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13/11/2012

Il fuoco e la poesia della vita, senza compromessi (R. Wagner, Idillio di Sigfrido)




Richard Wagner
Idillio di Sigfrido
De Nieuwe Philharmonie Utrecht; Johannes Leertouwer, direttore


La prima sensazione sonora è di un universo a parte, non perfettamente assimilabile e catalogabile a un ascolto immediato e frettoloso. Una sensazione musicale strana, ma potente, a tratti magmatica, una colonna sonora da fine dei tempi (ascoltatevi su YouTube l’Ouverture del “Tannhauser”, per esempio), un’orchestrazione ricca, fitta di pennellate accese e al tempo stesso malinconiche, priva d’una melodia precisa di riferimento e di un riconoscibile centro di gravità tonale, un fiume che scorre inarrestabile, senza soluzione di continuità, molto visuale, immaginifico, aggrappato ad altri mondi e valori. C’è tutto questo nel compositore tedesco Richard Wagner, nato a Lipsia nel 1813 e morto a Venezia nel 1883, che per tutta la vita fu attratto dalle suggestioni delle leggende celtiche, dagli eroi e dalle eroine della mitologia nordica come Sigfrido e Brunilde, dalla saga epica dei Nibelunghi. Insomma, si potrebbe azzardare, un precursore in musica e a teatro di quel “fantasy” che oggi va così di moda al cinema e in tanti libri di facile lettura e letteratura.
Proviamo dunque a entrare nel regno musicale di Wagner, nel suo dionisiaco mondo di suoni e colori, di istinti anche, autenticamente romantici, di echi di battaglie tra guerrieri e tiranni, di poderosi affreschi sinfonici, strumentazioni impetuose di corni, arpe, trombe, liriche struggenti, fiamme che divampano, melodie sensuali: insomma, il fuoco e la poesia della vita, senza compromessi, senza sconti, cucite in un continuum che non dà tregua all’ascoltatore e non gli concede quasi il tempo di fermarsi sui propri passi, neppure di soffermarsi a riflettere sui propri giorni, proiettandolo con forza in avanti verso una dimensione piena di passione e di emozioni, con una potenza orchestrale sempre varia, mossa, dinamica, che stimola le energie interiori più vitali.
Parliamo di un compositore troppo spesso dimenticato dai non addetti ai lavori, o dai non melomani, non frequentato con assiduità perché la produzione principale di Wagner è quella operistica e lirica, fatta di lavori teatrali d’una non comune lunghezza e complessità librettistica. In realtà, si tratta di pagine luminose, con un fascino contagioso, che hanno inciso profondamente nell’evoluzione della musica occidentale, accompagnandola verso le dissoluzioni armoniche del primo Novecento, facendo di Wagner davvero uno tra i più “grandi”. Dunque, proviamo a entrare in questo sulfureo mondo attraverso una delle pagine più emozionanti della sua arte, l’Idillio di Sigfrido: e sentirete arrivare con forza la bellezza intensa di questa musica, come un’onda di calore che dà benessere e avvolge. E più l’ascolterete – dieci, venti, trenta volte – più arriverà diritta al cuore.
Contrariamente a quanto può far immaginare il titolo, questo brano non è tratto dalla Tetralogia, il ciclo operistico più celebre di Wagner che contiene il Sigfrido. Si tratta invece di un pezzo scritto per la nascita del figlio Sigfrid. Il musicista dedicò la partitura alla moglie Cosima (era la figlia di Liszt), e poiché il figlio era nato mentre il musicista era impegnato nella composizione del “Sigfrido” (terza giornata dell’Anello del Nibelungo), diede al bimbo il nome del suo eroe. «Certo», analizza il compositore Giacomo Manzoni, «il materiale tematico è estratto in gran parte dalla musica dell’opera, con in più una ninna nanna popolare tedesca che compare a tratti nella parte centrale della composizione. Per il resto l’Idillio è diverso dalla musica dell’opera per il carattere più intimo e sereno, per l’andamento discorsivo privo di grandi voli. Questa musica per piccola orchestra (flauto, oboe, due clarinetti, fagotto, due corni, tromba e archi) sorprese gradevolmente la moglie Cosima la mattina di Natale del 1870». Wagner preparò la sorpresa di un’esecuzione, affidata a quindici musicisti nascosti in fondo alla scalinata della villa di Triebschen, presso Lucerna. Un regalo musicale che colora magnificamente una situazione familiare di serenità e la felicità di quei mesi.
