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04/09/2013

Carlotta Nobile, la musica come ribellione al destino


Sandro Cappelletto
Carlotta Nobile, addio all’angelo del violino
Articolo originale tratto da: La Stampa, 19 luglio 2013, p. 33


Si ringrazia “La Stampa” per la gentile concessione


Guida alla lettura

Oggi non proponiamo una pagina di letteratura, ma il ricordo di una giovanissima promessa della musica colta italiana, la violinista Carlotta Nobile, morta per un melanoma nel mese di luglio, a 24 anni: una donna capace e coraggiosa, il cui amore per la vita non è stato scalfito dalla malattia.
L’articolo del critico musicale Sandro Cappelletto e la biografia tratta dal sito personale dicono l’essenziale di ciò che Carlotta è stata e ha fatto nella sua breve esistenza. Ci limitiamo quindi a sottolineare quello che ci pare essere il punto centrale dell’articolo: «Più le cure la sfibravano, più le diagnosi avvicinavano il momento del congedo, più la musica diventava la sua ribellione al destino». In questa frase c’è tutto il senso di una vita: una professione desiderata, coltivata, amata, diventa a tal punto il fulcro luminoso dell’esistenza da dare la forza, pur morendo, di dire no alla morte e al nulla.
Oggi è difficile per i giovani trovare un lavoro gratificante, che plasmi la personalità e dia la soddisfazione di fare qualcosa che, al di là dei valori dettati dal mercato, conti per il cuore. Non tutti nascono per la musica o per la letteratura, come non tutti nascono per la medicina, gli studi economici, o per un lavoro manuale colmo di bellezza e dignità. L’essenziale è camminare lungo la propria strada – perché camminare sulla strada che si è scelta, come suggerisce la parola ebraica ashar che apre la raccolta dei Salmi, è già sperimentare la beatitudine in questa vita. A tutti auguriamo di saperla trovare, quella strada, e di amarla come l’ha amata Carlotta.

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Quella mattina di domenica 3 marzo, non aveva voluto rinunciare. Per suonare, a Roma, nel concerto dedicato alla memoria di Goffredo Petrassi, aveva preso treni per andare e tornare da Milano, dove era in cura. Chi non lo sapeva, a vederla così bella, radiosa, determinata, brava, mai avrebbe immaginato che il male la stava vincendo e che la partita si sarebbe chiusa così presto.
Addio Carlotta Nobile, violinista, laureata in storia dell’arte, autrice di due libri di narrativa. Nell’ultimo, “Oxymoron”, aveva scritto: «Il tempo non è che un nemico beffardo sempre in corsa e mai costante. Va a ritroso quando dovrebbe scorrere e travolge quando dovrebbe fermarsi, e certo non sarò io a convincerlo a imparare». A lei, il tempo che travolge, ha concesso soltanto 24 anni. Si è spenta nella casa di famiglia a Benevento, circondata dall’affetto di molte persone, strette attorno al dolore dei genitori, del fratello.
Diplomata con lode in violino a 17 anni, perfezionata a Londra, Salisburgo e alla Scuola di Fiesole, Carlotta è stata fedele alla sua dedizione alla musica fino a quando le forze lo hanno consentito. Sapeva tutto del tumore che la stava divorando con quell’energia brutale che possiede quando prende di mira i più giovani e che aveva suggerito ai medici terapie molto invasive. Più le cure la sfibravano, più le diagnosi avvicinavano il momento del congedo, più la musica diventava la sua ribellione al destino, la sua vera vita: e mai con uno sconto alla qualità. Nel suo orgoglio di vera artista, non avrebbe tollerato di essere invitata a suonare perché malata. Non aveva bisogno di queste concessioni: possedeva un suono forte e sicuro, un’agilità perfino virtuosistica, era curiosa del repertorio moderno, come testimonia anche la sua interpretazione di alcuni brani di Ernest Bloch, ora contenuti nel cd “Il pentagramma della memoria”, edito dalla Fondazione Carlo Levi. E conquistava il pubblico, con una consapevole – e mai artefatta, come si vede di frequente – presenza scenica.
Quel giorno a Roma aveva suonato, con il pianista Marco Scolastra e il violista Antonello Farulli, “Introduzione e Allegro” e “Duetto per violino e viola”. Carlotta conosceva il primo pezzo, non il secondo. Non si tirò indietro, studiò molto, come fosse consapevole che sarebbe stato quello il suo ultimo concerto pubblico. Così purtroppo è accaduto. Fu travolgente nei passaggi più brillanti, molto matura nei momenti più lirici, più dialoganti e segreti dei due capolavori di Petrassi. Ciao Carlotta, grazie per sempre. Sapremo ricordarti, sapremo onorarti.

