Design e setting dello studio
Lo studio ha utilizzato i dati della coorte prospettica danese «Diet, Cancer and Health» (DCH), che tra il 1993 e il 1997 aveva reclutato 57.053 partecipanti. Per la modellizzazione delle traiettorie di consumo sono state incluse 28.720 donne. Per l’analisi del rischio sono state incluse 24.543 donne in post-menopausa, con un’età mediana al basale di 56.8 anni (51.5-63.4).
L’esposizione all’alcol è stata valutata attraverso tre fattori:
- assunzione di alcol negli ultimi 12 mesi rilevata al basale tramite un questionario di frequenza alimentare validato a 192 item;
- introito medio retrospettivo riferito a 4 fasce di età: 20, 30, 40 e 50 anni;
- grammi di etanolo al giorno considerando le diverse tipologie di bevanda (birra, vino, superalcolici e liquori fortificati).
I casi incidenti di primo tumore mammario invasivo sono stati identificati mediante collegamento con il Registro Tumori danese.
Risultati dello studio
Durante un periodo di follow-up mediano di 16,5 anni, sono stati registrati 1.591 casi incidenti di carcinoma mammario.
Sono state identificate quattro traiettorie di consumo:
- classe 1 (16,3% della coorte): basso consumo nella prima età adulta, con incremento verso un’assunzione moderata nella mezza età;
- classe 2 (15,1%): consumo costantemente elevato lungo tutto l’arco della vita adulta (media >10 g/giorno);
- classe 3 (50,6%): consumo basso-moderato precoce, in costante e lieve aumento verso livelli moderati nella mezza età;
- classe 4 (18,0%, gruppo di riferimento): consumo costantemente basso lungo tutta l’età adulta (media <6 g/giorno).
Per i profili caratterizzati da un consumo iniziale basso seguito da un incremento nel tempo (classe 1 e classe 3), l’incremento di rischio, pur presente, non è risultato statisticamente significativo rispetto al gruppo di riferimento (rispettivamente HR 1.18, 95% CI: 0.94-1.48 e HR 1.15, 95% CI: 0.94-1.40).
Punti di forza dello studio
- L’ampiezza considerevole del campione e il follow-up prospettico a lungo termine.
- La quasi totale assenza di perdite al follow-up, grazie all’integrazione con i Registri Sanitari nazionali.
- I modelli statistici utilizzati, capaci di distinguere la variabilità intra-individuale ed evitare stime distorte per errori di classificazione.
- La raccolta retrospettiva e auto-riferita dei dati sull’assunzione alcolica nelle decadi precedenti, suscettibile di “recall bias” e potenziale sottostima nelle forti bevitrici.
- L’inclusione delle astemie “lifetime” all’interno della classe a basso consumo, che potrebbe aver attenuato l’ampiezza dell’effetto dell’assunzione di alcol.
- La definizione dello stato menopausale al basale e non al momento esatto della diagnosi.
- L’esposizione cronica e sostenuta a elevati livelli di alcol per tutto l’arco della vita adulta rappresenta il principale determinante dell’aumento di rischio di tumore mammario post-menopausale.
- Sul piano della prevenzione e dell’educazione sanitaria, l’evidenza sottolinea l’importanza di promuovere stili di vita a basso apporto alcolico fin dalla giovane età adulta, contrastando il mantenimento di consumi elevati e continuativi nel tempo.





