Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

11/06/2019

Tra nuvole d'oro e d'argento, luce calda e malinconia (Edward Elgar, Serenade per orchestra d'archi, op. 20)




Edward Elgar
Serenade per orchestra d’archi, op. 20
Concertgebouw Kamerorkest


Accade che una proposta sul canale di Rai Radio Classica (la vecchia filodiffusione), o un’uscita discografica appena arrivata nei negozi e negli store digitali, ti facciamo incontrare musica che non sentivi da anni, o una pagina mai ascoltata prima, sorprendente, allargando il campo delle suggestioni e delle emozioni sonore di una vita. E questo ci è successo di recente con due autori entrambi raffinati, seppur lontani come radici musicali e ricchezza di repertorio: dell’inglese Edward Elgar abbiamo riascoltato la Serenata per archi op. 20; mentre del tedesco Richard Strauss abbiano scoperto il Concerto per oboe e piccola orchestra, che vi proporremo la prossima puntata.
Iniziamo dalla pagina scritta dal compositore di Worchester, del quale abbiamo già gustato qui il celebre Concerto per violoncello nell’interpretazione della solista argentina Sol Gabetta. Serenata op. 20 per orchestra d’archi: Allegro piacevole, Larghetto, Allegretto: circa 12 minuti di musica, a seconda delle scelte di metronomo. Qui nel video di YouTube suona la Concertgebouw Kamerorkest, derivazione cameristica della celeberrima Concertgebouw di Amsterdam, una delle formazioni più prestigiose al mondo. Dall’Allegro piacevole al Larghetto, dal Larghetto all’Allegretto: tre temi melodici che si rincorrono, uno più efficace dell’altro nel trasmettervi le emozioni più tenere di Elgar, che muore nel 1934, appena due anni dopo la pubblicazione di quelle Antiche danze e arie per liuto di Ottorino Respighi che abbiamo apprezzato la scorsa puntata, e che con il compositore italiano condivide in quel periodo, ultimi anni dell’Ottocento e primi del Novecento – in un’epoca, lo ricordiamo, dominata dal melodramma – l’amore per la musica strumentale, la sensibilità tardo romantica, l’influenza del sinfonismo di derivazione tedesca. Scrive il musicologo Franco Serpa: «Elgar non è Brahms, non è Strauss, ma non sta troppo lontano né da uno né dall’altro».
E’ questa Serenata il lavoro di Elgar più eseguito nelle sale da concerto di tutto il mondo, nonostante l’istrionico lavoro violoncellistico. Intanto, ricordiamo il significato della parola “Serenata”, la sua evoluzione nella storia della musica. Nel Rinascimento era un brano da intonare, con uno strumento a corde, alla persona amata; nel Barocco diventa un’opera da eseguire all’aperto, una musica di intrattenimento facile da ascoltare, con uno sviluppo melodico e armonico semplice, per il piacere dei nobili frequentatori di giardini e palazzi di corte; nel Classicismo prima e nel Romanticismo poi la Serenata si sviluppa intorno alla costruzione della forma-sonata, in un linguaggio orchestrale più complesso, e in più movimenti. E se oggi negli auditorium di tutto il mondo, e nelle trasmissioni radiofoniche dedicate alla musica classica, si eseguono soprattutto le Serenate di Mozart e le due di Brahms, non possiamo dimenticare che altri compositori hanno lasciato un segno, e fra questi appunto Elgar.
Ascoltiamo allora. Breve composizione in tre movimenti, la Serenade op. 20 trae origine da una suite scritta da Elgar nel 1888. Completata nella primavera 1892, è dedicata al reverendo Walter Whinfield, direttore di una società di costruzione di organi e vicepresidente della Worcester Musical Society, la città dove Elgar era nato nel 1857. Viene eseguita la prima volta in un pubblico nel 1896, ad Anversa, in Belgio. Edward Elgar abbandona in questo brano il fervore patriottico delle marce (Pomp and Circumstance, celeberrime anche queste, non perdetevele) e l’intensità emotiva delle più corpose composizioni per orchestra, le sinfonie. Violinista egli stesso, attento alle sonorità degli archi, infonde nella Serenata un canto di affettuoso lirismo.
Se vi conquisterà l’idea melodica dell’Allegro piacevole iniziale, introdotta da un breve “ostinato” di violini e viole, quasi a voler preparare il terreno alla dolcezza più estrema, e seguita da un secondo motivo, altrettanto equilibrato e sereno, non avrete ancora sentito niente: il Larghetto centrale, in una fantasia compositiva che ricorda il Čajkovskij melodista più maturo, vi colpirà ancora con un altro tema magnifico, da togliere il fiato per la bellezza della frase, in un rincorrersi di giochi timbrici tra la sezione dei violini e quella delle viole, con il registro più grave dei violoncelli che completano l’armonia. Inizia con una scala ascendente e si scioglie subito in un momento di pacata meditazione basato sul continuo evolversi della melodia, anche se questo Larghetto è più ombroso, malinconico, a tratti disperato, rispetto alla freschezza “piacevole” dell’Allegro iniziale. E qui si comprende il lavoro magistrale di accostamento dall’etichetta BIS, che in un disco tutto inglese (oltre a Elgar ci sono Delius e Holst) impagina la Serenata Op. 20 che apre il compact disc con il titolo “Through gold and silver clouds”, Fra nuvole d’oro e d’argento, perché soprattutto in questo gioiello per archi di Elgar si passa dal sole che infiamma e rosseggia il cielo e dà speranza, letizia, ottimismo, luce, calore, benessere, alle nuvole grigie, d’argento appunto, che dipingono un cielo monotono, cinerino, e lasciano la giornata triste e uggiosa. Un alternarsi di emozioni che rispecchia la vita, quella del compositore inglese e la nostra. Ma si torna a respirare un clima di rinascita, di primavera, di rinnovata fiducia con il terzo movimento della Serenade, Allegretto, che propone un tema derivato dalla rielaborazione del motivo iniziale d’apertura, ancora uno spunto melodico cantabile e morbido.
L’Accademia di Santa Cecilia annota: «Meraviglia la schiettezza dell’ispirazione e l’intimità del pensiero musicale, sempre guidato da una sobrietà e dignità di concezione, tipica del vero gentleman di campagna inglese».
Buon ascolto.

top

Per approfondire l'ascolto

1) Edward Elgar (e AA.VV.)
Serenade for strings - Through gold and silver clouds
Wales Camerata (BIS, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

2) Edward Elgar, Antonín Dvořák, Pëtr Il’ič Čajkovskij
Serenades
The Wratislavia Chamber Orchestra (Dux, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) Edward Elgar, Joseph Haydn, Camille Saint-Saëns
Cello Concertos
Mstislav Rostropovich, violoncello; London Symphony Orchestra; Gennadi Rozhdestvensky, direttore (BBC Legends, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

top

Parole chiave:
Emozioni - Forme musicali - Melodia - Musica - Speranza - Tristezza

Stampa

© 2019 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio