Irene T.
L’aumento di peso è infatti un semaforo rosso che dovrebbe allertarci tempestivamente sulla necessità di diagnosi rigorose sul perché si ingrassi e sulle misure da prendere, innanzitutto con un cambiamento costante e rigoroso dello stile di vita.
Importante: la motivazione conta! La premessa perdente «Devo rinunciare a», che fa fallire diete e progetti, va evitata. Ecco la motivazione vincente: «Scelgo di stare molto meglio, su tutti i fronti, perché io valgo. E perché desidero vivere in salute, con gioia e super energia vitale, per molti anni a venire».
Questa scelta attiva quotidiana è indispensabile per potenziare gli stili di vita protettivi per la salute e il controllo del peso, in sinergia con una valutazione medica accurata. Cominciamo oggi stesso, con una bella passeggiata ardente all’aperto, per sorridere di più alla vita, e onorarla.
Pre-menopausa e aumento di peso in gravidanza: che cosa rivelano?
Primo punto pratico, utile a tutte le donne che abbiano avuto dei figli:
- come è stato il decorso della vostra gravidanza?
- è andato tutto bene o sono comparse patologie specifiche? E quali?
La maggiore vulnerabilità è legata poi alla perdita degli ormoni sessuali (estrogeni e progesterone), causata dall’esaurimento ovarico, alla riduzione del testosterone, dai vent’anni in poi, e all’invecchiamento.
Le più frequenti patologie della gravidanza che possono l’allarme sono:
- l’eccessivo aumento di peso, oltre gli ideali 12-14 chilogrammi per la donna normopeso al momento del concepimento;
- il diabete gestazionale: attente quindi anche a questa forma di familiarità;
- l’ipertensione fino all’eclampsia: attente quindi anche alla familiarità per le patologie cardiovascolari, come l’infarto e l’ictus;
- l’insonnia;
- la depressione;
Quanto varia il metabolismo dopo i vent'anni?
Attenzione: il metabolismo basale rallenta invece in molte condizioni patologiche o di vulnerabilità, portando proprio all’aumento di peso in pre-menopausa.
Quali sono le cause dell'aumento di peso in pre-menopausa?
La predisposizione genetica e la presenza di obesità in famiglia aumentano il rischio di incremento ponderale per tre ragioni:
- per l’esistenza di fattori genetici predisponenti a patologie che aumentano il rischio di aumento di peso, fra cui diabete, ipotiroidismo, depressione e spesso patologie autoimmuni, anche per il maggior rischio di esaurimento ovarico anticipato;
- per l’effetto di abitudini alimentari e stili di vita inappropriati acquisiti fin dall’infanzia, “filmando” il comportamento di genitori e altri familiari obesi;
- perché il set point, ossia il punto di regolazione del peso corporeo situato nella parte profonda del cervello, e la dinamica tra gli ormoni dell’appetito (fra cui la grelina) e gli ormoni della sazietà (fra cui la leptina), hanno come riferimento di normalità il peso elevato. Ecco perché dopo una dieta si tende a tornare al peso elevato precedente alla dieta stessa.
Rappresentano la causa più frequente di obesità esogena. L’aumento di peso è graduale e correlato a modifiche in negativo dello stile di vita. Riprendere da protagoniste il volante della propria vita, modificando in modo sano e vivace i propri stili di vita, è il primo passo non negoziabile per attivare anche il metabolismo e raggiungere una migliore forma fisica.
Disturbi del sonno
La frammentazione del sonno e la riduzione della sua durata correlano con un aumento del rischio di incremento ponderale e obesità, indipendentemente da altri fattori di rischio.
La restrizione o la frammentazione del sonno può infatti aumentare l’appetito e l’introito calorico attraverso modificazioni dei livelli di ormoni regolatori come leptina e grelina, e comportamenti alimentari disfunzionali.
Ipotiroidismo
Colpisce fino al 12% della popolazione ed è più frequente nelle donne. I sintomi più frequenti sono:
- affaticamento (68-83%);
- aumento di peso (24-59%);
- intolleranza al freddo (35-65%);
- disturbi cognitivi (45-48%);
- irregolarità mestruali (23%).
Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS)
Colpisce il 6-10% delle donne in età riproduttiva. Si caratterizza per la presenza di iperandrogenismo con acne, capelli grassi, perdita di capelli (alopecia), irsutismo, irregolarità mestruali, disfunzione ovulatoria e insulino-resistenza. L’aumento di peso, spesso con distribuzione addominale, può essere sia causa che conseguenza della PCOS.
Cambiamenti perimenopausali
Sebbene l'aumento di peso totale sia principalmente legato all'età cronologica (2-2.3 chilogrammi in più in 3 anni), la transizione menopausale causa:
- redistribuzione del grasso con accumulo preferenziale addominale e viscerale, e quindi con aumento della “pancia”, maggiore nelle donne a rischio di diabete e patologie cardiovascolari;
- perdita di massa magra;
- aumento della massa grassa del 2-14%.
Si accompagnano spesso a un aumento compensatorio dell’appetito (iperfagia) e a una riduzione dell’attività fisica.
Farmaci
Numerosi farmaci causano un aumento di peso significativo: cortisone, antipsicotici, antidepressivi, antiepilettici (gabapentin), antidiabetici (insulina, sulfoniluree), beta-bloccanti.
