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09/02/2016

Un balsamo raro di bellezza e tenerezza (Jean-Philippe Rameau, Les tendre plaintes)




Jean-Philippe Rameau
Les tendre plaintes, da “Piece de Clavencin avec un méthode”
Grigory Sokolov, pianoforte


Una meraviglia, come raramente capita di ascoltare. Più volte abbiamo ricordato che ci sono artisti capaci di lasciare un segno nella storia dell’interpretazione. Ne è un esempio questo pianista, il russo Grigory Sokolov, 65 anni, di San Pietroburgo, da qualcuno considerato una sorta di Glenn Gould dei nostri giorni per la capacità di scavare nel linguaggio di un compositore, di raggiungerlo nelle intenzioni, di amarlo a tal punto da realizzare quasi alla perfezione il suo pensiero musicale, proprio come Gould con Bach. E come Sokolov, che sta facendo impazzire le sale da concerto di tutto il mondo, con le sue letture pianistiche del clavicembalo di Jean Philippe Rameau, contemporaneo di Bach.
Una vita musicale avventurosa, quella di Rameau, che dalla provincia francese, Digione, si sposta nella capitale per affermarsi come musicista, trovando notorietà prima come teorico, per il suo “Trattato di armonia”, uno dei più importanti di tutti i tempi. La sua vera aspirazione, però, era scrivere per il teatro, diventare operista. E così è stato. Come ha spiegato Giorgio Cerasoli in due recenti “Lezioni di musica” su Radiotre, «la vita di Rameau si può dire sia cominciata a 50 anni, e poi per oltre 20 protagonista in mezza Europa con il suo teatro in musica: dalla tragedia, alla commedia lirica, all’opéra ballet. Come Händel, andrebbe conosciuto fondamentalmente dai suoi lavori per il palcoscenico, nei quali parte dalla tradizione di Lully per seguire nuove strade espressive, grazie a un’orchestrazione estremamente variopinta».
Accanto a questo corpus di creazioni per il teatro ci sono i lavori strumentali, quasi tutti pubblicati prima dei trionfi lirici. Dei quattro libri pubblicati per clavicembalo, il primo, del 1706, e l’ultimo, del 1741, contengono un ridotto numero di brani, «ma con Rameau ogni pezzo possiamo definirlo un gioiello». E questo lo si capisce ascoltando i florilegi al pianoforte del russo Sokolov, nella sua attenzione ai dettagli, nella cura degli abbellimenti, grazie agli studi sulle partiture autografe di Rameau e dei clavicembalisti del tempo, come Couperin.
I libri per clavicembalo dati alle stampe da Rameau intorno al 1724-1728 sono i più ricchi e contengono ciascuno brani raggruppati in due tonalità, tanto che si parla sbrigativamente di due Suite. In particolare, la collezione data alle stampe a Parigi nel 1724 s’intitola Piece de clavencin avec un méthode e contiene 24 brani, di cui 13 sono nella tonalità di Mi, minore o maggiore, e i restanti sono in Re, anche qui maggiore o minore.
Ad aprire il secondo gruppo c’è il capolavoro assoluto che ascoltiamo qui nell’interpretazione di Sokolov nella Kammermuisksaal dei Berliner, dove suonano i gruppi da camera e i solisti nei recital più raffinati. E l’identità tra compositore e interprete è così accesa che si fa fatica a comprendere se ciò che, terapeuticamente, ci lascia in un così profondo stato di benessere siano la scrittura e le armonie di Rameau, oppure la lettura che propone l’artista di San Pietroburgo, così vicina al suo ideatore.
Godetevi, nel video di YouTube, già gli applausi iniziali: danno la sensazione che qualcosa di magico stia per accadere, e arrivano certamente da un pubblico con il palato “fine”. Accolgono Sokolov in un concerto per gran parte dedicato ai tesori per clavicembalo di Rameau, fatto di audaci armonie (che scandalizzarono i benpensanti ”lulliani” dell’epoca), di una densa polifonia nella scrittura orchestrale, di un gusto per il timbro e per il colore che anticipa ciò che avverrà all’inizio del Novecento proprio nella musica francese.
Il libro dei “Piece de clavencin” in Re maggiore del 1724 si apre con questo “Les tendre plaintes”, traducibile con “I teneri lamenti”, un movimento lento, “en rondeau”, dal carattere evocativo. Una musica che nelle intenzioni di Rameau forse muove da un’introspezione tutta giocata sulla tenerezza, sulla carezza musicale, dove gli abbellimenti e gli intarsi barocchi, magistralmente eseguiti da Sokolov, contribuiscono a dare spessore al pensiero musicale, a renderlo scultoreo e non aleatorio, a fare di queste note qualcosa a cui possiamo aggrapparci per restare ancorati alla bellezza, un porto sicuro dove rifugiarci per lenire le ferite più intime.
Lo conferma, in modo assai autorevole, un secolo e mezzo più tardi, un altro gigante della musica, Claude Debussy: «Noi avevamo nell’opera di Rameau una pura tradizione francese, fatta di tenerezza delicata e piena di fascino, di giusti accenti, di declamazione rigorosa nel recitativo, priva di quel germanico bisogno di sottolineare coi pugni… Avevamo quel tono di fine eleganza che questa musica mantiene sempre, senza mai cadere nella leziosità, né in contorcimenti di ambigua leggiadria».
Per assaporare tutto questo, oltre al video che abbiamo selezionato per voi, potete ascoltare (e guardare) un altro video raggiungibile a questo indirizzo, dove Sokolov esegue “Les Sauvages”, sesto movimento di una Suite data alle stampe da Rameau nel 1726, “Le nouvelles piece de clavencin”. Un gioiello per la scrittura clavicembalistica e per l’interpretazione, tanto che Filippo Michelangeli, musicista e direttore della rivista “Suonare”, ha scritto: «Ormai non riesco più a pensare a Rameau senza associarlo al pianoforte di Sokolov. E’ un binomio che finirà nei libri di storia della musica».
Ha ragione. Ve ne potrete ulteriormente rendere conto acquistando, in un negozio di dischi o in digitale, l’album “Sokolov: Schubert & Beethoven”, etichetta Deutsche Grammophon, dove in realtà la vera chicca sono 14 minuti di Rameau che da soli valgono il prezzo di copertina. Un balsamo raro. Con una conclusione del Cd che dal compositore francese di metà Settecento fa un balzo in avanti verso l’ultimo Brahms, quello più estatico dell’Intermezzo No. 2 Op. 117. Da perderci il fiato.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Sokolov: Schubert & Beethoven
Grigory Sokolov, pianoforte (Deutsche Grammophon, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

2) Jean-Philippe Rameau
Les Tendre Plaintes
Gustav Leonhardt, clavicembalo (Sony Classical, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) Jean-Philippe Rameau
Les Indes Galantes
Le Concert des Nations; Jordi Savall, direttore (Alia Vox, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

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Parole chiave:
Bellezza - Interpretazione musicale - Musica - Serenità

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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