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Sindrome ovarica poliendocrina metabolica: i rischi cardiovascolari

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Sindrome ovarica poliendocrina metabolica: i rischi cardiovascolari

30/06/2026

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

Sintesi del video e punti chiave

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) ha recentemente cambiato nome: oggi si parla di sindrome ovarica poliendocrina metabolica (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome, PMOS). La nuova denominazione, adottata dopo un processo di consenso internazionale che ha coinvolto oltre 22.000 persone, fra cui donne e professionisti sanitari, esprime meglio la complessità della condizione, che coinvolge diversi sistemi endocrini e metabolici. Il termine PMOS, infatti, evidenzia il coinvolgimento di più sistemi ormonali e metabolici, oltre a riconoscere che le manifestazioni della sindrome non si limitano alla sfera ginecologica: il cambiamento non è quindi solo linguistico, ma riflette anche un approccio clinico più accurato e inclusivo, che considera la condizione in modo più completo.
La PMOS non significa solo sovrappeso, acne o peli in eccesso: essa rappresenta anche un importante fattore di rischio cardiovascolare. In positivo, il 90% dei fattori che mediano questa correlazione sono modificabili con scelte corrette a livello di stili di vita. Ancora una volta, dunque, emerge come un realistico progetto di salute dipenda non solo dagli strumenti a disposizione del medico, ma anche dalla responsabilità che la donna assume nei confronti della propria salute.
In questo video, la professoressa Graziottin illustra:
  • i sintomi che contraddistinguono la PMOS secondo i cosiddetti “criteri di Rotterdam”;
  • i quattro grandi gruppi (detti anche fenotipi) in cui le pazienti possono essere suddivise;
  • la prevalenza della PMOS in Italia, e una stima dei casi privi di diagnosi ufficiale;
  • di quanto la PMOS aumenta il rischio di ipertensione, ictus non mortale e diabete;
  • i quattro fattori di rischio cardiovascolare modificabili correlati alla sindrome: sovrappeso e obesità; insulino-resistenza e diabete mellito; aumento del colesterolo; ipercolesterolemia conclamata;
  • come questi fattori possano condurre, se non contrastati, alla coronaropatia e all’infarto.
Per gentile concessione di Italpress Agenzia di stampa
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