Lo studio ha utilizzato i dati raccolti sul Registro Norvegese delle nascite, e ha incluso tutte le donne di età compresa tra 18 e 49 anni che avevano avuto parti singoli dal 1999 al 2020, per un totale di 1.247.537 nascite.
Come variabile di esposizione è stato utilizzato lo status giuridico, ovvero:
- migranti irregolari, ossia senza numero di identificazione norvegese (Fødselsnummer: un codice univoco di 11 cifre composto dalla data di nascita in formato GGMMAA, un numero di tre cifre e due cifre di controllo);
- migranti regolari (nate all’estero e con numero di identificazione norvegese);
- residenti (nate in Norvegia e con numero di identificazione norvegese).
Durante il periodo oggetto di studio, hanno partorito 5856 donne migranti irregolari (0.5% di tutte le nascite in Norvegia).
Rispetto alle residenti, le donne migranti irregolari presentavano un maggior rischio di:
- parto cesareo d’urgenza (OR 1.39, CI 95% 1.28-1.50) ed emorragia post parto grave (OR 1.22, CI 95% 1.03-1.43);
- una minore probabilità di parto cesareo programmato (OR 0,86, CI 95% 0.76-0.98).
- i fattori legati alla migrazione possono influenzare il profilo di rischio in misura maggiore rispetto allo status giuridico;
- le politiche di integrazione giuridica faticano ancora a tradursi in un’assistenza ostetrica equiparabile a quella assicurata alle donne residenti.





