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30/05/2017

Serenità e quiete sul canto di un oboe d'amore (J.S. Bach, Concerto per oboe d'amore BWV 1055R)




Johann Sebastian Bach
Concerto per oboe d’amore BWV 1055R
Salvador Barberá Juanes, oboe; Muzík Ensemble


L’offerta di Apple Music (uno dei negozi digitali disponibili su Internet) si arricchisce ogni giorno di nuove sorprese anche per il genere colto. Nuove uscite, nuove incisioni, rimasterizzazioni di interpretazioni leggendarie. Si trovano anche, forse per attirare il pubblico più giovane o curioso, playlist di classica già assemblate con lo stesso criterio che i web store usano per il pop o il rap, cioè mettendo insieme più autori con un filo conduttore. Non che sia il modo migliore per avvicinare un genere come la musica d’arte, che necessita di frequentazione costante, educazione dell’orecchio, buone letture e ascolto di grandi maestri: ma una di queste playlist è interessante. E’ in questi giorni sulla bacheca di Apple “Classical music for concentration”. Già l’introduzione è un programma: «La musica può compiere miracoli sul nostro cervello. I brani di questa playlist rilasciano in voi endorfine e dopamina, riducono lo stress e migliorano la frequenza cardiaca. Il risultato: uno stato di calma e ottimismo, ideale per la concentrazione».
Più che la concentrazione, forse, potremmo dire la serenità, un’atarassica condizione di quiete. Allora siamo andati a vedere la playlist, dove il direttore artistico ha lavorato bene, piazzando al primo posto il Minuetto dal Quintetto per clarinetto di Mozart. Chiude quella meraviglia che è la Sicilienne dal Pelleas et Melisande di Gabriel Fauré. Ma è la decima posizione che ci ha sorpreso maggiormente: il Concerto per oboe d’amore di Johann Sebastian Bach. Perché è di una bellezza luminosa che fa bene all’anima; perché lo si ascolta raramente anche in concerto; perché il manoscritto originale è andato perduto; e perché ben rappresenta la fantasia del Kantor nella musica strumentale, la felice inventiva melodica, la forza gioiosa delle sue armonie. Allora abbiamo provato a cercare il Concerto per oboe d’amore sul web e abbiamo trovato questa bella esecuzione del Muzik Ensemble per la Radio Clàsica spagnola, con il solista Salvador Barberá Juanes.
Intanto, lo strumento: già la parola, oboe d’amore, evoca dolcezza, delicatezza, tenerezza, un approccio ai suoni e alla musica che sa di affettuosità e di carezze. Appartiene alla famiglia degli strumenti ad ancia doppia, come il tradizionale oboe, ma è leggermente più grande e con un timbro più tranquillo e sereno. Oltre al concerto, Bach scrisse vari pezzi per questo strumento, fra i quali diverse cantate e l’intero “Spiritum Sanctum” della Messa in Si minore (di cui sette anni fa abbiamo ascoltato il “Christe Eleison”). Popolare, anche in Telemann, nella prima metà del Settecento, è stato completamente dimenticato nell’Ottocento e ripreso, incredibilmente, nel primo Novecento da compositori come Richard Strauss, Claude Debussy e Maurice Ravel, che nel Boléro lo fa duettare con il clarinetto.
Ed è assai carezzevole ascoltare questo concerto bachiano così, in questa versione. Ma è possibile che molti di voi riconoscano, già dalle prime battute, una musica bachiana invece estremamente più presente nella discografia e nelle sale da concerto di tutto il mondo, e cioè il Concerto per clavicembalo BWV 1055, soprattutto nelle esecuzioni al pianoforte di grandissimi come Glenn Gould o Murray Perahia. La versione per clavicembalo, infatti, è la trascrizione dall’originale per oboe d’amore, il cui manoscritto è andato perduto ma è stato ricostruito: un lavoro minuzioso svolto dal Johann-Sebastian-Bach-Institut di Göttingen e del Bach-Archiv di Lipsia. Le versioni si differenziano ovviamente per il timbro dello strumento solista rispetto al “tutti” dell’orchestra da camera, con inevitabili implicazioni sull’ascolto per le suggestioni sonore diversissime generate dall’oboe d’amore e dal clavicembalo-pianoforte. Leggiamo nella monumentale biografia di Alberto Basso: «Le occasioni di celebrazione festosa e solenne costituivano i momenti principali della vita mondana. Nella società borghese del tempo – desiderosa di emulare nello stile e nelle idee la Chiesa – la corte e la città avevano inventato svaghi musicali per il proprio esclusivo diletto. I caffè e i giardini, nei quali pure si accoglievano le cantate di omaggio ai vari personaggi dell’epoca, erano diventati i luoghi deputati per offrire una abbondante produzione di musica strumentale d’insieme… A compiti di questo genere non si sottrasse neppure Bach».
Nel 1729 Bach, il quale già da sei anni si era stabilito a Lipsia, assume la direzione del Collegium Musicum della città, fondato da Telemann, una sorta di libera associazione di musicisti professionisti e studenti universitari che si esibivano regolarmente una volta la settimana nei caffè e nei cortili della città, e ai quali si univano artisti di passaggio. E’ un’attività che impegna in modo continuativo il musicista, specialmente nel genere della musica d’insieme, con più strumenti, dopo i lunghi anni dedicati alla musica sacra. A quest’epoca risale appunto questo concerto, nella sua edizione per clavicembalo, che fa parte di sette concerti per cembalo e archi, tutti raccolti in un manoscritto, rielaborazioni e trascrizioni di opere prevalentemente composte alla corte di Kothen e mutate nell’organico secondo una tradizione di esaltazione timbrica diffusa nel mondo musicale barocco. Va anche ricordato che Bach non aveva molto tempo a disposizione per scrivere concerti nuovi, a causa degli impegni, soprattutto liturgici, e questo spiega, per esempio, come anche il Concerto in fa minore per clavicembalo e archi, BWV 1056, bellissimo, sia una trascrizione fatta da Bach stesso di un suo Concerto per violino e archi, anch’esso perduto.
Il BWV 1055R che ascoltiamo in questo video ci dà la possibilità, grazie all’organico da piccola orchestra da camera che lo sostiene, di avere un’idea precisa di come potevano essere – proprio suonate così, in piedi – le esibizioni nei locali di Lipsia dei musicisti del Collegium Musicum. L’oboe domina incontrastato sin dal luminoso Allegro iniziale, con una parte solistica ricca di energia e vivacità. Il cuore della partitura è il Larghetto centrale, in tempo di Siciliana, percorso interamente da una cantilena dolente, ma al tempo stesso capace di accogliervi a braccia aperte, riccamente decorata nello stile barocco. A questa parentesi di profonda introspezione spirituale fa da contrasto il ritmo di danza dell’Allegro ma non tanto conclusivo, che apre nuovamente, quasi a lasciare il sigillo della speranza, a un’atmosfera positiva e ottimistica di freschezza e luminosità.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Johann Sebastian Bach
Concertos for oboe & oboe d’amore
Christian Hommel, oboe; Cologne Chamber Orchestra (Naxos, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

2) Johann Sebastian Bach
Concertos for solo instruments: Harpsichord-Violin-Flute-Oboe d’amore
The English Concert; Trevor Pinnock, direttore (Archiv, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

3) Johann Sebastian Bach
Violin Concertos
Elisabeth Wallfisch, violino; Orchestra of the Age of Enlightenment (Erato, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

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Parole chiave:
Gioia di vivere - Musica - Serenità - Speranza - Strumenti musicali

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