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29/06/2010

Se la musica sconfigge la malattia (L. Van Beethoven, Quartetto in La minore Op. 132, 3° movimento)




Ludwig Van Beethoven
Quartetto in La minore Op. 132, 3° movimento
"Canzona di ringraziamento offerta alla divinità da un guarito, in modo lidico"
Mario Brunello, violoncello - Fabio Paggioro, violino - Marco Rizzi, violino - Danilo Rossi, viola


Per una volta ci abbandoniamo al materiale che abbiamo trovato sulla Rete. Dove c’è praticamente tutto, forse anche troppo, tranne quello che stavamo cercando con pazienza certosina e con la lanterna della speranza, come un monaco amanuense tra antichi e polverosi manoscritti medievali. Eravamo alla ricerca di un gioiello del camerismo che parecchio ha in comune, nelle intenzioni che precedono l’idea musicale, con tante nostre lettrici, con molte frequentatrici di questi sito, creato dalla professoressa Alessandra Graziottin allo scopo di guardare in faccia il dolore e, se possibile, di lasciarcelo alle spalle.
L’abbiamo trovato: è un frammento del terzo movimento dal Quartetto Op. 132 di Ludwig Van Beethoven. Frammento perché l’intero movimento dura circa 16 minuti, a seconda delle varie interpretazioni (chi scrive sta ascoltando una versione dell’Amadeus Quartet del 1962, la cui traccia sul Cd misura appunto 15 minuti e 58 secondi), mentre questo documento disponibile su YouTube - tratto dal film "Lezione ventuno" di Alessandro Baricco - è incompleto: dobbiamo accontentarci di un ascolto parziale e senza l'emozione del "gesto" interpretativo, ma con le suggestive immagini della pellicola. È quanto offre sinora l’immenso mare musicale di Internet per il quartetto Op. 132 del compositore tedesco. Ma è un documento sonoro d’ineguagliabile forza espressiva e di ottima qualità interpretativa, che intanto ci permette di incontrare per la prima volta su queste pagine il genio di Bonn. E così abbiamo completato la conoscenza delle tre “B” della grande musica tedesca: Bach, Beethoven e Brahms.
Questo quartetto appartiene al cosiddetto “terzo stile” di Beethoven. Il primo è quello della giovinezza. Il secondo è quello della progressiva affermazione del musicista eroico e “titanico” (pensate ai quattro “do” iniziali della celeberrima Sinfonia n. 5). Il terzo stile, al quale appartengono appunto gli ultimi quartetti, i più stupefacenti (tra i quali l’Op. 132), è quello dell’approdo a una visione superiore dell’esistenza, tipica di chi raggiunge la gioia e la saggezza. Un periodo di vita che per Beethoven va dal 1816 al 1827, l’anno della morte. Si tratta di opere fortemente trascendentali, con una tessitura armonica che induce a profonde meditazioni e introspezioni.
Prepariamoci dunque all’ascolto del Quartetto di Beethoven Op. 132. Fu composto nella primavera 1825 dopo una lunga malattia del Maestro. E di questa infermità porta chiare le tracce sul pentagramma. Il compositore diede al terzo movimento del quartetto un titolo esplicito: Heiliger Dankgesang ein Genesenen an die Gottheit, in der lydischen Tonart, che significa appunto “Canzona di ringraziamento offerta alla divinità da un guarito, in modo lidico”. Una musica che è da sempre particolarmente vicina, e immediatamente cara, a chi sperimenta o ha sperimentato il dolore e la malattia.
La “Canzona” è stata sviluppata da Beethoven su un equilibrio evidente tra l’estasi e un “ritorno” alla vita colmo di riconoscenza e di letizia per la riconquistata salute. Non solo: in un punto della partitura Beethoven scrive esplicitamente la frase “Sentendo nuova forza”, proprio nel punto dove il fraseggio è più facilmente cantabile, uno sgorgare d’acqua fresca e limpida, come se l’annotazione indicasse ai musicisti il momento in cui il dolore sta scivolando via e si riaffaccia lo splendore della vita.
È una musica, come spesso dice Benigni a proposito dei versi di Dante, di una “bellezza scandalosa”. E lo scandalo è appunto la (apparente) semplicità dell’arte che arriva direttamente al cuore di chi ascolta, con un’intensità prodigiosa, considerando che questa musica ha ormai 185 anni!
