Lo studio ha analizzato i dati del Gallup World Poll (GWP) relativi al 2023 e al 2024, coprendo un campione di 256.760 persone di età compresa fra 15 e 100 anni, provenienti da 139 Paesi. L’obiettivo principale era esplorare l’associazione fra la solitudine (definita come la percezione di una discrepanza tra le relazioni sociali desiderate e quelle effettive) e il dolore fisico, valutando al contempo il ruolo dei problemi di salute e del distress psicologico.
Risultati chiave: solitudine, dolore e salute
- Dall’analisi è emerso che il 22,7% dei partecipanti aveva provato un acuto senso di solitudine il giorno precedente l’intervista.
- Esiste una forte correlazione tra solitudine e benessere fisico: gli individui soli presentano un rischio 2,1 volte superiore di provare dolore fisico e 1,8 volte superiore di avere problemi di salute che limitano le attività quotidiane rispetto a chi non si sente solo.
- Il dolore fisico è stato riportato dal 52,2% dei soggetti soli, contro il 29,4% dei non soli.
- La solitudine è strettamente legata al distress psicologico (stress, tristezza, preoccupazione e rabbia): le persone sole hanno il 25,8% di probabilità in più di sperimentare questi stati negativi.
- Il distress spiega statisticamente il 60,2% della correlazione fra solitudine e dolore fisico.
- I problemi di salute fisica, invece, spiegano solo il 18,9% di tale legame.
- Le caratteristiche demografiche e la soddisfazione per il supporto sociale ricevuto contribuiscono per circa il 14% a spiegare la relazione fra solitudine e dolore.
- Questi dati suggeriscono che il dolore provato dalle persone sole è in gran parte mediato dalla sofferenza emotiva e mentale, supportando il modello bio-psico-sociale del dolore.
- Differenze di genere: l’associazione tra solitudine e dolore è risultata più marcata nelle donne rispetto agli uomini. Le donne riportano generalmente livelli più alti di solitudine, dolore e distress.
- Età: il legame solitudine-dolore rimane pressoché stabile lungo tutto l’arco della vita adulta. Sebbene gli anziani (65-100 anni) riportino livelli di solitudine superiori, la forza della connessione con il dolore non varia in modo significativo con l’invecchiamento.
- Fattori socio-economici: la solitudine è più frequente tra chi ha un livello di istruzione elementare, è disoccupato o sottoccupato, o possiede un reddito personale basso. Anche lo stato civile influisce: chi è vedovo, divorziato o separato riporta livelli di solitudine più alti rispetto ai coniugati.
- Lo studio evidenzia che la forza di queste associazioni varia tra i diversi Paesi, suggerendo l’influenza di fattori culturali. Ad esempio, in alcune culture collettiviste, come in alcune nazioni orientali, il legame fra solitudine e salute può essere più intenso a causa del diverso valore che si attribuisce alle relazioni sociali.
La solitudine non è solo un problema sociale, ma una vera minaccia per la salute pubblica globale. Poiché il dolore fisico legato alla solitudine è profondamente connesso al distress psicologico, gli interventi non possono limitarsi a incrementare i contatti sociali superficiali: è necessario un approccio multidisciplinare che affronti le disuguaglianze socio-economiche, la qualità supporto psicologico e le strutture di assistenza comunitaria per mitigare l’impatto di questa ”epidemia silenziosa”.





