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Aborto naturale e interruzione volontaria di gravidanza

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Aborto naturale e interruzione volontaria di gravidanza

15/12/2014
V. Dubini
Aborto naturale e interruzione volontaria di gravidanza
Corso ECM su “Dolore in ostetricia, sessualità e disfunzioni del pavimento pelvico. Il ruolo del ginecologo nella prevenzione e nella cura”, organizzato dalla Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna Onlus, Milano, 6 giugno 2014

Sintesi del video e punti chiave

Aborto naturale e interruzione volontaria di gravidanza sono due eventi molto diversi fra loro. Entrambi però incidono profondamente sulla donna, e tendono a suscitare sentimenti analoghi sia nel momento in cui si verificano, sia a distanza di tempo. Il corpo, poi, parla più di quanto la donna stessa sia consapevole, e non di rado esprime la propria sofferenza attraverso la malattia. E’ quindi importante che i medici non sottovalutino il dramma che la donna attraversa, ma lo sappiano comprendere, ascoltare e accompagnare: perché un aborto, spontaneo o procurato, è sempre il fallimento di un progetto di vita e rappresenta una ferita la cui cicatrice accompagnerà la donna per tutta la vita.
Quali sono i vissuti di chi abortisce spontaneamente? In che modo il corpo può esprimere il dolore per ciò che è avvenuto? Che cosa si può dire, oggi, a proposito dell’interruzione volontaria di gravidanza?
In questo video, la professoressa Valeria Dubini illustra:
- la definizione di aborto secondo la legge italiana e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS);
- i sentimenti che la donna normalmente prova dopo l’aborto naturale: sensazione di morte e di incapacità, disistima, senso di colpa e di fallimento;
- l’andamento degli aborti naturali in Italia, per anno, fasce d’età e cittadinanza;
- le percentuali di rischio di aborto spontaneo in funzione delle cause, delle settimane, dell’età materna e del numero di aborti precedenti;
- le specifiche causa di aborto nel secondo trimestre di gravidanza;
- in che modo si tende oggi ad assecondare l’espulsione del feto, e perché è bene evitare, quando si può, l’anestesia generale;
- le possibili sequele organiche dell’aborto naturale: disagi psichici, disturbi sessuali, patologie croniche, fibromialgia, dolore pelvico cronico, cistite interstiziale, vulvodinia;
- l’atteggiamento che tutti gli operatori sanitari dovrebbero tenere nei confronti della donna;
- come nell’interruzione volontaria di gravidanza, a differenza dell’aborto naturale, sia preminente la decisione della donna;
- come fra le adolescenti si registri un rapporto molto alto di abortività volontaria;
- il crescente peso della RU486 fra le modalità tecniche d’interruzione;
- come spesso l’interruzione volontaria di gravidanza, soprattutto se ripetuta nel tempo, sia correlata alla violenza domestica sulla donna.
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