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Norvegia: il rischio ostetrico nelle donne migranti

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Norvegia: il rischio ostetrico nelle donne migranti
15/04/2026

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

Commento a:
Misje R, Eick F, Vallersnes OM, Fjeld HE, Sørbye IK, Dahl C
Increased risk of adverse maternal pregnancy outcomes among undocumented migrants in Norway
J Migr Health. 2025 Feb 22;11:100318. doi: 10.1016/j.jmh.2025.100318. PMID: 40125414; PMCID: PMC11926715
E’ noto che le donne migranti presentano un rischio maggiore di complicanze durante il parto. Tuttavia, non è noto se le migranti irregolari presentino un profilo di rischio differente rispetto alle migranti regolari e alle non migranti. Una migliore conoscenza degli esiti ostetrici di questa coorte sarebbe fondamentale per consentire interventi preventivi mirati: si colloca in questo contesto lo studio retrospettivo coordinato da Ragnhild Misje, del Dipartimento di Medicina di comunità e Salute globale dell’Università di Oslo (Norvegia), dal quale però è scaturito un risultato in parte inatteso.
Lo studio ha utilizzato i dati raccolti sul Registro Norvegese delle nascite, e ha incluso tutte le donne di età compresa tra 18 e 49 anni che avevano avuto parti singoli dal 1999 al 2020, per un totale di 1.247.537 nascite.
Come variabile di esposizione è stato utilizzato lo status giuridico, ovvero:
  • migranti irregolari, ossia senza numero di identificazione norvegese (Fødselsnummer: un codice univoco di 11 cifre composto dalla data di nascita in formato GGMMAA, un numero di tre cifre e due cifre di controllo);
  • migranti regolari (nate all’estero e con numero di identificazione norvegese);
  • residenti (nate in Norvegia e con numero di identificazione norvegese).
Questi, in sintesi, i risultati.
Durante il periodo oggetto di studio, hanno partorito 5856 donne migranti irregolari (0.5% di tutte le nascite in Norvegia).
Rispetto alle residenti, le donne migranti irregolari presentavano un maggior rischio di:
  • parto cesareo d’urgenza (OR 1.39, CI 95% 1.28-1.50) ed emorragia post parto grave (OR 1.22, CI 95% 1.03-1.43);
  • una minore probabilità di parto cesareo programmato (OR 0,86, CI 95% 0.76-0.98).
Dalla ricerca emerge inoltre che le migranti regolari presentano un rischio non diverso da quello delle irregolari, il che sembra indicare che per quanto riguarda le complicanze materne durante il parto:
  • i fattori legati alla migrazione possono influenzare il profilo di rischio in misura maggiore rispetto allo status giuridico;
  • le politiche di integrazione giuridica faticano ancora a tradursi in un’assistenza ostetrica equiparabile a quella assicurata alle donne residenti.
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