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15/12/2017

Atrofia vulvo-vaginale dopo un cancro al seno: le cure consigliate



Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


“Nel 2014 ho avuto un carcinoma mammario di grado 1 con mastectomia. Il linfonodo sentinella era negativo. Non ho fatto né chemioterapia né radioterapia. Assumo solo un inibitore dell’aromatasi a base di letrozolo. Vorrei sapere se nella mia condizione potrei usare l’ospemifene, perché soffro di una forte atrofia vulvo-vaginale. La mia oncologa ha detto di no. Lei che cosa mi consiglia? L’inibitore lo devo assumere ancora per due anni. La ringrazio per la cortese risposta”.
Chiara

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Gentile signora, mi dispiace molto per il tumore e per i severi sintomi di atrofia vaginale di cui soffre. La sua oncologa le ha dato il consiglio corretto: si può assumere l’ospemifene SOLO dopo il completamento della cura adiuvante, quindi, nel suo caso, tra due anni.
Nel frattempo sono indicati fin da ora:
- laser vaginale, che può darle un ottimo aiuto;
- acido ialuronico in ovuli vaginali o gel vaginale, da alternare alla vitamina E;
- gel vaginale a base di palmitoiletanolamide (PEA), che ha un’azione antinfiammatoria;
- fisioterapia, per rilassare i muscoli del pavimento pelvico contratti per il dolore.
Questa terapia articolata dovrebbe già darle un ottimo sollievo, in attesa di poter poi iniziare l’ospemifene, dopo il completamento delle cure adiuvanti. Mille auguri di cuore.

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Parole chiave:
Acido ialuronico - Atrofia vulvo-vaginale - Carcinoma della mammella - Fisioterapia - Inibitori delle aromatasi - Ospemifene - Palmitoiletanolamide - Terapia laser

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico