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07/08/2015

Oltre la stomia, la ricerca dell'amore


Le vostre lettere alla nostra redazione


Cara professoressa Graziottin, sono una giovane donna stomizzata, seguo i suoi interventi sul quotidiano “il Gazzettino” e spesso ritaglio i suoi articoli, per usare qualche idea ovvero qualche espressione per le mie memorie.
In questo periodo di convalescenza sto rieducando me stessa alla nuova dimensione con la parte bionica, nonché ad amare. Questo ultimo punto è il più complesso e difficile, ma il più emozionante, perché anche la parte bionica, la stomia, si “emoziona” e ci rende sensibilmente più umane: e a volte siamo anche più belle, perché ci dona il sorriso per affrontare ogni cosa nella quotidianità.
Nei suoi interventi lei raggiunge il cuore, perché affronta ogni situazione con modo cortese e appropriato... i lettori vorrebbero donarle un abbraccio affettuoso.
Mi piacerebbe potesse parlare anche al cuore delle donne stomizzate: io sono fortunata perché ho un team di medici – i miei angeli bianchi – che sono parte di me. Però non è facile amare ed essere amata: la stomia, la mia parte bionica crea una barriera.
Con il grande aiuto del responsabile dell'ambulatorio stomizzati e del suo team di infermieri, ho potuto – come tantissime altre donne – lavorare sulla nuova dimensione con la sacca, ed accogliere me stessa in una nuova realtà, bella, ricca e meravigliosamente sensibile, in cui la forza di volontà si riscontra nel sorriso... ma non è semplice.
La parola “amore” è quasi tabù... eppure siamo esseri umani fatti per amare ed essere amati!
Potrei anche mettermi al computer e tentare di scrivere un articolo, ma le lacrime ci sono e ci sarebbero. Per fortuna ho il coraggio di chiedere, senza vergogna, un suo intervento, perché lei parla al cuore della gente.
Mi piacerebbe che potesse scrivere degli aspetti negativi e positivi dell'amore quando si vive con una parte bionica, e dei pazienti che preferiscono celare la loro situazione… ma avere la parte bionica non è un reato né un peccato, e combattiamo le nostre patologie ogni ora del giorno, per essere attive ed autonome.
Quando la leggo, ne discuto con le amiche e parliamo di amore.
Non so se leggerà il mio intervento, ma mi auguro tanto che possa scrivere dell’amore con parti bioniche, perché lei sa parlare al cuore di chi ci sta accanto, ai medici, agli infermieri, ai familiari, e anche ai principi azzurri che hanno paura e sperano che la parte bionica sia tolta per dichiararsi.
Con stima sincera, l'abbraccio di una sua lettrice.
A.E.

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