Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

01/07/2014

Sulla vetta del pensiero strumentale (Johann Sebastian Bach, Concerto per violino e orchestra BWV 1041)




Johann Sebastian Bach
Concerto per violino e orchestra in la minore, BWV 1041
Victoria Mullova, violino; Accademia Bizantina; Ottavio Dantone, direttore


Di recente, durante una puntata di Radio Tre Suite, un ascoltatore ha lasciato alla redazione questo messaggio: «Ascoltare Bach mi trasporta in un mondo perfetto, dove ogni nota è al suo posto, ci sono tutte, non ne manca una. E’ terapeutico e lenitivo. Nutriente e fonte di vita». Una così appassionata dichiarazione d’amore era riferita al Concerto per violino e orchestra BWV 1041. Difficile dargli torto, ascoltando l’immediata freschezza dell’idea musicale che sgorga dall’Allegro iniziale, l’attacco energico e deciso di tutta l’orchestra, la sensazione di gioia che trasmettono le linee melodiche, l’impianto ritmico e armonico aggraziato da punteggiature in controtempo che rimbalzano tra violini e viole, il virtuosismo ornamentale assegnato allo strumento principale, anche se qui non siamo ancora nel periodo (l’Ottocento) del protagonismo istrionico del solista, ma il violino ha una funzione ancora concertante, cioè di “primus inter pares”, che rivaleggia con gli altri per bravura, come dimostra di fare la russa Victoria Mullova con gli altri musicisti dell’Accademia Bizantina, fondata e diretta da Ottavio Dantone.
Questo piccolo gioiello è stato scritto da Bach durante il periodo, assai prolifico, di creazione strumentale alla corte di Köthen, per la piccola orchestra del suo signore, il principe Leopoldo, dove era maestro di cappella e direttore della musica da camera. E anche qui, come abbiamo fatto nelle ultime puntate, alcune sue lettere ci aiutano a capire meglio i sentimenti di quei giorni, a comprendere meglio l’uomo e il musicista. Siamo intorno al 1720, in un’epoca nella quale l’inesauribile vena lo spingeva a scrivere per il violino (Bach compose una decina di pagine per violino e orchestra, anche se a noi ne sono giunti soltanto tre: il Concerto in la minore BWV 1041, il Concerto in mi maggiore BWV 1042 e il Concerto per due violini in re minore BWV 1043, del quale suggeriamo su YouTube l’ascolto nella versione del complesso californiano Voices of Music), anche in una sorta di competizione con il nostro Antonio Vivaldi: una rivalità a distanza, tutta giocata sugli spartiti che circolavano in Europa. Perché se è vero che non è documentata una conoscenza diretta tra Bach e il “Prete Rosso”, piuttosto improbabile per i musicologi, è altrettanto certo che la fama del musicista italiano si era già diffusa in Germania intorno al 1706, e lo stesso Bach studiò il pentagramma della raccolta vivaldiana “L’estro armonico”. Secondo Alberto Basso, «… misteriosi sono i fili che legano i due musicisti, al punto che risulta persino difficile immaginare qualcosa di analogo nell’intero arco della storia della musica». E anche secondo il musicologo tedesco Alfred Dürr, «Bach accoglie in generale la forma del concerto creata da Vivaldi».
Ma tornando all’epistolario bachiano, una lettera in particolare ci rivela che la sbalorditiva vena creatrice di questo periodo del Bach strumentale cresceva di pari passo con la sua voglia di cambiare ambiente, di trovare un altro posto, una sistemazione più sicura. Insomma, nonostante il periodo alla corte del principe Leopold abbia lasciato a noi tutti una serie impareggiabile di capolavori (tra i quali i Brandeburghesi, le Suite per orchestra, le Sonate e Partire per violino solo), Bach non vedeva l’ora di andarsene da Köthen. A Lipsia si era reso vacante il posto di Kantor presso la Scuola di orchestrali e coristi della Chiesa di San Tommaso (esiste ancora oggi), anche perché era stato in un certo senso “licenziato” l’altro grande compositore tedesco di quell’epoca, Georg Philipp Telemann, rivelatosi non all’altezza del compito. Dunque, il 19 aprile 1723, Bach