Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin
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21/12/2012

Tamponi vaginali positivi: come approfondire il quadro clinico



Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, H. San Raffaele Resnati, Milano
Dott.ssa Dania Gambini
Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia, H. San Raffaele, Milano


“Ho 22 anni e il mio problema è iniziato ad aprile di quest’anno, con perdite bianche e gelatinose non maleodoranti ma nessun tipo di bruciore. Dopo una prima visita ginecologica mi hanno curata per una Candida, ma dopo una settimana la situazione non era migliorata: continuavo ad avere perdite. Dopo un tampone vaginale è risultato uno stafilococco aureus curato con un antibiotico. Dopo questo trattamento le perdite erano diminuite ma non erano sparite del tutto, e in più adesso avevo iniziato ad avvertire un bruciore interno e facevo fatica ad avere rapporti. Ho cambiato ginecologo, e sono stata curata per una forma di Gardnerella, supponendo che lo stafilococco aureus fosse stato debellato. Le perdite sono scomparse, insieme al bruciore interno, ma adesso incominciavo a soffrire di un dolore esterno che comprendeva le piccole labbra e l’introito vaginale: è un dolore intermittente che si presenta con delle fitte che possono durare anche un bel po’. Non riesco ad avere rapporti perché troppo dolorosi. Al controllo non risultano eritemi o lacerazioni. Dopo un trattamento con clotrimazolo, il dolore è leggermente peggiorato. Sono tornata per l’ennesima volta dal ginecologo, e mi è stato detto che forse avevo un’infezione alle vie urinarie. Ho fatto un’urinocoltura, ma è risultata negativa; ho fatto anche un tampone vaginale, risultato positivo all’Escherichia Coli. Attualmente sto prendendo un antibiotico a base di norfloxacina. Il dolore non è diminuito, e io non ne posso più. Sono quasi 5 mesi che soffro, gli indumenti stretti mi danno fastidio e ogni minimo contatto (anche quando mi lavo) è doloroso. Potrei soffrire di vulvodinia anche con la presenza dell’Escherichia Coli? Che cosa mi consigliate di fare?”.
Enza N.

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Gentile Enza, in una condizione di tamponi vaginali ripetutamente positivi a germi diversi risulta opportuno approfondire il quadro con l’esecuzione di tamponi vaginali ed endocervicali “completi”, per la ricerca di Micoplasma, Ureaplasma, Trichomonas e Chlamydia: è infatti fondamentale valutare l’eventuale presenza di infezioni sovrapposte al fine di instaurare la corretta terapia farmacologica. La positività al tampone per Escherichia Coli, che sta correttamente trattando, sottolinea l’importanza di una corretta attività intestinale; si tratta infatti di un germe di provenienza intestinale, che in condizioni di stipsi e irregolarità dell’alvo può causare infezioni a livello vaginale: la regolarizzazione dell’intestino è il primo passo per prevenire e contrastare lo sviluppo di infezioni genitali.
Dal quadro da lei descritto sembra inoltre esserci un problema di vestibolite vulvare/vulvodinia: si tratta di una condizione clinica complessa troppo spesso non correttamente diagnosticata. Il sintomo tipico è il dolore cronico generalizzato a tutta la vulva, oppure localizzato in sedi tipiche (vestibolo vaginale, clitoride); può essere continuo o intermittente, spontaneo o provocato, ma è sicuramente invalidante per la qualità di vita della donna. Si affidi a un centro specializzato nella cura delle patologie vulvari: si può guarire! Per saperne di più, veda le schede mediche ai link indicati. Un cordiale saluto.

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Parole chiave:
Dispareunia - Dolore ai rapporti - Dolore vulvare / Vulvodinia - Infezioni - Stipsi

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