Un compositore, Richard Wagner, che a ben vedere è vicino allo spirito di questo sito. Innanzitutto, per via della multiforme vitalità, della freschezza delle sue idee, di un’intelligenza sempre curiosa, aperta a ogni novità e non sclerotizzata nelle proprie convinzioni, della fantasia creativa che costituisce l’ossatura letteraria di tutta la sua produzione, i miti dell’epica nordica. Uomo rivoluzionario in gioventù, conservatore nella vecchiaia, assetato di continue esperienze. E in secondo luogo perché ascoltare la sua musica, e il modo da lui concepito di comporre e di procedere nella costruzione armonica, è un po’ come raccogliere insieme tutte le suggestioni che offre questo sito – letterarie, filosofiche, spirituali, musicali – e fonderle in un’esperienza culturale rigenerativa e rigenerante. La più grande intuizione di Wagner, infatti, è stata ricreare, attraverso l’arte, un mondo in cui convergessero le esperienze più diverse della musica, della pittura, della letteratura, formalizzando la teoria del Gesamtekunstwerk, cioè l’opera d’arte totale. E facendo fare un decisivo balzo in avanti all’armonia tradizionale, introducendo in misura sempre più massiccia il cromatismo, grazie al quale mantiene l’ascoltatore in una continua tensione emozionale, in una condizione d’incessante aspettativa.
Oggi è comune usare l’espressione “essere positivi” per indicare uno stato d’animo ottimistico, costruttivo, luminoso. In questo senso, forse, si può affermare che Richard Wagner sia stato il compositore più “positivo” tra quanti si sono espressi e confrontati nel cuore del Romanticismo tedesco, seppure a volte agitato da eccessi di entusiasmo e in altre piegato da crisi depressive. Non solo in senso musicale per le poderose spinte in avanti verso le innovazioni armoniche (ne è un esempio il celeberrimo “accordo del Tristano” che apre la partitura del Tristano e Isotta, capolavoro dell’Ottocento e, allo stesso tempo, pilastro della musica moderna, soprattutto per come si allontana dall’uso tradizionale dell’armonia tonale), ma proprio per il carattere sempre pronto a spingersi in avanti verso nuove conquiste e capace di vivere e far vivere sogni epici straordinari: e quindi, in questo senso, distante anni luce da un Brahms che invece è vissuto di nostalgie e malinconie infinite ed è stato per tutta la vita, musicalmente, il rigoroso custode della “forma”.
Ha scritto il sensibile musicologo Sergio Sablich, grande appassionato delle poetiche liriche e sinfoniche di Wagner e Strauss: «Al di là di ogni pur legittimo riferimento autobiografico o sentimentale, l’elaborazione dei motivi, il loro intreccio contrappuntistico e il loro sviluppo nel fluire calmo e disteso della musica, fanno della partitura dell’Idillio di Sigfrido una delle creazioni più perfette e rifinite fra tutte quelle uscite dalla penna di Wagner: qui dispensatore finissimo, con mezzi ridotti, di sottigliezze timbriche e armoniche di rara lievità, in una dimensione cameristica trasognata e aperta alla luce, e in una luce da apoteosi culminante: la pagina forse più serena e più lieta di tutta la sua vita d’artista».
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Richard Wagner
Siegfried-Idyll; Estratti da: Lohengrin, Die Meistersinger, Der fliegende Hollander, Tannhauser
Columbia Symphony Orchestra Berlin; Bruno Walter, direttore (CBS Masterworks)

2) Richard Wagner
Tannhauser Ouverture, Siegfried Idyll, Tristan und Isolde
Wiener Philharmoniker; Herbert von Karajan, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche su iTunes)

3) Richard Wagner
The Richard Wagner Collection
Artisti vari (Universal Classics, disponibile anche su iTunes)

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Parole chiave:
Mitologia - Musica - Serenità - Strumenti musicali

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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