Dunque, sul tema nudo e semplice, quasi in stile sacro della preghiera, sboccia all’improvviso un fiorire di variazioni. Un materiale sonoro denso di pensieri e stati d’animo, che assumono forza, colore e intensità attraverso accordi meravigliosamente ricchi dal punto di vista armonico.
Il consiglio è di lasciarsi trasportare da questa preghiera in musica. La “Canzona di ringraziamento offerta alla divinità da un guarito” non è certo una pagina di ascolto leggero, sorretta da melodie precise, individuabili, facilmente cantabili. Occorre lasciarsi cullare dal fluire delle impressioni musicali, senza la pretesa di trovarvi un’idea musicale immediatamente riconoscibile, sforzandosi d’immaginare Ludwig Van Beethoven alle prese con i postumi di una malattia, affaticato, ma con nuove energie capaci di sorreggerlo nel fissare sul rigo musicale la felicità d’essere sulla via della guarigione.
Per capire questo movimento di quartetto proviamo a concentrarci sulla particolare esperienza di ciascuno di noi, anche soltanto alle prese con una brutta influenza. Passano giorni nei quali siamo come impotenti di fronte al fluire della vita: febbre alta, spossatezza, inappetenza, quasi totalmente privi di forze, in balia di medicinali o potenti antibiotici (all’epoca di Beethoven non esistevano) che non hanno quasi mai un effetto immediato. Poi, finalmente, tornano le energie, si avverte nel proprio organismo una sensazione nuova, una voglia di vivere che riemerge in superficie, una sorta di primavera del corpo che ci rimette in moto e si accompagna a una primavera dell’anima, nel senso che riappare il desiderio di muoversi, di fare conversazione, di leggere un libro, di gustare un piatto saporito o un calice di vino.
Ecco: è questa impressione, la capacità di tornare a sentire le vibrazioni della vita, unite semplicemente alla voglia di sorridere, che Beethoven ha messo in musica in modo così miracoloso. Per comprendere a fondo questa composizione basta pensare all’esplosione di felicità che ci pervade dopo un periodo di malattia, quando sappiamo che stiamo uscendo da un periodo difficile per ritrovare serenità e ottimismo. Con la “Canzona” Beethoven ha fatto questo: una musica sul filo delle emozioni, quasi a ruota libera, e in questo senso liberatoria, nel senso che esprime la gioia di essersi finalmente allontanati dal dolore. Con in più un pensiero di tipo metafisico, spirituale, dove la “Canzona offerta alla divinità” è anche un’ammissione candida di fede, uno stato di grazia, nel quale il compositore s’incarica di precisare che la composizione non cade nel vuoto, non è fine a se stessa, ma ha un destinatario al quale viene offerta, come una candela accesa, un ex-voto. Una preghiera, insomma. E in questi termini è una musica molto “bachiana”, nel senso che guarda all’Assoluto, eleva la propria guarigione in senso escatologico, ridà speranza e redenzione dalla malattia.
Dopo un quarto tempo “Alla marcia, assai vivace”, il Quartetto Op. 35 di Beethoven si prepara all’ultimo tempo, un “Allegro appassionato”, nel quale s’intrecciano temi di canzoni e di danze, in un crescendo che da alcuni musicologici è stato definito euforico, “dionisiaco”. È la testimonianza finale di un malato che guarda al futuro con fiducia, con determinazione e slancio vitale. E se lo desiderate l’Allegro appassionato, quinto movimento dell’Op. 35 di Ludwig van Beethoven, nell’interpretazione storica del Quartetto Italiano, è anch’esso recuperabile su YouTube (oltre che in un buon negozio di dischi o sulla libreria digitale di iTunes). Solo musica, niente immagini reali del concerto. Ma chiudete gli occhi, non serve altro.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Ludwig Van Beethoven
The String Quartets
Amadeus Quartet (Deutsche Grammophon)

2) Ludwig Van Beethoven
The Late String Quartets
Quartetto Italiano (Universal International Music, disponibile anche su iTunes)

3) Ludwig Van Beethoven
Le sonate per violino
Vladimir Ashkenazy, pianoforte
Itzhak Perlman, violino (Decca Music, disponibile anche su iTunes)

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Parole chiave:
Gratitudine - Guarigione - Malattia - Musica - Preghiera - Senso della vita

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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