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09/02/2017

Endometriosi e rischio ostetrico nelle gravidanze da fecondazione in vitro


Benaglia L, Candotti G, Papaleo E, Pagliardini L, Leonardi M, Reschini M, Quaranta L, Munaretto M, Viganò P, Candiani M, Vercellini P, Somigliana E.
Pregnancy outcome in women with endometriosis achieving pregnancy with IVF
Hum Reprod. 2016 Dec; 31 (12): 2730-2736. Epub 2016 Sep 24.


Accertare se le donne affette da endometriosi che concepiscono con l’ausilio della fecondazione in vitro (IVF) abbiano un maggior rischio di parto pretermine: è questo l’obiettivo dello studio di Laura Benaglia e collaboratori, del dipartimento di Ostetricia e Ginecologia della Fondazione Ca' Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
Questa la cornice di riferimento della ricerca:
- l’endometrio eutopico delle donne colpite da endometriosi mostra alterazioni molecolari e cellulari;
- si è quindi da più parti ipotizzato che, in queste donne, la gravidanza possa svolgersi in modo irregolare;
- ad oggi, tuttavia, le evidenze provenienti dagli studi epidemiologici sono scarse e contrastanti;
- i dati tendono ad essere parzialmente consistenti solo per quanto riguarda il rischio di parto pretermine e placenta previa.
Lo studio, retrospettivo, ha coinvolto 239 donne affette da endometriosi e 239 controlli oltre la dodicesima settimana di gravidanza singola da IVF. In particolare:
- i casi erano donne operate per endometriosi o con una diagnosi sonografica della malattia al momento del ciclo di fecondazione;
- i controlli erano donne senza evidenze attuali o passate di endometriosi, abbinate ai casi per età, tipo di ciclo (a fresco o da scongelamento) e periodo di studio. I fattori di infertilità, in questo gruppo, erano principalmente maschili o non noti.
Gli outcome dello studio erano:
- il tasso di parto pretermine (nascita entro la trentasettesima settimana di gestazione), indipendentemente dalla causa dello stesso;
- il tasso di incidenza delle più comuni complicanze ostetriche.
Questi, in sintesi, i principali risultati:
- il tasso di parto pretermine è identico nei due gruppi di studio (14% e 14%, p = 0.89);
- anche il tasso di nati vivi e l’incidenza di disturbi ipertensivi, diabete gestazionale, nati piccoli o grandi per la data, e problemi neonatali sono equivalenti;
- la placenta previa, invece, è molto più frequente nelle donne affette da endometriosi (6% vs 1%; p = 0.006), con un odds ratio (OR) di 4.8 (95% CI: 1.4-17.2).
Si può dunque concludere che le donne affette da endometriosi che concepiscono con l’ausilio della fecondazione in vitro non hanno un maggior rischio di parto pretermine, mentre possono essere più frequentemente interessate dalla placenta previa.
La ricerca presenta alcuni limiti, fra i quali:
- l’impossibilità, tipica degli studi osservazionali, di escludere con sicurezza ogni possibile fattore confondente;
- la relativa limitatezza del campione, pur significativo dal punto di vista statistico;
- l’impossibilità di estendere i risultati ottenuti alle gravidanze naturali.
Ciononostante, lo studio ha il merito di:
- suggerire che le donne affette da endometriosi sottoposte a IVF possono essere rassicurate riguardo il rischio di parto pretermine;
- aprire un nuovo filone di ricerca riguardo alla correlazione fra endometriosi e rischio di placenta previa.

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Parole chiave:
Endometriosi - Fecondazione assistita - Gravidanza - Parto prematuro - Placenta previa - Rischio ostetrico

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