2009

Che cosa ho provato quando ho perso il mio bambino


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Ho 34 anni. Recentemente mi sono trovata ad affrontare con mio marito una difficile prova di vita.
Ricordo ancora benissimo la mattina in cui scoprii di essere in dolce attesa: si trattava della mia prima gravidanza ed era stata molto desiderata. Io e mio marito eravamo molto emozionati ed entusiasti, ma allo stesso tempo increduli: ripetemmo per ben tre volte il test di gravidanza, che risultò sempre positivo. La conferma ufficiale arrivò con un’immediata visita ginecologica e con la rilevazione nel sangue della “gonadotropina corionica”, un ormone che viene prodotto dall’organismo subito dopo l'impianto dell’embrione nell’utero.
Ricordo però che, oltre all’immensa gioia, provai subito un po’ di ansia che però, del resto, aveva già caratterizzato alcune precedenti fasi di cambiamento della mia vita (come il passaggio dal liceo all’università, e l’ingresso nel mondo del lavoro) e che per fortuna avevo sempre brillantemente superato. Anche la mia ginecologa mi tranquillizzò, affermando che quello che stavo provando era una sensazione frequente durante la gravidanza. Così, anche in questa circostanza, l’ansia passò nel giro di un paio di giorni e lasciò il posto a un’immensa felicità.
La vita che era “sbocciata” e stava crescendo dentro di me era il mio motivo di orgoglio, e mi trasmetteva una grande carica emotiva. Le persone che conosco, e che incontrai in quei giorni, mi trovavano in gran forma e vedevano in me una luce particolare. Sul lavoro mi sentivo più grintosa che mai. Provavo emozioni stupende, soprattutto quando cercavo di immaginare la creatura che si stava sviluppando dentro di me e che cercavo di “coccolare” in diversi momenti della giornata e persino durante la notte.
Purtroppo però questa immensa felicità ha avuto una breve durata, lasciando il posto a una tremenda disperazione. Dopo qualche giorno, nella settima settimana di gravidanza, ebbi infatti una forte emorragia e capii subito che per la mia creatura purtroppo non rimanevano speranze. E’ stato davvero tremendo perché, in un istante, tutte le mie emozioni si sono completamente ribaltate. E pensare che dopo qualche ora avrei dovuto sottopormi alla mia prima ecografia di controllo... Mi aspettavo delle buone notizie, e invece quell’esame servì solo a confermare che l’aborto spontaneo era in atto!
Un senso di desolazione mi assalì. Mi sentivo impoverita e incompleta. Furono momenti terribili. Il dolore che si prova in simili circostanze è davvero tremendo. Non avrei mai pensato fosse così forte. Immediatamente scattò in me il senso di colpa e trascorsi a ritroso i giorni della mia breve gravidanza alla ricerca delle possibili cause di quanto mi era capitato: pensai subito alla tosse insistente che purtroppo avevo avuta in quei giorni, oppure all’ansia dei primissimi giorni, oppure ancora a un lavoro di giardinaggio che avevo fatto qualche giorno prima di sottopormi al test di gravidanza... E’ devastante pensare che io possa aver interrotto, sia pure involontariamente, la vita del mio bambino!
Quei giorni di disperazione furono davvero tremendi. Quel tipo di sofferenza è la peggiore che io abbia mai provato. Ora, a distanza di un po’ di tempo, non nego che in alcuni momenti mi assale ancora il senso di colpa. In particolare, mi sento come se non fossi stata capace di proteggere la creatura che portavo in grembo e che avevo tanto desiderato!
Sento però, anche se tra alti e bassi, che prevale comunque in me la forza di reagire, grazie alla mia fede religiosa e al valido sostegno che il mio straordinario marito, la mia speciale ginecologa e i miei parenti e amici più stretti hanno saputo offrirmi. Molto positivo è stato per me anche il confronto con alcune donne che hanno vissuto la mia stessa triste esperienza.
Immagino che proverò “paura”, se in futuro mi troverò ad affrontare una nuova gravidanza... ma d’altra parte mi auguro tanto che la vita voglia ancora farmi un regalo così bello! Sono comunque convinta che, anche se la ferita lasciata da questa mia prima gravidanza a poco a poco si rimarginerà, la sua cicatrice mi accompagnerà per tutta la vita e al mio angioletto vorrò per sempre bene.

Valentina F.

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Parole chiave:
Aborto spontaneo - Coraggio di vivere - Dolore - Gravidanza - Nostalgia - Senso di colpa - Speranza

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