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Biografia: Carlotta Nobile

Carlotta Nobile nasce a Benevento nel 1988. Parallelamente a un iter di formazione musicale dei più ortodossi (Diploma di Violino in Conservatorio conseguito a 17 anni con lode e menzione d’onore, due Accademie Internazionali e corsi di perfezionamento a Londra e all’Universität Mozarteum di Salisburgo), coltiva la sua immensa passione per l’arte laureandosi con lode in Studi Storico-artistici all’Università “La Sapienza” di Roma, frequentando l’annuale LUISS Master of Art e seguendo corsi in arte contemporanea e curatela alla University of Cambridge e al Sotheby’s Institute of Art di New York.
Vincitrice assoluta del Premio Violinistico “F. Kreisler” di Matera (edizione 2006), del Diploma di “Distinguished Musician” all’International Ibla Grand Prize 2007 e della “Ernest Bloch Special Mention” all’International Ibla Grand Prize 2008, Carlotta ama esprimere la sua creatività in ambiti e contesti differenti, con progetti culturali che spaziano fra musica, arte e scrittura.
Sin da giovanissima suona in varie formazioni da camera, esibendosi presso importanti istituzioni nazionali ed internazionali, fra cui l’Universitāt Mozarteum di Salisburgo, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, l’Istituto Storico Germanico di Roma, l’Istituto Franz Liszt di Bologna, il Teatro Unione di Viterbo, la Villa Nobel di Sanremo, la Reggia di Caserta, la Biblioteca di Via Senato a Milano, il Palazzo Reale di Napoli.
Dal settembre 2010 è Direttore artistico dell’Orchestra da camera Accademia di Santa Sofia. Nell’ottobre 2012 partecipa al “Pentagramma della memoria”, un progetto dedicato alla riscoperta di musiche ebraiche, nell’ambito del quale incide con il pianista Marco Scolastra il “Baal Shem” per violino e pianoforte di Ernest Bloch.
Parallelamente agli impegni musicali ed universitari coltiva una grande passione per la scrittura. Cura personalmente la rubrica musicale “Righe Sonore” sul portale multimediale interattivo “ilquaderno.it”; con alcune colleghe conosciute durante il LUISS Master of Art, dà vita alla piattaforma “Almost Curators”, uno spazio dedicato all’arte contemporanea ed alle sue molteplici contaminazioni con la musica, il cinema, la moda, la fotografia, nell’ambito del quale cura la rubrica di approfondimento artistico-musicale “Tutta un’altra musica”. Alcune sue poesie sono pubblicate dalle case editrici Aletti e Giulio Perrone; nel dicembre 2008 esce il suo primo libro, “Il silenzio delle parole nascoste” (Aletti Editore); il secondo libro, “Oxymoron”, viene pubblicato da Aracne Editrice nel settembre 2012.
Colpita nel 2011 da un melanoma metastatico, muore a 24 anni nel luglio 2013.
Negli ultimi mesi di vita aveva raccontato, in forma anonima, la sua battaglia con la malattia attraverso le pagine di un blog, “Il cancro e poi”. Nella pagina introduttiva scrive: «Non voglio che il cancro mi fermi. Voglio che mi formi. Sia che stiate lottando contro questa malattia, sia che conosciate qualcuno che la sta vivendo, sia che arriviate qui per semplice curiosità, sentitevi liberi di parlarne, come forse nella vita di tutti giorni non amiamo fare. Perché solo raccontando il cancro si può apprezzare davvero la vita e tutto il meraviglioso che essa ci regala».

Carlotta Nobile

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Biografia: Sandro Cappelletto

Sandro Cappelletto (Venezia, 1952) è un critico musicale. Laureato in Filosofia, giornalista professionista, collaboratore stabile dei quotidiani La Stampa e Le Monde, ha studiato armonia e composizione con Robert W. Mann. Come autore ha pubblicato: “Farinelli - La voce perduta” (EDT, 1996); “Farò grande questo teatro!” (EDT, 1997), inchiesta sui teatri d’opera; una monografia su Beethoven (Newton Compton, 1980); un’analisi di Turandot (1989); “Mozart - La notte delle dissonanze” (EDT, 2006); “Messiaen - L’angelo del Tempo” (Fondazione Perosi, Biella, 2008), “Altravelocità. Avventure di un viaggiatore in treno” (Giunti, 2009).
Membro della Commissione Artistica della Scuola di Musica di Fiesole, dal 2010 è direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana. Collabora alla realizzazione dei programmi del Festival pisano “Anima Mundi”, diretto da Sir John Eliot Gardiner.
Autore di trasmissioni per Radio Tre Rai, Cappelletto attualmente è attivo come scrittore per il teatro, collaborando con numerosi compositori contemporanei. Insegna “Ricezione, produzione e consumo della musica” all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

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Parole chiave:
Morte - Musica - Senso del dolore - Senso della vita

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