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Vaginismo, tutte le cure

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22/05/2015

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, H. San Raffaele Resnati, Milano
Dott.ssa Dania Gambini
Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia, H. San Raffaele, Milano

“Sono la prima di quattro sorelle. La seconda, da piccola, sembrava la più indipendente e spesso tendeva a isolarsi da noi altre. Circa dodici anni fa, di punto in bianco, fece le valigie e raggiunse l’attuale marito in Toscana. Nel 2007 si è sposata e da due anni vorrebbe avere un bambino che non arriva. Ha quasi 35 anni e, finora, ha fatto solo un’ecografia pelvica e alcuni esami relativi alla tiroide, alla prolattina e al progesterone. Un mese fa, dietro mia insistenza, ha fatto una visita dal mio ginecologo. Nostro malgrado, abbiamo scoperto che è affetta da vaginismo acuto e che aveva l’imene quasi intatto. E’ stata una visita dolorosissima da tutti i punti di vista. Il dottore ci ha spiegato che è una patologia seria che spesso nasce da una sofferenza psicologica. Nostra madre ci ha impartito un’educazione rigida, facendoci vivere il sesso come una cosa peccaminosa e la verginità come un bene prezioso da non perdere prima del matrimonio. La vorrei tanto aiutare ma non posso, perché viviamo lontane. Che cosa possiamo fare?”.
Lina
Gentile signora Lina, il vaginismo è un disturbo sessuale caratterizzato da fobia della penetrazione associata a un ipertono di grado variabile della muscolatura del pavimento pelvico. Colpisce l’1% delle donne e rappresenta la prima causa di matrimonio non consumato. Riconosce diversi fattori predisponenti tra cui l’educazione rigida di impronta religiosa. Si può guarire: tanto più forte è la motivazione a risolvere il problema, tanto più probabile e veloce sarà il recupero.
L’opzione terapeutica principale prevede una terapia sessuale comportamentale breve, di cui fa parte il lavoro corporeo, con particolare attenzione al rilassamento del muscolo elevatore dell’ano (mediante esercizi di stretching e sedute di riabilitazione del pavimento pelvico), associata a un trattamento farmacologico basato sull’utilizzo di farmaci miorilassanti e ansiolitici. A ciò si può aggiungere una psicoterapia individuale o di coppia, soprattutto nei casi in cui esistano problemi psicologici specifici (traumi infantili o nell’adolescenza, abusi pregressi). Per maggiori informazioni, le consigliamo la letture delle schede mediche pubblicate su questo sito, ai link sotto indicati. Un cordiale saluto.
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