scriveva al Sapientissimo Consiglio Comunale della città di Lipsia: «…essendosi convenientemente disposto di prendere in considerazione la mia persona, assicuro che nel caso mi sia affidato tale servizio, non soltanto mi renderò libero nel giro di due-tre settimane, ma dichiaro di conformarmi all’ordinamento scolastico, e in particolare di insegnare il canto ai ragazzi che sono stati ammessi alla scuola non solo durante l’orario normale, ma anche in privato, gratuitamente, ed eseguire ovunque come si deve ciò che sono obbligato a fare. Non di meno, se dopo averne avvisato il Sapientissimo Consiglio, mi si rendesse necessario qualcuno che mi sollevasse dall’insegnamento del latino, questi sarebbe pagato di tasca mia, senza nulla richiedere ad alcuno, fedelmente e senza inganno. In fede di ciò, ho redatto di mio pugno questo attestato di garanzia e l’ho autenticato con il mio sigillo».
Bach supera l’esame, vince il concorso e si trasferirà a Lipsia con uno stipendio di 30 talleri e 8 groschen, per un posto, quello di Kantor, che seppure inferiore a quello di Kapellmeister, aveva più possibilità di resistere nel tempo, dava una certa stabilità, e inoltre gli offriva l’opportunità di provvedere al futuro dei figli, dando loro quell’istruzione universitaria che a lui era mancata. Senza contare, come precisa Alberto Basso, «che nel servire presso una corte, quella sicurezza poteva trovare un ostacolo nei capricci di un principe, nei giochi sotterranei delle raccomandazioni, nelle improvvise falle che potevano aprirsi nei bilanci di corte». Fatto sta che un giornale dell’epoca racconta: «Sabato scorso, a mezzodì, giunsero qui da Köthen carichi di suppellettili domestiche appartenenti al già Kapellmeister di quel principe; verso le 2 arrivò su due carrozze il musicista stesso con la sua famiglia, ed entrò nell’alloggio rimesso a nuovo nella Scuola di S. Tommaso».
Mentre tutto questo accadeva, con il Concerto per violino e orchestra BWV 1041 Bach ci regalava la più sublime altezza del suo genio strumentale. Una dialettica straordinaria tra strumento solista e ensemble di due violini, viola e continuo. Su questi due elementi, il Tutti e il Solo, si svolge e si sviluppa il primo movimento, l’Allegro, con una varietà spettacolare di modulazioni, secondo la rigorosa linea architettonica bachiana che come abbiamo qui spesso ricordato punta sempre, spiritualmente, verso l’Alto. L’Andante centrale è basato su un basso ostinato, sorretto da accordi gravi degli archi, contrapposti ai luminosi fraseggi dipinti dal violino solista. Ne scaturisce un dialogo felicemente espressivo e ricco di musicalità. Il terzo e ultimo movimento, Allegro assai, è una sorta di rondò con passaggi sempre più virtuosistici, in cui la dialettica fra i due protagonisti del concerto, il Tutti e il Solo, si fa via via più stringente e ricca di invenzioni melodiche. E qui è davvero evidente, in modo quasi magico, la vicinanza, se non addirittura la sovrapposizione, con lo stile di Antonio Vivaldi, come nel passaggio del video dal minuto 10:35 al minuto 10.45, in un crescendo di bellezza melodica italiana, dove il cimento e la maestria strumentale del compositore veneziano sembrano avere conquistato il cuore e la mente di Bach. Colmandoci di orgoglio.
Buon ascolto.

top

Per approfondire l'ascolto

1) Johann Sebastian Bach
Violin Concertos
Elisabeth Wallfisch, violino; Orchestra of the Age of Enlightment (Erato, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

2) Johann Sebastian Bach
Violin Concertos
Elizabeth Wilcock, Simon Standage; The English Concert; Trevor Pinnock, direttore (Archiv, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

3) Johann Sebastian Bach
6 Brandeburg Concertos; 4 Orchestral Suites
The English Concert; Trevor Pinnock, direttore (Archiv, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

top

Parole chiave:
Musica - Serenità - Strumenti musicali

Stampa

© 2014 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio