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Fibromialgia e disturbi del sonno: un binomio inquietante

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Fibromialgia e disturbi del sonno: un binomio inquietante
01/02/2026

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

«Ho 47 anni, soffro di fibromialgia da 5 anni, con debolezza, dolori muscolari e mancanza di energia. Sono sempre stanca! Nell’ultimo anno ho notato un netto peggioramento anche del sonno. Faccio fatica ad addormentarmi, il sonno è superficiale, con tanti risvegli. I muscoli non si rilassano, sono tesi, e al mattino sono ancora più stanca. Un sonno inadeguato può peggiorare la fibromialgia? E perché?».
Annalisa C.

Disturbi del sonno: perché peggiorano la fibromialgia e il dolore?

I disturbi del sonno nelle pazienti con fibromialgia hanno un primario ruolo patogenetico (ossia causale) che contribuisce ai problemi muscolari e alla sintomatologia dolorosa.
Importante: studi sperimentali dimostrano che la deprivazione di sonno in soggetti sani può indurre sintomi simili alla fibromialgia, inclusi mialgia e ipersensibilità, suggerendo un ruolo causale del sonno nella genesi dei sintomi muscolari.

Quante donne fibromialgiche ne soffrono?

La vasta maggioranza! La prevalenza dei disturbi del sonno nelle donne affette da fibromialgia è superiore al 90%. Studi recenti confermano che la percentuale di pazienti con fibromialgia che presenta disturbi del sonno si attesta fra il 90% e il 93%. Queste percentuali sono il risultato di una doppia valutazione:
  • soggettiva, tramite il Pittsburgh Sleep Quality Index;
  • oggettiva, tramite polisonnografia, un esame che registra perfettamente le fasi del sonno.
I disturbi includono:
  • un sonno non ristoratore;
  • la difficoltà di mantenimento del sonno;
  • risvegli frequenti;
  • una ridotta efficienza del sonno.

Quali età sono più colpite?

Le donne fra i 40 e i 60 anni rappresentano il gruppo più colpito dai disturbi del sonno in corso di fibromialgia. Cofattori importanti del peggioramento dei disturbi del sonno e della fibromialgia sono:
  • le fluttuazioni degli estrogeni tipiche della premenopausa;
  • la carenza estrogenica post menopausale;
  • la progressiva perdita del testosterone con l’avanzare dell’età.

Perché il sonno disturbato peggiora il dolore della fibromialgia?

I disturbi del sonno, e in particolare la riduzione del sonno profondo normalmente associato a rilassamento muscolare profondo, peggiorano la fatica, il dolore muscolare e la compromissione funzionale, perché:
  • impediscono il lavoro notturno di manutenzione muscolare (più intenso nelle prime tre fasi del sonno, a dominanza GABAergica), con persistenza dell’infiammazione muscolare, causa prima del dolore;
  • aumentano la distruzione di fibre muscolari, a causa dell’aumento di ormoni distruttivi, come il cortisolo, e della riduzione di quelli costruttivi, come l’ormone somatotropo, che aumenta normalmente nel sonno profondo;
  • riducono il recupero di energia vitale, aumentando quindi fatica e stanchezza, soprattutto per la frammentazione del sonno, che in questo modo non è più ristoratore;
  • riducono la soglia centrale del dolore;
  • favoriscono l’attivazione anomala delle vie nervose che modulano la percezione dolorosa, portando a una maggiore intensità e una più ampia diffusione del dolore muscoloscheletrico;
  • riducono l’efficacia dei meccanismi di inibizione discendente del dolore, favorendo la sensibilizzazione centrale e l’iperalgesia;
  • aumentano ansia e depressione, per la carenza di sonno e per l’obiettivo peggioramento dei sintomi fibromialgici, con aumento della sofferenza psicologica (distress);
  • aumentano la disperazione, la paura di non uscire più dal tunnel del dolore, la catastrofizzazione del dolore e della depressione, che a loro volta aggravano la disabilità funzionale.

Migliorare il sonno può ridurre i sintomi della fibromialgia?

Sì! Interventi mirati al miglioramento della qualità del sonno, come la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia e l’esercizio fisico adattato (EFA), hanno dimostrato di ridurre il dolore e migliorare la funzionalità muscolare e generale. Farmaci utili a ripristinare la fisiologia del sonno, su prescrizione medica, possono ulteriormente aiutare.
Nota amara: l’Italia è l’unico Paese europeo in cui non viene rimborsato alcun farmaco per l’insonnia e i disturbi del sonno invalidanti.

In sintesi

La presenza di disturbi del sonno è considerata una caratteristica centrale della sindrome fibromialgica: per questo motivo è inclusa nei criteri diagnostici dell’American College of Rheumatology.
La correlazione fra disturbi del sonno e gravità della fibromialgia (dolore, fatica, compromissione funzionale) è ben documentata e confermata da studi osservazionali: più gravi sono le alterazioni del sonno, più aumentano l’intensità del dolore, la fatica e la compromissione funzionale.
L’attuale consenso clinico riconosce quindi il sonno disturbato come elemento chiave nella patogenesi e nel mantenimento dei sintomi muscolari nella fibromialgia.
Curare i disturbi del sonno diventa quindi cruciale nella terapia multimodale della fibromialgia.

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ATTENZIONE: Questi approfondimenti NON costituiscono indicazioni terapeutiche individuali. Hanno l’obiettivo di migliorare la cultura sulla salute in modo scientifico, così da ottimizzare il dialogo, rispettoso e costruttivo, con il medico di fiducia. Solo il medico ha titolo, ruolo e responsabilità per diagnosi e cura della singola persona.
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