Consiglio pratico: annotate le cause significative per voi nella vostra storia clinica, per ottimizzare poi il dialogo con il medico curante e il ginecologo di fiducia.
Quali altri fattori legati alla cultura e alle fasi di vita predispongono all’aumento di peso in pre-menopausa?
- Un basso livello di istruzione o uno status socioeconomico svantaggiato, probabilmente per la minore possibilità di accesso a informazioni e risorse per la prevenzione. Ecco perché continuare a studiare, ad approfondire, a imparare è prezioso in tutte le fasi della vita, per essere davvero protagoniste della propria salute.
- Eventi di vita critici: gravidanza, maternità, matrimonio, coabitazione e lutto sono momenti associati a modifiche comportamentali che possono favorire l’aumento di peso.
Quali sono i rischi e le principali complicanze associate all'aumento di peso in pre-menopausa?
- Aumento del rischio di diabete mellito di tipo 2 e pre-diabete: l’incremento ponderale, soprattutto con accumulo di grasso viscerale, è fortemente associato a disfunzioni glicemiche e insulino-resistenza, con un rischio equivalente o superiore rispetto agli uomini e alle donne in post menopausa. Attenzione: in Italia ci sono circa 3.7 milioni di diabetici, pari al 7,7% totale della popolazione adulta; il 20,5% sono uomini e il 15,6% sono donne. Le conseguenze sono sottovalutate. Eppure ogni 30 minuti una persona diabetica ha un infarto e ogni 90 minuti una persona diabetica subisce l’amputazione di una gamba per le conseguenze della neuropatia e della microangiopatia diabetica: la prevenzione è quindi essenziale!
- Incremento del rischio cardiovascolare: l’obesità in pre-menopausa favorisce ipertensione, dislipidemia (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia) e malattie cardiovascolari (coronaropatie, ictus, scompenso cardiaco), con un impatto clinico significativo già in età riproduttiva. L’American Heart Association sottolinea che la prevenzione precoce è cruciale.
- Aumento del rischio di tumori correlati all’obesità: 5 chili in più rispetto al peso ideale aumentano del 6-12% il rischio relativo di tumori alla mammella e del 18-20% il rischio relativo di tumori all’endometrio, con un rapporto dose-risposta fra indice di massa corporea e livello di rischio. Anche il rischio di tumori ovarici e del colon aumenta se non si rispetta il peso forma.
- Sviluppo di osteoartrosi e patologie muscoloscheletriche: l’aumento ponderale, soprattutto centrale, incrementa il rischio di artrosi severa e disturbi articolari, per il forte carico che deforma più rapidamente le articolazioni infiammate.
- Disturbi psichiatrici e riduzione della qualità di vita: l’obesità correla con depressione, ansia, disturbi dell’immagine corporea e il peggioramento della funzione sessuale e sociale.
- Incremento del rischio di multimorbilità: l’accumulo di condizioni croniche (diabete, ipertensione, dislipidemia, artrosi, tumori) è più rapido nelle donne che aumentano di peso durante gli anni riproduttivi.
- Complicanze ginecologiche: l’obesità può favorire irregolarità mestruali, infertilità e un peggioramento della policistosi ovarica.
Come si fa a capire le cause dell'aumento di peso in pre-menopausa?
- anamnesi mirata, ossia una accurata storia clinica, che ormai è un “atto rivoluzionario”, come sostiene il professor Vincenzo Stanghellini, eminente gastroenterologo di Bologna;
- domande principali (su cui è bene prepararsi prima): velocità di aumento del peso; modifiche dietetiche e dell’attività fisica; storia mestruale dettagliata; farmaci attuali (inclusi contraccettivi); sintomi di ipotiroidismo (affaticamento, intolleranza al freddo, stipsi, cute secca); sintomi di iperandrogenismo (irsutismo, acne); sintomi di Cushing, importante malattia dei surreni (strie, ecchimosi, debolezza muscolare); storia familiare di diabete e malattie cardiovascolari;
- esame obiettivo mirato, ossia una visita medica accurata, che include la valutazione di: peso, altezza, indice di massa corporea, circonferenza vita; pressione arteriosa; irsutismo, acne, alopecia; tiroide, edemi, ritenzione idrica; cellulite.
Gli esami di laboratorio consigliati
- TSH e FT4 (screening ipotiroidismo);
- testosterone totale e libero, SHBG (se sussiste il sospetto di iperandrogenismo o di una policistosi ovarica):
- prolattina, FSH, 17-OH progesterone (per la diagnosi differenziale della policistosi);
- glicemia a digiuno, HbA1c, profilo lipidico (per la valutazione metabolica);
- cortisolo salivare notturno o test di soppressione con desametasone, se sussistono segni di Cushing.
In sintesi
- è un semaforo rosso su tutto il profilo di salute;
- impone una diagnosi rigorosa dei diversi fattori che vi contribuiscono;
- richiede una modificazione rigorosa degli stili di vita.
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ATTENZIONE: Questi approfondimenti NON costituiscono indicazioni terapeutiche individuali. Hanno l’obiettivo di migliorare la cultura sulla salute in modo scientifico, così da ottimizzare il dialogo, rispettoso e costruttivo, con il medico di fiducia. Solo il medico ha titolo, ruolo e responsabilità per diagnosi e cura della singola persona.





