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03/09/2019

Un magico minuetto, e la vita è più leggera (Georg Friedrich Händel, Minuetto dalla Suite per clavicembalo HWV 434)




Georg Friedrich Händel
Suite per clavicembalo HWV 434
Minuetto
Khatia Buniatishvili, pianoforte


Si finisce sempre per ascoltare poco il compositore tedesco Georg Friedrich Händel, protagonista della grande musica nella prima metà del Settecento, insieme ai suoi compagni di viaggio del Barocco maturo, e cioè Vivaldi, Rameau, Scarlatti, e soprattutto Bach, con il quale condivide il medesimo anno di nascita, 1685. Autore di suggestive pagine strumentali, espresse nei suoi sei Concerti grossi, e di un certo numero di Sonate per uno strumento e basso continuo, e poi di notevoli partiture orchestrali, come le Musiche sull’acqua, suite barocca celeberrima formata da vari brani in forma di danza, diretta dallo stesso Händel nel luglio 1717 per accompagnare le gite del panfilo reale sul Tamigi. E poi, ovviamente, si potrebbe dire che Händel è il compositore delle opere teatrali e degli oratori – come il Messiah, custode di quell’Alleluiah che vende dischi ancora oggi – grazie ai quali divenne una star a Londra, dove si era stabilito nel 1712. Oratori che ne hanno fatto la fortuna non solo musicale, ma anche finanziaria, perché Händel diventò ricco e potente in Inghilterra.
Tuttavia, Händel non tralasciò mai la composizione per clavicembalo, al quale dedicò numerosi lavori – suite, fughe, fantasie, preludi, ciaccone, ouverture, minuetti – che raccolsero un convinto successo presso il pubblico del suo tempo, ma che finirono per essere inevitabilmente messi in ombra dagli oratori, dai concerti grossi, più adatti a glorificare la corte e la nobiltà inglese. Per esempio, fra le sue “Suites de piéces pour le clavencin”, pubblicate prima ad Amsterdam nel 1732 e l’anno seguente a Londra, c’è la Suite I HWV 434, strutturata su un Preludio, una Sonata (Allegro), un’Air (con cinque Variazioni) e un Menuet in Sol minore finale che è un autentico gioiello di intarsio e melodia. Ve lo proponiamo qui in un bel video della pianista georgiana Khatia Buniatishvili, 32 anni, musicista assai apprezzata nelle sale da concerto ma osteggiata da una certa critica purista perché infonde nelle proprie interpretazioni una carica di sensualità ritenuta eccessiva.
Le Suites di Händel sono nate per la tastiera del clavicembalo, ma vengono eseguite da decenni sul pianoforte, come gran parte del repertorio rinascimentale e barocco, con esiti non sempre filologicamente accettabili. L’interpretazione della Buniatishvili è assai lontana dalle purezze immaginate da Händel nella prima metà del XVIII secolo. L’approccio filologico è inesistente, se non nel gusto per i trilli, per gli abbellimenti, anche se non si arriva alla complessità delle ornamentazioni barocche. Non c’è neppure l’ombra di un uso clavicembalistico, in senso timbrico, della tastiera del pianoforte come ascoltiamo magnificamente nell’Orlando Gibbons o nel Bach di Glenn Gould. Khatia Buniatishvili fa largo uso del “pedale” pianistico per porgerci una musica nata nel Settecento su corde pizzicate. La sua interpretazione non ha, da questo punto di vista, alcuna giustificazione. Tuttavia, se volete innamorarvi di Händel, se volete entrare in sintonia con la sua raffinata melodia, prima di ascoltare il suono originale di un clavicembalo cominciate da Khatia sul pianoforte: c’è in questa lettura un amore per la musica che può conquistare a un repertorio sterminato, un po’ come accade quando Horowitz suona Scarlatti, o quando Fournier esegue le Suite per violoncello di Bach.
Il Minuetto di Händel suonato da Khatia Buniatishvili è così: magico, anche se filologicamente non ineccepibile. Ma la musica d’arte deve passare anche da queste letture per toccare un nuovo pubblico, per emozionare nuove generazioni. E poi chi l’ha detto che l’unico modo di suonare il Barocco sia di rifarsi ai manuali di prassi esecutiva dell’epoca? Può un’emozione essere suonata solo in un modo? Questa pagina non ha alcuna indicazione “a programma”, siamo nel Settecento e la più parte delle composizioni erano su commissione. Non ha uno scopo, se non, forse, l’occasione di mostrare la maestria del compositore sull’organo e sul cembalo. Il Minuetto tratto dalla Suite per clavicembalo HWV 434 è musica pura: emergono una dolcezza infinita, forse una leggera malinconia, e la sensazione forte che i suoni possano essere un balsamo per le nostre sofferenze. “Langsam schreitend”, avanzando lentamente, scrive Händel in partitura. Come in certe giornate in cui tutto è lento e dolente. Ma ascolti questo, e la vita è più leggera.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Händel & Bach
Trascriptions for Piano
Roberto Cominati, pianoforte (Acousence Classics, disponibile anche Apple Music e Google Play)

2) Georg Friedrich Händel
Concerti grossi Op. 6 Nos 1-12
Il Giardino Armonico; Giovanni Antonini, direttore (Decca, disponibile anche Apple Music e Google Play)

3) Georg Friedrich Händel
The complete Water Music
Consort of London (Collins Classics, disponibile anche Apple Music e Google Play)

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Parole chiave:
Consolazione - Interpretazione musicale - Musica antica - Serenità - Strumenti musicali

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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