Fin dall’adolescenza ho sempre sofferto di cistiti ricorrenti, curate dal medico di famiglia con il classico antibiotico e l’invito a bere di più. Ma, ciclicamente, le cistiti tornavano a farmi visita.
Crescendo, la situazione è pian piano peggiorata, soprattutto dopo che nel 2016 mi trovai ad affrontare un mostro più grande di me, un linfoma di Hodgkin al secondo, quasi terzo stadio. Dopo 6 cicli di chemioterapia e 32 sedute di radioterapia sono riuscita a sbarazzarmi del mio scomodo inquilino, ma la mia vita era ovviamente cambiata per sempre: tutto è peggiorato, sono comparsi nuovi disturbi e la cistite ha ricominciato a farsi sentire, sempre più forte, sempre più frequente, con copiosi sanguinamenti, dolore al pube così forte da farmi piegare in due e spesso anche febbre.
Passai i successivi 8 anni a cercare disperatamente un professionista che riuscisse ad aiutarmi, ma purtroppo nessuno sembrava davvero capire il mio dolore: anzi, spesso mi trovai difronte a medici costosissimi che sminuivano la mia sofferenza, invitandomi a bere più acqua, prendere antibiotici (anche per mesi e mesi in maniera continuativa) e consigliandomi come cura l’essere ingravidata. Una gravidanza come cura per la cistite! Vi rendete conto?! Sono stata sottoposta a mille procedure invasive, fra cui una cistoscopia e 8 instillazioni vescicali tramite catetere (completamente inutili). Sono stata ricoverata per una settimana, flebo di antibiotico e rimandata a casa. Tanti soldi spesi inutilmente, tanti medici ognuno con le proprie teorie, tanti tentativi, nessuna vera cura. L’ultimo uroginecologo che mi ha presa in carico, dopo mio ennesimo sollecito durante un attacco di cistite emorragica, mi rispose «non posso più fare niente per te, abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare».
Mi sentivo persa. Gli episodi di cistite erano diventati molto frequenti, da 3 a 5 al mese, non funzionava più niente.
Ero disperata e terrorizzata. Vivevo nel terrore, ogni episodio di cistite era un inferno, piangevo disperata per il DOLORE e sconsolata perché consapevole che non potevo bloccarlo in nessun modo: l’unica cosa che potevo fare era cercare di sopportare sperando di non finire ancora in ospedale.
Un giorno mi imbatto in un articolo che parlava del dolore nella donna, delle cause e del giusto approccio per curarle. L’autrice dell’articolo era la professoressa Graziottin. Continuai a leggere, finii sul sito della Fondazione Graziottin, lessi le testimonianze delle altre pazienti e pensai: «E’ lei la persona giusta, se non può aiutarmi lei non lo potrà fare nessuno». Prendo un appuntamento.
Il giorno dell’appuntamento mi presento in studio carica di ansia e di speranza, la professoressa mi visita e capisce immediatamente la gravità della situazione. Mi prescrive una terapia, parlandomi in maniera chiara e diretta e non promettendomi miracoli, e mi spiega quanto fosse importante la costanza e la disciplina nel seguire le sue istruzioni per una buona riuscita.
Sarò sincera, mi affidai a lei ma con qualche dubbio. Nella terapia non era compreso nessun tipo di antibiotico, com’era possibile?! Com’era possibile che tutti gli altri mi avessero riempita di medicine, e invece la professoressa avesse un approccio così diverso? Come avrebbe mai potuto funzionare?!
E invece ha funzionato. Dopo anni di sofferenze e di pianti, dopo qualche mese di terapia, STAVO BENE. E oggi sto ancora bene. Mi sono liberata di un problema che ormai mi accompagnava dall’adolescenza. Assurdo!
La professoressa Graziottin mi ha salvata. Alla visita di controllo mi accolse con un grande sorriso. Solo guardandomi in viso aveva capito che stavo meglio.
Per me non è una semplice dottoressa. E’ una Professionista, una delle poche davvero alleata delle donne e che pensa al reale benessere delle donne. Una professionista a tutto tondo, che non si ferma al ruolo di ginecologa. Non la ringrazierò mai abbastanza. L’ho trovata e non la lascio più!





