Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

12/05/2020

Un viaggio in Italia che toglie il fiato (Richard Strauss, Aus Italien, Fantasia sinfonica Op. 16)


Proposte di ascolto di Pino Pignatta


Richard Strauss
Aus Italien (Dall’Italia), Fantasia sinfonica Op. 16
Orquesta Sinfónica de Xalapa; Iván López Reynoso, direttore


E’ magnifica la musica di cui parliamo questa settimana. Il pretesto è un disco della Cleveland Orchestra, sul podio Franz Welser-Möst, che uscirà il 5 giugno, con un repertorio ricco di classica e contemporanea, da Beethoven a Edgar Varèse, ma di cui è stata data un’anticipazione sugli store digitali con il solo “Aus Italien” di Richard Strauss, Fantasia sinfonica Op. 16, scritta nel 1886. Un’incisione splendida. E’ sempre meraviglioso, se si ama davvero la musica, sentire dei professori che suonano così bene, nell’atto di restituire a noi ciò che il compositore ha indicato sul pentagramma, strumento per strumento, timbro per timbro, colore per colore. Tuttavia, anche le interpretazioni più riuscite, e questa lo è, se non conosciamo l’intento, la storia, la scintilla iniziale, rischiano di consegnarci un’immagine superficiale dell’arte, che non guarda all’intenzione del compositore, alla sua ispirazione.
E’ vero più per alcune musiche che per altre. Crediamo lo sia per questa Aus Italien (Dall’Italia). Strauss ha 22 anni quando viaggia per la prima volta in Italia, si ferma a Roma e a Napoli, e annota le impressioni suscitate in lui dalle bellezze naturali e artistiche dei paesaggi del Centro e del Sud. Dunque, godiamoci i professori d’orchestra, la bellezza del loro gesto, la perfezione del suono. Ma a un secondo, un terzo, ascolto soffermiamoci sul senso profondo della partitura, proviamo a farci conquistare da ciò che Strauss ci ha lasciato davvero in questa pagina, che segna il passaggio di un giovane musicista dalle forme classiche alle ambizioni della musica a programma.
Mai come ora, forse, possiamo comprendere l’emozione del compositore. Siamo entrati da pochi giorni nella fase 2 dell’emergenza sanitaria del Covid-19. Finalmente ci è permesso fare una passeggiata, andare in un parco, camminare in un bosco. Goderci un panorama, una spiaggia, una campagna. Un’attività che non può che farci stare bene, essere di giovamento per il corpo e la salute, migliorare il nostro umore, risvegliare il noi un sentimento di bellezza nei confronti della natura. E qui Strauss ce lo dice in musica: è proprio in una campagna – attraverso il movimento iniziale di Aus Italien, il primo dei suoi poemi sinfonici – che ci accompagna il compositore tedesco. La Fantasia, infatti, si apre con un Andante, che nello spirito della musica descrittiva ha come titolo “Nella campagna romana”, seguito da altri tre movimenti (Tra le rovine di Roma, Sulla spiaggia di Sorrento, Vita popolare a Napoli) che compongono l’intero lavoro.
E’ dunque importante, proprio perché si tratta di una musica a programma, sapere che cosa racconta questa musica, lasciando fluire la nostra immaginazione, che è poi l’intenzione di uno Strauss ventiduenne particolarmente ispirato: farci fare un meraviglioso viaggio.
A colpirci immediatamente, dopo l’iniziale incedere lento, quasi epico, wagneriano – che sembra preludere a una desolazione più che a una fascinazione – è la melodia. Il fluire di una melodia piena, cantabile, italiana, che ci riempie d’orgoglio non solo per le bellezze del nostro Paese, ma anche per quello che gli altri, il resto del mondo, vedono di noi, per ciò che i nostri paesaggi, le nostre meraviglie, suscitano nel loro animo. In questo caso, sono gli occhi di un giovane tedesco a emozionarsi, a colorare con l’orchestra la tela della sua partitura, in un linguaggio fortemente mediterraneo: nonostante, come ha scritto il musicologo Vito Levi in occasione di un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia, Strauss porti con sé «qualche vibrazione della Sehnsucht, della nostalgia romantica tedesca».
Quando inizia la sezione più melodica, il diffondersi a piene mani, con generosità, del fraseggio più commovente (e qui più riuscirete ad alzare il volume del vostro impianto più vi troverete immersi nello splendore di questa campagna romana), l’esposizione sinfonica è potente, suggestiva, illustra la nostra bella Italia con convinzione, con colori e calore. Strauss si emoziona, è percepibile nella suo linguaggio armonico lo sguardo di stupore sul paesaggio italiano, un insieme di sensazioni fortissime, dipinte con sapiente uso dell’orchestrazione, di cui si rivela maestro seppur ancora giovane; e si ascolta un canto di ampio respiro, fortissimi, pianissimi, alternati a silenzi, in una contrasto dinamico acceso, che fa ricorso alla timbrica, alla voce propria di ogni strumento per raccontare la bellezza, per descriverla.
In un articolo scritto dallo stesso Strauss sul giornale “Allgemeine Musik Zeitung” nel 1889, «Auf der Campagna riproduce lo stato d’animo del compositore nel vedere l’ampia distesa della campagna romana immersa in un bagno di luce solare, dove il punto d’osservazione è Villa d’Este, a Tivoli». Ma non è l’unico movimento che può darvi gioia, che può essere lenitivo per momenti di tristezza, di sofferenza, di malinconia. Il nostro consiglio è di ascoltarla tutta, questa Fantasia sinfonica. Molto suggestivo, per esempio, è anche il terzo movimento, “Am Strande von Sorrent”. Scrive Cesare Orselli nella sua bella biografia su Richard Strauss (Edizioni Epos): «Un terzo tempo che traduce in musica le voci della natura, dal sussurro del mare al canto degli uccelli, al frusciare delle foglie, con una delicatezza di colore armonico e timbrico di gusto impressionistico e vagamente esotico: Debussy infatti ammirava, di Aus Italien, proprio questo movimento».
Alla fine di tutta la composizione torna il tema iniziale di “Auf der Campagna", un senso di quiete, di benessere interiore che possiamo fare nostro grazie alla musica, capace di esprimere, con le stesse parole di Strauss «nostalgia per la pace della campagna romana», pur in mezzo a una vorticosa tarantella napoletana.
Buon ascolto.

top

Per approfondire l’ascolto

1) Richard Strauss
Aus Italien – Don Juan
Berliner Philharmoniker; Riccardo Muti, direttore (Universal, disponibile anche sugli store digitali)

2) Richard Strauss
Till Eulenspiegel Op. 28 – Also Sprach Zarathustra Op. 30 – Salome, Danza dei sette veli Op. 54
Berliner Philharmoniker; Herbert von Karajan, direttore (Deustche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

3) Richard Strauss
Metamorphosen – Tod und Verklärung
Berliner Philahrmoniker; Herbert von Karajan, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

top

Parole chiave:
Bellezza - Musica a programma - Natura

Stampa

© 2020 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio