EN
Ricerca libera
Cerca nelle pubblicazioni scientifiche
per professionisti
Vai alla ricerca scientifica
Cerca nelle pubblicazioni divulgative
per pazienti
Vai alla ricerca divulgativa

Sindrome dell'intestino irritabile: ruolo patogenetico dell'inquinamento atmosferico

  • Condividi su
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Whatsapp
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Linkedin
25/04/2019

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

Tan TK, Saps M, Lin CL, Wei CC.
Is long-term ambient air pollutant exposure a risk factor for irritable bowel syndrome in children? A 12-year longitudinal cohort study
J Neurogastroenterol Motil. 2019 Apr 30; 25 (2): 241-249. doi: 10.5056/jnm18135
Valutare se esista una correlazione a lungo termine fra esposizione all’inquinamento atmosferico e insorgenza della sindrome dell’intestino irritabile (Irritable Bowel Syndrome, IBS) durante l’infanzia e l’adolescenza: è questo l’obiettivo dello studio coordinato da Teck-King Tan ed espressione del China Medical University Hospital di Taichung, Taiwan.
La ricerca è stata condotta su ragazzi e ragazze di età inferiore ai 18 anni, identificati a partire dal 1° gennaio 2000 e seguiti fino alla diagnosi di IBS o al 31 dicembre 2012: il periodo di follow up è stato quindi molto ampio.
I dati clinici sono stati desunti dal Taiwan National Health Insurance Research Database, mentre quelli relativi all’inquinamento provengono dal Taiwan Air Quality-Monitoring Database.
La concentrazione giornaliera media degli inquinanti atmosferici è stata classificata in quattro livelli basati sui quartili.
Questi, in sintesi, i risultato emersi dall’originale e interessante studio:
-3537 ragazzi e ragazze hanno ricevuto una diagnosi di IBS nel periodo considerato;
-il tasso di incidenza dell’IBS è cresciuto da 0.84 a 1.76, da 0.73 a 1.68, da 0.85 a 1.98, e da 0.52 a 3.22 per 1000 persone/anno con il passaggio dal quartile 1 al quartile 4, rispettivamente, della concentrazione nell’aria del monossido di carbonio, del diossido di azoto, degli idrocarburi non metanici e del metano;
-al quartile 4, e per ciascuna di queste sostanze, l’hazard ratio (HR) dell’IBS ha raggiunto il valore di 1.98, 2.14, 2.19 e 5.87: ciò significa che, alle concentrazioni massime di monossido di carbonio, diossido di azoto, idrocarburi non metanici e metano il rischio di ammalarsi di sindrome dell’intestino irritabile risulta per gli adolescenti fino a 6 volte superiore rispetto al quartile 1.
Lo studio dimostra dunque come, nell’infanzia e nell’adolescenza, l’inquinamento atmosferico costituisca effettivamente un importante fattore predisponente all’IBS.
Ulteriori ricerche potranno suggerire quali strategie di prevenzione possano essere ideate per contenere il fenomeno.
Potrebbero interessarti anche

Vuoi far parte della nostra community e non perderti gli aggiornamenti?

Iscriviti alla newsletter