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04/04/2013

Ritardo mestruale: quali accertamenti fare


Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, H. San Raffaele Resnati, Milano
Dott.ssa Dania Gambini
Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia, H. San Raffaele, Milano


“Ho sempre avuto un ciclo irregolare, di solito con ritardo di massimo 15 giorni. Stavolta però ho un ritardo di un mese e mezzo. Ho fatto il primo test di gravidanza dopo 3 settimane di ritardo del ciclo (e a una settimana dal rapporto a rischio), il secondo dopo 3 settimane e tre giorni, e l’ultimo dopo un mese e una settimana, tutti di pomeriggio, di tre marche diverse e tutti negativi. Sono affidabili? Sto correndo ancora il rischio di una gravidanza? Per piacere aiutatemi!”
Sara R.

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Gentile Sara, i test di gravidanza presenti in commercio hanno un’elevata sensibilità: determinano la presenza nelle urine della sub-unità beta della gonadotropina corionica (Beta-HCG), ormone prodotto dalla placenta nel corso della gravidanza, già nei primi giorni di ritardo mestruale (al salto della mestruazione). La negatività a ripetuti test tende ad escludere una gravidanza.
Le consigliamo di indagare le ragioni della sua irregolarità mestruale attraverso l’esecuzione di dosaggi ormonali specifici (compresa la valutazione della funzionalità tiroidea e della prolattinemia), oltre all’esecuzione di un’ecografia ginecologica transvaginale.
Si ricordi però che l’uso del profilattico la protegge, oltre che dalle gravidanze indesiderate, anche dalle malattie sessualmente trasmesse, la cui incidenza è in continuo aumento: è fondamentale che la donna sia sempre più responsabile nella sua vita sessuale!
Per maggiori informazioni sui test di gravidanza e la loro affidabilità, la rinviamo ai link sotto indicati.
Un cordiale saluto.

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Parole chiave:
Amenorrea primaria e secondaria - Test di gravidanza - Visita ginecologica

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico