Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

04/11/2014

Vita e vitalità in una piccola musica notturna (Wolfgang Amadeus Mozart, dalla Serenata KV. 525)




Wolfgang Amadeus Mozart
Dalla Serenata “Eine kleine Nachtmusik” KV. 525
Romance Andante – Molto Allegro
Gewandhaus Quartet


Una piccola musica notturna che non smette d’incantare dopo 227 anni. Ed eccoci davvero al culmine di questo breve viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta della Serenata in musica, che avevamo iniziato con le delicatezze orchestrali di Johannes Brahms. Abbiamo scelto questo video di YouTube per provare a darvi una sensazione immediata dell’atmosfera che si respirava a Vienna nel 1787, quando Mozart mise mano a questo gioiello, la celeberrima “Eine Kleine Nachmusik”, la sua Serenata KV. 525: lavoro della maturità. come segnala il numero del catalogo Kothel. I bravi musicisti del Gewandhaus Quartet – formazione classica di due violini, viola e violoncello, più l’aggiunta di un contrabbasso – suonano qui nella totale solitudine: loro e la musica di Mozart, tutto intorno il vuoto.
All’attacco della “Romance”, primo movimento di questa Serenata notturna composta nell’estate del 1787 – tra una pausa e l’altra del lavoro principale di quell’anno, la partitura operistica del Don Giovanni – non è così impossibile immaginare la vita (e la vitalità, nel senso di gioia e benessere) che vi danzava e abitava intorno verso la fine del Settecento: un elegante cortile, il giardino di un palazzo principesco, le sale di un castello, la nobiltà e lo sfarzo, parrucche e ventagli, cicisbei e attendenti, lacchè e damigelle di corte. E in mezzo a questo sciame di vita ormai galante e rococò, che non chiedeva altro che qualche melodia per accompagnare conversazioni e rinfreschi, Mozart con pochi ed essenziali tratti armonici raggiunge le vette della propria arte, mentre l’eleganza e la semplicità apollinea, dunque “classica”, della linea melodica rivelano la maestria raggiunta dal compositore nel periodo viennese.
Abbiamo volutamente scelto di non riproporvi l’Allegro iniziale perché ampiamente saccheggiato, e dunque riconoscibilissimo e quasi scontato, da spot e ambientazioni sonore di ogni tipo, suonerie per cellulari e jingle di segreterie telefoniche. Ma già la Romanza, il secondo movimento dei quattro scritti da Mozart, si è salvata dalla barbarie delle riduzioni pop-elettroniche e rivela a chi ascolta la sua levigata linea melodica, quella capacità dell’Amadeus ormai celebre a Vienna (ma mai largamente accettato alla corte dell’imperatore Giuseppe II, figlio di Maria Teresa d’Austria, come per esempio un Salieri) di entrare in empatia anche con chi non ha mai frequentato la grande musica e tuttavia coglie, quasi inconsciamente, nelle sue strutture armoniche, una serenità immediata, la facilità di infondere calma interiore: e non per niente negli Stati Uniti, dove è da anni si pratica con metodo la musicoterapia, anche per i malati terminali, Mozart è ripreso a piene mani.
Divertimenti, Cassazioni, Serenate, musiche notturne: abbiamo visto che in quest’epoca erano la stessa cosa, quel gusto settecentesco di far musica insieme e di insieme. Con pagine di ascolto leggero e dalla scrittura lineare, mai cerebrale, certamente lontana dal quartetto “delle Dissonanze” che Mozart mette sul pentagramma due anni prima della Nachmusik, anticipando di oltre un secolo il Novecento delle Avanguardie, come se avesse compreso dove saremmo arrivati. Dunque, movimenti di danza senza pretese, passaggi solistici e virtuosistici, dedicati a esecutori bravi e di talento, ma non necessariamente professionisti. Suoni tenui, timbri spesso giocati sulle sfumature dei fiati più che degli archi, o in un sapiente impasto delle sonorità strumentali. Ecco, le Serenate e i Divertimenti erano questo: limpidezza, leggerezza, accompagnamento, tappeto sonoro.
Ma Mozart era Mozart. E dunque ciò che era “semplice” e di “piacevole ascolto” diventava, nelle sue mani, qualcosa in più. Intrattenimento, sì. Però con esiti compositivi che sfiorano, per alcune di queste musiche di diffusione ambientale, e di svago in occasione di ricevimenti e banchetti, esiti molto lontani dall’occasione formale per cui erano stati pensati, in termine di bellezza assoluta. Così è stato, ad esempio, per altri due sublimi capolavori che abbiamo già incontrato: il Divertimento KV. 563 e un’altra Serenata, la “Gran Partita” KV. 361 per fiati. Il primo è un Trio nel quale, come ha scritto il musicologo Charles Rosen, «la sintesi della scrittura “dotta” a tre parti e la freschezza popolare si fondono senza ambiguità e senza sforzo». Il secondo è una meraviglia di fantasia timbrica per soli fiati capace di donare energia e luminosità grazie all’impasto magico fra clarinetti, corni di bassetto, oboi e fagotti.
E un altro esempio luminoso è certo questa “Eine Kleine Nachtmusik”. Come ricostruisce il musicologo Arrigo Quatrocchi, «nel corso dei suoi anni salisburghesi Mozart aveva scritto un alto numero di composizioni per simili circostanze, ma il piccolo mecenatismo frequente nell’ambiente provinciale di Salisburgo cedeva il passo a Vienna a rapporti più sofisticati fra committenti e compositori». Come dire, il servizio “ingessato” presso l’arcivescovo Colloredo a Salisburgo, fatto forse più di musica sacra e rigorosa, non avrebbe permesso al compositore di volare così alto come nella Serenata KV. 525, frutto di libertà creativa, di commissioni ricche e meno austere, e dell’atmosfera più cosmopolita e frizzante di Vienna. «La maestria di Eine kleine Nachtmusik – prosegue Quattrocchi – consiste proprio nell’aderire compiutamente alle regole "semplici" della Serenata con un artigianato inappuntabile, rivelando però a tratti la mano inconfondibile dell’autore, che guarda con più matura consapevolezza e quasi con distacco a un genere che già allora era sul punto di essere abbandonato».
Forse, è una supposizione, Brahms ha guardato a questo capolavoro mozartiano per scrivere le sue due Serenate per orchestra, inseguendo il suo modello ideale ancorandosi, mentre la musica stava già cambiando ed era sottoposta alle sollecitazione armoniche e teatrali wagneriane, all’amata “forma sonata” che Haydn e Mozart avevano perfezionato, trovando in essa la forza di resistere ai tumulti di fine Ottocento.
Buon ascolto.

top

Per approfondire l'ascolto

1) Wolfgang Amadeus Mozart
Eine Kleine Nachtmusik – Gran Partita
Moscow Chamber Orchestra (Denon, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

2) Wolfgang Amadeus Mozart
Divertimento KV 563 – Fugue Kv 404a
Grumiaux Trio (Philips, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

3) Wolfgang Amadeus Mozart
Eine Kleine Nactmusik – Posthorn Serenade – Serenata notturna
Academy of St. Martin in the Fields; Neville Marriner, direttore (Decca, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

top

Parole chiave:
Forme musicali - Musica da camera - Serenità

Stampa

© 2014 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio