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Violoncello e pianoforte: canzoni di speranza e di sollievo (Jerome Kern, Ol’ Man River)

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22/12/2020

Proposte di ascolto di Pino Pignatta

Jerome Kern
Ol’ Man River
Arrangiamento cameristico di Roderick Williams
Yo-Yo Ma, violoncello; Kathryn Stott, pianoforte
La scorsa puntata ci siamo lasciati con il compositore francese Gabriel Fauré, che ha segnato in modo indelebile la musica da camera nella seconda metà dell’Ottocento con la Sonata per violino Op. 13. A distanza di 145 anni da quel capolavoro, vi proponiamo un altro meraviglioso ascolto cameristico, che sboccia da tutt’altro materiale sonoro, una delle song americane più celebri di sempre, “Ol’ man river”: un classico intramontabile interpretato dai più grandi vocalist, e nei più diversi arrangiamenti, ma qui trattato come musica da camera pura in un arrangiamento strumentale per violoncello e pianoforte di Roderick Williams.
“Ol’ Man River”, musica di Jerome Kern e parole di Oscar Hammerstein II, è una canzone del 1927 tratta dal musical “Show Boat”, che racconta le lotte e le fatiche degli afroamericani lungo il Mississippi. E questo arrangiamento cameristico, solo strumentale, è una delle tracce dell’ultima fatica discografica del violoncellista Yo-Yo Ma. S’intitola “Songs of comfort and hope” e ha come partner pianistico l’inglese Kathryn Stott. “Hope” significa speranza, e la speranza è un seme da sempre gettato, attraverso la musica, in queste proposte di ascolto. Ma è soprattutto la parola “comfort” ad essere in perfetta sintonia con il nostro spazio musicale: perché nell’accezione italiana significa comodità, agio; in inglese, invece, “comfort” deriva dal francese antico con tutta un’altra accezione semantica: è ciò che dà forza, che lenisce. Dunque il nuovo disco di Yo-Yo Ma è una proposta musicale che insegue intende regalare fiducia e consolazione, proprio come i nostri articoli.
Non solo: il risultato immediato di questa incisione è una bellissima operazione di avvicinamento alla musica da camera. Si parte da pezzi intramontabili come “Over the rainbow”, tratto dal Mago di Oz, o “Gracias a la vida”, di Violeta Parra, che sapientemente alternati con le Romanze senza parole di Mendelssohn, o il Peer Gynt di Edvard Grieg, espandono il repertorio, fanno innamorare della cameristica, su un terreno assolutamente tonale, spingendo dunque avanti il gusto e aprendo la strada ad altri capolavori ben più nobili, ma non per tutti immediatamente accessibili. Insomma, passando di qui, e lasciandosi conquistare, si può arrivare alla profondità delle Sonate brahmsiane.
Spiegano il violoncellista statunitense, nato in Francia da genitori cinesi, e la pianista Kathryn Stott: «Cinque anni fa abbiamo creato un album chiamato “Songs from the Arc of Life”. Era da tempo che avevamo il desiderio di esplorare ulteriormente questo mezzo espressivo, il duo violoncello-pianoforte, ma non avremmo mai immaginato che il catalizzatore sarebbe stato una pandemia che ha radicalmente riorganizzato i nostri modi di vivere. “Songs of Comfort and Hope” è stato concepito nell'aprile 2020 quando le persone di tutto il mondo stavano entrando in un periodo drammatico, in cui siamo stati separati dai nostri cari e molti erano stremati dalla paura e dall’isolamento».
Le canzoni dell’album, leggiamo sul libretto che accompagna il Cd, sono «piccole capsule temporali di emozioni: possono contenere sogni e desideri perduti da tempo e sentimenti di grande spirito, ottimismo e unità. Sono brani che rendono omaggio ai campioni musicali della giustizia sociale, come Paul Robeson e Violeta Parra, e ai “trovatori” della nostra gioia, immaginazione e tristezza, compositori classici del Novecento come Francis Poulenc e Benjamin Britten. Sono creazioni che, come scrisse una volta Felix Mendelssohn, esprimono pensieri che “non sono troppo indefiniti per essere espressi a parole ma, al contrario, troppo definiti”. Alcune di queste canzoni hanno toccato milioni di persone, altre indugiano nel cuore di pochi».
Ancora due parole su Ol’ Man River, anche se è un classico conosciutissimo, cantato per la prima volta anche da Bing Crosby, l’indimenticabile crooner di White Christmas. Scritto come dicevamo per il musical “Show Boat”, un melodramma a sfondo razziale elaborato dal punto di vista di uno scaricatore di colore sul Mississippi, è stato interpretato, tra gli altri, da Frank Sinatra, Ray Charles, Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli, ma è passato alla storia nella versione di un artista nero, Paul Robeson, nella riduzione cinematografica del 1936. Robeson canta con voce potente, di basso, la melodia principale. E Roderick Williams ha assegnato questa tessitura alle note più gravi del violoncello, rispettando dunque, con cameristica meraviglia, l’atmosfera di quella dolorosa parabola umana. Yo-Yo Ma fa la sua parte. Ed è tutto da ascoltare.

Per approfondire l'ascolto

1) Songs of Comfort and Hope
Yo-Yo Ma, violoncello; Kathryn Stott, pianoforte
(Sony Music, disponibile anche sugli store digitali)

2) Songs from the Arc of Life
Yo-Yo Ma, violoncello; Kathryn Stott, pianoforte
(Sony Music, disponibile anche sugli store digitali)

3) Johannes Brahms
Sonate per violoncello e pianoforte
Mstislav Rostropovich, violoncello; Rudolf Serkin, pianoforte
(Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)
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