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27/07/2018

Vaginismo: la cura esiste, e si può ritrovare la serenità di coppia



Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, H. San Raffaele Resnati, Milano
Dott.ssa Dania Gambini
Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia, H. San Raffaele, Milano


“Ho 37 anni e sono ancora vergine. Questo, però, per me non è un problema; o almeno non lo era fino a quando ho conosciuto il mio attuale compagno. Da un anno circa cerchiamo di avere rapporti sessuali, ma nulla da fare! Ad ogni tentativo, sento dolore, molto dolore… è come se ci fosse un muro impenetrabile. E più tentiamo, più sento dolore. Risultato: non ci siamo mai riusciti! Inutile dire la nostra frustrazione. Leggo su internet che in casi del genere viene praticata un’imenotomia chirurgica… Consigliatemi voi, per cortesia”.

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Gentile amica, il vaginismo interessa l’1% della popolazione femminile ed è caratterizzato da una contrazione muscolare riflessa, e quindi involontaria, dei muscoli che circondano la vagina, e da paura e angoscia della penetrazione, associate a variabile fobia del rapporto. Frequentemente si accompagna alla vestibolite vulvare, una condizione infiammatoria del vestibolo vaginale provocata dai tentativi di penetrazione.
Il vaginismo va curato a livello farmacologico, riabilitativo e sessuologico. La chirurgia non è indicata, a meno che non esista in parallelo un imene davvero fibroso, spesso, rigido o cribroso, che richieda un’incisione ad esso limitata. Ma l’imenotomia è un intervento che va effettuato solo nei pochissimi casi in cui ci sia una corretta indicazione clinica.
La terapia, in particolare, è finalizzata a due obiettivi:
1) curare le cause biologiche del vaginismo;
2) rimuovere le cause psicosessuali, personali e/o di coppia che abbiano favorito la comparsa e/o il mantenimento della paura della penetrazione.
Le opzioni terapeutiche principali sono:
- una terapia sessuale comportamentale breve, di cui fa parte il lavoro corporeo, con particolare attenzione al rilassamento del muscolo elevatore dell’ano;
- un trattamento farmacologico personalizzato.
Entrambe queste strategie operano sul corpo, a livello biologico, sia pure con approcci differenti.
La psicoterapia individuale o di coppia (detta anche “terapia psicodinamica”) è indicata se esistono problemi psicologici specifici (traumi infantili o nell’adolescenza, abusi pregressi, problemi relativi all’immagine corporea, conflitti di coppia e così via), ma non può sostituirsi alla specifica terapia sessuologica, farmacologica e riabilitativa che il vaginismo richiede.
Non perda tempo: si rivolga a un centro competente per risolvere il problema. Sul nostro sito potrà trovare numerosi approfondimenti. Un cordiale saluto.

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Parole chiave:
Relazione di coppia - Vaginismo

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico