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24/12/2017

Un dolce conforto nella meraviglia del Natale (Johann Sebastian Bach, Dalla cantata sacra "Süßer Trost, mein Jesus kömmt", Bwv 151)




Johann Sebastian Bach
Dalla cantata sacra “Süsser Trost, mein Jesus kömmt”, Bwv 151
Concerto Copenhagen; Katy Bircher, flauto traverso; Maria Keohane, soprano; Lars Ulrik Mortensen, organo e direzione


Doveva essere innamoratissimo, spiritualmente e musicalmente, del Natale, Johann Sebastian Bach, se coltivava con amore e passione il pensiero di prolungarne la dolcezza, la serenità e la benefica influenza sul nostro equilibrio, interiore e fisico, anche nei giorni seguenti la Natività. Nel suo incarico di Kantor alla Thomasschule di Lipsia, iniziato il 30 maggio 1723 dopo la decisione del Consiglio comunale, posto affidato a quell’epoca sempre a una figura di eminente artista, Bach aveva un compito gravoso: seguire la formazione dei piccoli allievi e del coro della secolare scuola, occuparsi della vita musicale della principale chiesa della città e comporre brani per ogni domenica e festività dell’anno. Pensate che immensa mole di lavoro.
E così fece per onorare il suo ufficio, ovviamente, e soprattutto, anche a Natale, componendo alcune delle più toccanti Cantate sacre della sua immensa produzione, più di 200 numeri di catalogo, più una cinquantina di Cantate profane. Per esempio, proprio nell’anno della sua nomina a compositore di chiesa alla Thomaskirche, in occasione del 25 dicembre 1723, il Kantor scrive un gioiello commovente: la cantata BWV 63, “Christen, ätzet diesen Tag” (Cristiani, scolpite questo giorno), dove l’aria-duetto “Ruft und fleht den Himmel an, Kommt, ihr Christen, kommt zum Reihent” (Invocate e implorate il cielo, venite, cristiani, venite a danzare), per tenore e contralto, spesso eseguita con tenore e controtenore, trasmette la gioia e la letizia del Natale più di tante parole e doni sotto l’albero.
Appena due anni dopo, nel 1725, Bach firma un altro capolavoro per il 25 dicembre: la cantata BWV 110 “Unser Mund sei voll Lachens” (La nostra bocca rida di gioia), con pienezza di timpani, flauti traversi, oboi, oboi d’amore, oboi da caccia, fagotto, archi, basso continuo e coro, eseguita al servizio mattutino delle ore 7 alla Chiesa di San Tommaso a Lipsia, con un formidabile attacco che riprende l'inizio dell’Ouverture n. 4 per orchestra (BWV 1069), e scolpisce come poche altre pagine, in stile festoso, la solennità della festa. A seguirne il testo si parla di gioia, di pensieri e meditazioni che s’innalzano, di dolore per il Figlio dell’uomo, di pace.
Ma il Kantor non si accontenta di illuminare con la sua musica la liturgia della mattina di Natale. Siamo andati indietro con il calendario a quel giorno del 1725: era un martedì. Bach si mette ancora al lavoro dopo aver composto per la festa comandata, come il contratto e lo stipendio gli impongono, per riempire interamente di musica questo periodo che scalda il cuore di bambini e adulti in tutto il mondo della cristianità, facendone per i suoi contemporanei un tempo di suoni, di canti, di luce, e oggi anche di calma interiore, di felicità, di sollievo, di relazioni e di “cura” per ogni uomo e ogni donna del pianeta. E allora due giorni dopo la cantata BWV 110 “Unser Mund sei voll Lachens”, il 27 dicembre 1725, un giovedì, presenta alla Thomaskirche un altro capolavoro immenso, eseguito questa volta al servizio del Vespro, alle ore 13: la Cantata sacra BWV 151, “Süßer Trost, mein Jesus kömmt” (Dolce conforto, il mio Gesù viene), quel dolce conforto che Bach ci lascia in musica prolungando la meraviglia del Natale e del suo messaggio di speranza e consolazione.
Ecco il testo completo della prima Aria della Cantata, in tedesco e in italiano, per seguire la musica:

Süßer Trost, mein Jesus kömmt,
Jesus wird anitzt geboren!
Herz und Seele freuet sich,
Denn mein liebster Gott hat mich
Nun zum Himmel auserkoren.

