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01/09/2020

Suggestioni esotiche di una bacchetta venezuelana (Camille Saint-Saëns, Bacchanale)


Proposte di ascolto di Pino Pignatta


Camille Saint-Saëns
Bacchanale – Dal III Atto dell’opera “Samson et Dalila”
Philharmonie Berlin; Gustavo Dudamel, direttore


Suggestioni esotiche dalla sala austera e al contempo modernissima della Philharmonie, sede dei Berliner, dove il cuore del progetto è la centralità dei musicisti rispetto al pubblico: 2.200 posti a sedere disposti ad anfiteatro intorno al podio, con il direttore che non fa più da barriera fra l’orchestra e gli spettatori, ma realizza il sogno dell’architetto tedesco Hans Scharouner: «Ascoltare musica è un evento collettivo che unisce ascoltatori e artisti». In questo video, l’artista che dirige i Berliner Philharmoniker, al centro di questo magnifico tempio dell’arte sinfonica, è Gustavo Dudamel, 39 anni, venezuelano, violinista oltre che direttore d’orchestra, figlio di un trombonista e di un’insegnante di canto, ma soprattutto figlio di quella straordinaria esperienza di educazione musicale e di didattica che è “El Sistema”, ideato e promosso in Venezuela da José Antonio Abreu, per recuperare tanti giovani abbandonati alla povertà e al crimine.
Intanto, qualche parola sulla pagina qui diretta da Dudamel: il Bacchanale, tratto dal terzo atto dell’opera «Samson et Dalila», del francese Camille Saint-Saëns. Questo brano, il più noto dell’opera, è spesso eseguito come arrangiamento puramente strumentale.
Drammatizzando la vita di Sansone, un eroe leggendario dalla forza prodigiosa, e Dalila, la donna che lo ha sedotto e tradito, l’opera arriva a una conclusione violenta: Sansone è schiacciato insieme ai suoi nemici quando scuote un tempio intorno a essi, e il tempio si abbatte sulla folla. Qualche istante prima quella folla, ora silenziosa, si era radunata per assistere all’umiliazione di Sansone e si era divertita al Bacchanale. Prendendo il nome da Bacco, dio mitologico del vino e della fertilità, il baccanale è una danza che privilegia la sensualità e l’abbandono. Quello di Saint-Saëns si apre con una melodia che potrebbe incantare un serpente. Un pezzo forte in cui Dalila conduce una danza selvaggia, erotica, provocante per schernire Sansone. Il brano inizia con un sensuale assolo di oboe prima che si sviluppi un ritmo costante dell’orchestra stessa. Su quell’impulso, legni e archi portano avanti il tema della danza, con le percussioni che enfatizzano l’azione.
L’opera «Samson et Dalila», rifiutata a Parigi a causa del pregiudizio contro la rappresentazione di personaggi biblici sul palcoscenico, fu data in tedesco a Weimar nel 1877, su raccomandazione di Franz Liszt. Andò in scena a Parigi nel 1890 al Théâtre Eden e in seguito divenne l’opera più popolare di Saint-Saëns.
Come dicevamo, il Dudamel musicista, che qui si diverte anche molto nelle spire della danza sensuale del compositore francese, animata soltanto dai colori dell’orchestra, è figlio di quel “sistema” venezuelano che attraverso la musica, e soprattutto attraverso la disciplina musicale, ha salvato centinaia di giovani da situazioni economiche disagiate, di vero e proprio dolore sociale, di grande sofferenza materiale. Dudamel è il più famoso diplomato di questo programma educativo. Tuttavia, tra questi ragazzi strappati alle violenze dei barrios non c’è solo lui, per esempio anche Edicson Ruiz, contrabbassista in forza agli stessi Berliner Philharmoniker.
“El Sistema”, avviato nel 1975 da José Antonio Abreu, offre opportunità ai bambini, generalmente poverissimi, di imparare a suonare uno strumento. Più ancora che un sistema didattico, è un modo di intendere la musica, fortemente sudamericano, che concepisce l’arte dei suoni come un agente di cambiamento sociale, e questa convinzione plasma tutto il lavoro che Dudamel fa dentro e fuori dal podio. Ha forgiato il suo modo d’intendere l’arte: per questo da sempre affianca all’attività sul podio il sostegno all’educazione artistica e la convinzione, in questo senso molto beethoveniana, che la musica abbia il potere di trasformare la vita, di migliorare l’Uomo, ispirare e cambiare il mondo. Attualmente oltre 400.000 bambini e adolescenti beneficiano di questa formazione in tutto il Paese. El Sistema è finanziato da sovvenzioni governative e private.
Non solo. Proprio in questo periodo di pandemia per il Covid-19, mentre le disposizione sanitarie in tutto il mondo hanno fermato i concerti per evitare il propagarsi del contagio, Dudamel – come precisa lui stesso sul suo sito – ha dedicato «ancora più tempo ed energia alla missione di portare la musica ai giovani di tutto il mondo, convinto che le arti abbiano un ruolo essenziale nel creare una società più giusta, pacifica e integrata».
E così scopriamo che mentre era in quarantena a Los Angeles, della cui filarmonica è la guida principale, il direttore nato nel 1981 a Barquisimeto, in Venezuela, ha condotto “En casa con Gustavo”, un programma radiofonico da casa sua in cui ha condiviso storie personali e selezioni musicali, cercando di riunire le persone durante questo periodo di isolamento. Il programma è stato trasmesso a livello locale e internazionale, in inglese e spagnolo, con la partecipazione di ospiti come il compositore John Williams, celebre per alcune colonne sonore entrate nell’immaginario collettivo, come “Lo squalo” o “Guerre stellari”.
A Dudamel va anche il merito, pur rimanendo nell’alveo della grande tradizione della musica colta, senza sbilenche fughe verso eccessivi esperimenti di contaminazione, di lavorare per svecchiare l’immagine della “classica”, per togliere quella patina di eccessiva rigidità che la allontana dai giovani, il pubblico di domani, senza il quale muoiono anche i repertori più sacri. Gli è stato chiesto, per esempio, in una recente intervista, se dobbiamo rassegnarci a relativizzare il peso di questa tradizione. Ha risposto Dudamel: «Assolutamente sì. Alcuni termini, come la parola “classica” per esempio, hanno allontanato la maggioranza delle persone dalla musica. Ci fu un tempo in cui era riservata all’élite di corte, i monarchi e l’aristocrazia dettavano legge. Oggi non è più così, la musica appartiene a tutti. L’arte è parte integrante dello sviluppo dell’essere umano. E’ un mezzo per accedere a una bellezza che non si vede… La composizione si è evoluta, così come il suono, i concetti, il modo di trasmetterli. Le giovani generazioni danno un nuovo slancio alle orchestre. Guardano la musica con occhi nuovi. Approfittiamone».
Buon ascolto.

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Per approfondire l’ascolto

1) El Sistema 40 – A Celebration
Orchestral Works
Sìmon Bolivar Symphony Orchestra of Venezuela; Gustavo Dudamel, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

2) Fiesta!
Gustavo Dudamel and the Sìmon Bolivar Youth Orchestra of Venezuela (Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

3) Camille Saint-Saëns
Bacchanale from Samson and Dalila – Dance macabre
Chicago Symphony Orchestra; Daniel Barenboim, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

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Parole chiave:
Danza - El Sistema - Emarginazione - Musica - Povertà - Strumenti musicali

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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