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Dopo l'abuso: come si gestisce il soccorso alla donna – Parte 1

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Dopo l'abuso: come si gestisce il soccorso alla donna – Parte 1

27/05/2014

Intervista alla Prof.ssa Alessandra Kustermann
Responsabile Centro di Soccorso Violenza Sessuale e Domestica, Clinica Mangiagalli, Milano

A cura di Alessandra Graziottin

Sintesi del video e punti chiave

L’abuso sessuale è uno dei traumi più gravi che una donna possa subire, e va gestito dal personale medico con delicatezza e competenza. Proprio a questo scopo, da anni opera a Milano, presso la Clinica Mangiagalli, uno specifico Centro di soccorso per la violenza sessuale e domestica, diretto dalla professoressa Alessandra Kustermann. Le abbiamo chiesto di spiegare come si gestisce in concreto l’emergenza abuso, sin dal momento in cui la donna si presenta dal medico.
Quali sono gli errori psicologici e relazionali da evitare assolutamente? In che modo vanno impostate l’accoglienza e la visita? Ci sono fasi precise da rispettare?
Nella prima parte dell’intervista, la professoressa Kustermann illustra:
- perché all’accoglienza va dedicato tutto il tempo necessario, con cortesia ed empatia, e senza affrettare il momento della visita;
- come non si debba mai dare alla donna l’idea di non essere creduta, o esprimere giudizi nei confronti del suo comportamento: nessuna imprudenza, anche obiettiva, può infatti giustificare la violenza o l’abuso;
- le regole metodologiche a cui adeguarsi nella fase di accoglienza;
- come condurre la visita ginecologica, con specifica attenzione all’appartato genitale e alla regione perineale e anale;
- l’importanza di documentare fotograficamente ogni possibile lesione in vista di un’eventuale causa legale;
- quali informazioni raccogliere sulle condizioni psichiche ed emotive della donna;
- la necessità, infine, di registrare ogni forma di dolore riconducibile al fatto e ogni eventuale segno di costrizione, come i lividi sulle braccia.

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