Alina G.
Vanno quindi compresi:
- la strategia di attacco del nemico, ossia del germe in causa;
- i fattori predisponenti, precipitanti e di mantenimento delle cistiti;
- le carenze del sistema di difesa.
Perché gli antibiotici possono essere pericolosi?
- alterazioni persistenti del microbioma intestinale, vaginale e vescicale, con disbiosi che deprimono il nostro sistema immunitario. Va sottolineato che l’intestino è l’organo immuno-competente più importante del nostro corpo: ecco perché, se l’intestino sta male, anche il nostro esercito di difesa diventa meno competente e meno efficace;
- disbiosi intestinale, con riduzione della capacità della parete intestinale di essere una frontiera dinamica selettiva. Essa diventa invece del tutto permeabile (leaky gut syndrome) ad allergeni, e anche all’Escherichia coli uropatogeno (UPEC) e agli altri germi che attaccano la vescica. Questo quadro costituisce poi un ulteriore fattore di vulnerabilità alle cistiti, che si ripetono sempre più spesso e in forma più grave;
- resistenza agli antibiotici, che consente ai germi di diventare inattaccabili e sempre più aggressivi.
In quest’ultima patologia, la raffinata architettura della parete vescicale viene distrutta e sostituita da cicatrici di connettivo, rigide e inestensibili, che riducono progressivamente la stessa capacità della vescica di distendersi per accogliere l’urina che arriva dai reni. La donna è costretta ad urinare sempre più frequentemente, fino a oltre 20 minzioni al giorno che le distruggono la vita, insieme al dolore vescicale cronico, al dolore pelvico e alla crescente impossibilità di avere rapporti sessuali.
Qual è la strategia dei germi che attaccano la vescica?
- entrano nelle cellule uroteliali, che rivestono la parete interna della vescica;
- le infettano invadendole stabilmente;
- formano i cosiddetti biofilm patogeni endocellulari, dove si comportano da veri terroristi in casa, causando un’infiammazione di bassa intensità sempre più dannosa, con dolore crescente che si accentua in presenza di fattori predisponenti, tra cui l’iperattività dei muscoli del pavimento pelvico e rapporti sessuali frequenti (questi ultimi ancor più se i muscoli sono contratti, le dimensioni genitali del partner sono superiori alla media, il rapporto è prolungato o doloroso, e in presenza di disturbi intestinali e scarsa idratazione). I rapporti dolorosi sono predittivi di cistite perché sono determinati dall’eccessiva contrazione dei muscoli del pavimento pelvico che circondano vagina e uretra, contrazione che riduce o blocca per via riflessa anche la lubrificazione, con secchezza vaginale;
- in presenza di fattori precipitanti come i rapporti sessuali, i colpi di freddo, i disturbi intestinali ma anche lo stress acuto o cronico, l’UPEC contenuto nei biofilm patogeni, e pronto ad attaccare, si scatena;
- ecco che i batteri nemici, UPEC in testa, si moltiplicano, rompono le cellule uroteliali che li ospitano e si riversano in vescica, provocando i sintomi della cistite acuta.
Quali sono allora le strategie di prevenzione più efficaci?
- aumentare l’assunzione di acqua: uno studio clinico del 2018 ha dimostrato che bere più acqua (1,5 litri aggiuntivi al giorno) riduce significativamente il rischio di recidiva di cistite nelle donne in età fertile che bevono poco;
- evitare l’uso di spermicidi: l’uso degli spermicidi, sia con il diaframma che con il profilattico, è associato a un aumento del rischio di cistite ricorrente; si consiglia quindi di preferire metodi contraccettivi alternativi;
- urinare dopo il rapporto sessuale: anche se l’evidenza è limitata, può contribuire a ridurre il rischio di infezione;
- non trattenere l’urina senza un valido motivo: favorire una minzione regolare e spontanea può essere utile.
Il diazepam vaginale su prescrizione medica (off-label), per breve periodo, rilassa i muscoli contratti e può potenziare gli effetti benefici della fisioterapia, potenziando l’efficacia della terapia medica.
La fitoterapia, con destro mannosio e mirtillo rosso, è un valido aiuto. I probiotici intestinali e vaginali aiutano a ridurre le recidive. Ridurre gli zuccheri e ottimizzare il controllo della glicemia, soprattutto in caso di familiarità per diabete o di diabete personale, è indispensabile perché l’aumento della glicemia raddoppia il rischio di cistiti recidivanti, oltre a predisporre alla candidosi vaginale recidivante.
Dopo la menopausa gli estrogeni e il testosterone, almeno applicati a livello vaginale, riducono in modo significativo la vulnerabilità alle cistiti ricorrenti.
Personalmente non consiglio la profilassi antibiotica a basso dosaggio, continua o post-coitale con nitrofurantoina, trimetoprim, ciprofloxacina o norfloxacina, purtroppo ancora raccomandata da molti lavori scientifici che non ne considerano l’effetto a lungo termine sui microbiomi fisiologici (intestinale, vaginale e vescicale), sulla parete intestinale e sullo stesso sistema immunitario, la cui efficacia funzionale è preziosa per la stessa salute vescicale.
Va inoltre precisato che sino ad ora non sono state individuate terapie in grado di eliminare completamente i biofilm patogeni endocellulari: al momento, quindi, l’obiettivo terapeutico è quello di silenziarli. Ecco perché è indispensabile la massima attenzione alle strategie preventive, che includono il trattamento dei fattori predisponenti, precipitanti e di mantenimento.
Bibliografia essenziale
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Hooton TM, Vecchio M, Iroz A, Tack I, Dornic Q, Seksek I, Lotan Y. Effect of Increased Daily Water Intake in Premenopausal Women With Recurrent Urinary Tract Infections: A Randomized Clinical Trial. JAMA Intern Med. 2018 Nov 1;178(11):1509-1515. doi: 10.1001/jamainternmed.2018.4204. PMID: 30285042; PMCID: PMC6584323
ATTENZIONE: Questi approfondimenti NON costituiscono indicazioni terapeutiche individuali. Hanno l’obiettivo di migliorare la cultura sulla salute in modo scientifico, così da ottimizzare il dialogo, rispettoso e costruttivo, con il medico di fiducia. Solo il medico ha titolo, ruolo e responsabilità per diagnosi e cura della singola persona.





