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Endometriosi ureterale: epidemiologia, patogenesi, evoluzione, diagnosi e terapia

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13/06/2019

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

Barra F, Scala C, Biscaldi E, Vellone VG, Ceccaroni M, Terrone C, Ferrero S.
Ureteral endometriosis: a systematic review of epidemiology, pathogenesis, diagnosis, treatment, risk of malignant transformation and fertility
Hum Reprod Update. 2018 Nov 1;24(6):710-730. doi: 10.1093/humupd/dmy027
Illustrare le attuali evidenze sull’epidemiologia, la fisiopatologia, la diagnosi, la terapia, l’impatto sulla fertilità e il rischio di evoluzione maligna dell’endometriosi degli ureteri: è questo l’obiettivo della review coordinata da Fabio Barra ed espressione dell’Università di Genova e, nella persona del professor Marcello Ceccaroni, della International School of Surgical Anatomy di Negrar (Verona).
In circa il 10-12% dei casi l’endometriosi può coinvolgere il basso apparato urinario, con prevalenza della vescica e dell’uretere distale. Le strategie di diagnosi e trattamento della forma ureterale non sono ancora definite con precisione.
La review è stata condotta su MedLine e PubMed sino all’aprile 2018, in accordo con il protocollo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Review and Meta-analysis), ed è stata registrata nel database PROSPERO.
Questi, in sintesi, i risultati:
- è stato selezionato un totale di 67 articoli;
- il coinvolgimento degli ureteri è spesso asintomatico, o determina sintomi non specifici;
- il ritardo diagnostico può determinare idronefrosi persistente e perdita della funzione renale;
- l’ultrasonografia è la tecnica di prima scelta per la diagnosi della patologia. In alternativa, si può ricorrere alla risonanza magnetica;
- il trattamento chirurgico mira ad eliminare l’ostruzione dell’uretere e ad evitare le recidive. Include l’ureterolisi conservativa e approcci radicali, come l’ureterotomia con anastomosi o l’ureteroneocistostomia;
- la fertilità è in linea con quella osservata dopo trattamento chirurgico dell’endometriosi infiltrante profonda;
- non ci sono attualmente evidenze che indichino l’esistenza di un rischio statisticamente significativo di trasformazione maligna.
L’articolo costituisce un utile strumento pratico per la gestione dell’endometriosi ureterale, anche se questa patologia continua a costituire una sfida per la comunità scientifica. Il trattamento chirurgico, in ogni caso, richiede una stretta collaborazione fra ginecologi e urologi.
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