Dolce conforto, il mio Gesù viene,
Gesù è nato ora per noi!
Cuore e anima gioiscono,
poiché il mio amato Dio
mi ha predestinato al paradiso.

Una Cantata, la 151, capace di commuovervi per la bellezza, che si apre con questa incantevole Aria per soprano, flauto traverso e archi, e che secondo il direttore d’orchestra John Eliot Gardiner, fondatore dell’English Baroque Soloists, propone una duplice domanda: «E’ la Vergine Madre in persona che canta una ninna-nanna per il suo bambino appena nato, oppure si tratta di un semplice conforto offerto al fragile credente, attraverso la venuta di Gesù sulla Terra?». Al credente, ovviamente, ma anche a chi credente non è affatto. Perché il testo della Cantata, dopo l’ingresso del soprano nella toccante Aria iniziale, nel primo Recitativo non fa differenza nel destinatario del messaggio: “Erfreue dich, mein Herz, Denn itzo weicht der Schmerz, Der dich so lange Zeit gedrücket” (Gioisci, mio cuore, poiché svanisce il dolore che ti ha oppresso per tanto tempo).
Questo formidabile trittico natalizio, le Cantate BWV 63, 110 e 151, che vi consigliamo per il lungo periodo delle feste, è contenuto in un solo Cd della casa discografica Mirare, che ha come titolo, forse proprio per onorare il desiderio di Bach, “In Tempore Nativitatis”, nell’interpretazione del Ricercar Consort, diretto dallo specialista Philippe Pierlot. Mentre il video che abbiamo scelto per voi da YouTube, con bellissime riprese sul soprano e sul flauto traverso, ci è offerto nella lettura del Concerto Copenhagen, diretto all’organo da Lars Ulrik Mortensen, con una spettacolare performance, per intensità e tenerezza natalizia, della cantante svedese Maria Keohane.
Come spiega il più grande studioso di Bach, il piemontese Alberto Basso, si tratta di una Cantata esente da riferimenti testuali alla Sacra Scrittura: «E’ priva del coro introduttivo e obbedisce a un gusto squisitamente cameristico. L’interesse dell’opera sta tutto nelle due Arie, la 1 e la 3, delle quali la prima è una delle mirabili fra le mirabili creature bachiane: un arabesco, minutamente esposto dal flauto traverso, sul quale si innesta la cantilena del soprano». L’altra Aria, prevista da Bach per contralto, dunque eseguibile in senso filologico anche dai contraltisti, cioè cantanti di sesso maschile che cantano nel registro di contralto grazie allo studio e al perfezionamento del falsetto, è un andante di concezione più libera, dove il protagonista è l’oboe d’amore.
Buon Natale e buon ascolto con l’abbraccio e la grazia senza tempo di Johann Sebastian Bach!

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Per approfondire l'ascolto

1) Johann Sebastian Bach
In Tempore Nativitatis - Christmas Cantatas BWV 63, 110 e 151
Ricercar Consort; Philippe Pierlot, direttore (Mirare, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

2) Johann Sebastian Bach
New Year’s Day Cantatas
Amsterdam Baroque Orchestra & Choir; Ton Koopman, direttore (Challenge Classics, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) Johann Sebastian Bach
Cantatas & Sacred Mastepieces
English Baraque Soloists - John Eliot Gardiner and Monteverdi Choir; John Eliot Gardiner, direttore (Archiv, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

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Parole chiave:
Musica antica - Strumenti musicali

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