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26/01/2016

Una salita vertiginosa verso la meraviglia (Johannes Brahms, Trio per pianoforte, violino e violoncello Op. 8)




Johannes Brahms
Trio per pianoforte, violino e violoncello No. 1 Op. 8
Allegro con brio. Con moto – Scherzo. Allegro molto. Trio: Meno Allegro – Adagio non troppo – Finale. Allegro molto agitato
Marc-André Hamelin, pianoforte; Joshua Bell, violino; Steven Isserlis, violoncello


E’ una bella rivincita (non che ne avesse bisogno, visto che sta nell’Olimpo degli dei cameristici) per il “burbero” e “orso” Johannes Brahms. L’uomo dei ghiacciai malinconico e solitario, che d’estate componeva nei rifugi sulle Alpi e d’inverno suonava nei caffè di Vienna, innamorato (forse) segretamente di Clara, vedova di Robert Schumann, e mai corrisposto, diventa “trendy”, proprio grazie a quella sua sensibilità lirica che gli ha fatto toccare le vette della nostalgia, della malinconia. Certo, per un’operazione discografica di marketing: ma che soddisfazione! E dunque accade che nel negozio digitale di Apple Music, settore “Classica”, disponibile sia per l’acquisto sia per il semplice streaming, è comparso un disco che solo dieci anni fa sarebbe stato impossibile trovare confezionato in questo modo, molto rispettoso della letteratura e insieme molto “pop”: 40 brani misti di Brahms, esecutori vari ma tutti di buona levatura, 4 ore e 23 minuti di musica. Titolo: “Chill out with Brahms”. Per “Chill out” di solito s’intende, in un contesto commerciale e frivolo, un’antologia di brani ambientati in contesti musicali zen, che intendono proporre atmosfere “lounge”, di profonda introspezione, di ricerca dell’equilibrio vitale.
Di solito è musica spazzatura. Ma ci fa piacere, e anche un po’ sorridere, che questo concetto di pace interiore sia stato proposto assemblando alcuni gioielli, cameristici e non, di uno dei più grandi geni della musica. Magari servisse a far scoprire a chi si avventura tra queste proposte discografiche che non c’era bisogno di tanti distillati “new age” per guardarsi dentro e dare una colonna sonora alle proprie inquietudini, alle proprie sofferenze, ai disagi, alle frustrazioni, o ai lampi di luce e di azzurro. D’altronde bastava ascoltare (ma felici che il “chill out” lo faccia scoprire ora) questa pagina di Johannes Brahms, il Trio per pianoforte, violino e violoncello No. 1 Op. 8, un lavoro dei suoi vent’anni, con un Allegro con brio iniziale introdotto dal pianoforte, e a ruota subito dagli archi, di bellezza purissima, che è stato definito “genuino e seducente come un canto di montagna”.
Un lavoro iniziato in un periodo positivo per Brahms, che guarda con ottimismo al futuro: lo scrive nell’estate 1853, mentre è in viaggio lungo il Reno, e lo completa l’anno successivo ad Hannover, dove il compositore si è stabilito in un’atmosfera serena, alla presenza degli amici e dei coniugi Schumann. Una partitura terminata tre mesi dopo essere stato “rivelato” in modo lungimirante proprio da Schumann con l’articolo “Neue Bahnen”, Nuove Vie, apparso sulla Neue Zeitschrift für Musik, che fa di Brahms la nuova stella di metà Ottocento.
Se l’Allegro, il primo movimento del Trio, trova la sua personalità nel gioco sublime dei tre strumenti, giungendo a regalare un abbraccio luminoso a tutta la pagina, il secondo movimento, lo Scherzo, è una salita vertiginosa verso la meraviglia. All’inizio parte quasi in sordina, timido e riservato, come d’altronde era il suo autore, cercando di contenere l’energia e il dinamismo che fanno di questo Trio – per tutta la durata dei quattro movimenti, tra contrappunti, slanci lirici e fraseggi impossibili da dimenticare – un formidabile serbatoio di emozioni terapeutiche per la generosa cantabilità degli sprazzi melodici. Poi lo Scherzo entra nel vivo e libera la sua espressività, dando vita anche a una notturna atmosfera fatata, tra il nordico e il fiabesco.
E che dire del terzo movimento, l’Adagio? Sembra impossibile, dopo aver scritto, a 20 anni, due movimenti come l’Allegro e lo Scherzo, mettere ancora sul pentagramma della musica così, intensissima, una sorta di corale solenne e misterioso, tanto che in alcuni passaggi (nel video che vi proponiamo, per esempio, tra il minuto 20:05 e il minuto 22:37) sembra di avvertire quasi una presenza bachiana nel fluire della musica: un paesaggio senza forma, senza sostanza, interamente pervaso da un tono estatico, a tratti lunare, a tratti preromantico, a tratti gotico, in alcuni istanti vicino alle profondità di un’improvvisazione jazz. E poi cambia ancora, con agilità camaleontica, e si trasforma in una struggente melodia affidata al violoncello, una splendida cantilena che secondo i musicologi deriva dal dodicesimo Lied dello “Schwanengesang” di Franz Schubert.
Bellissimo il dialogo iniziale, in uno gioco di specchi, tra il violoncello e il violino nel quarto movimento – Finale, Allegro molto – che resta un po’ mascherato in apertura e svela tutta la sua cantabilità soltanto alla fine, in un linguaggio ricco di contrasti e chiaroscuri. E qui va detto, come alcune volte segnaliamo in queste “proposte di ascolto”, che alcuni artisti più di altri davanti a una partitura lasciano interpretazioni indelebili, che rimangono punti di riferimento. E’ il caso dell’Istomin-Stern-Rose Trio, che per questa Op. 8 di Brahms non deve assolutamente mancare dalla vostra collezione: la massima fusione d’intenti possibile tra pianoforte, violino e violoncello. La conclusione dell’Allegro è un crescendo trascinante, sempre sostenuta da quelle sfumature liriche e melodiche che sono il tratto stilistico di Brahms, la sua firma, quel modo di comunicare l’alternanza infinita di emozioni che hanno accompagnato la sua vita, tra slanci entusiastici per le gioie dell’esistenza e cadute vertiginose nella solitudine. Nessun’altra musica incarna meglio, a livello interiore, questa contrapposizione di sentimenti. Altro che “chill out”: qui siamo proprio tra i più grandi. Intorno ci sono solo Bach, Beethoven e Mozart. E non sapremmo in quale ordine.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Brahms-Schubert-Mendelssohn
The Istomin-Stern-Rose Trio Recordings (Sony Classical, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

2) Johannes Brahms
The Piano Trios
Beaux Arts Trio (Universal International Music, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) Johannes Brahms
Sestetto Op. 18 & Piano Trio No. 1
Isaac Stern & Pablo Casals Consort (Sony Classical, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

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Parole chiave:
Musica da camera - Serenità - Strumenti musicali

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