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04/04/2017

Raffinatezza melodica, pathos ed energia (Camille Saint-Saëns, Concerto n. 1 per violoncello e orchestra, op. 33)




Camille Saint-Saëns
Concerto n. 1 in la minore per violoncello e orchestra, op. 33
Allegro non troppo – Allegretto con moto – Un peu moins vite
Sol Gabetta, violoncello; DR SymfoniOrkestret; Paul McCreesh, direttore


Nel giorno esatto in cui il violoncellista russo Mstislav Rostropovič avrebbe compiuto 90 anni, lo scorso 27 marzo – purtroppo il grande “Slava”, che nel 1898 suonò il Preludio della Prima Suite per violoncello di Bach sotto il Muro di Berlino appena caduto, è morto già da dieci anni – l’etichetta Warner Classics ha rilasciato un’opera monumentale dedicata a questo straordinario artista, anche direttore d’orchestra, che ha conosciuto di persona compositori come Prokof’ev, Šostakovič (suoi insegnanti al Conservatorio di Mosca), Britten, Penderecki, diventando amico anche dello scrittore dissidente Aleksandr Solženicyn. La Warner ha infatti messo insieme tutte le sue registrazioni in un cofanetto di 40 Cd e 3 Dvd, e per chi fosse interessato alla versione digitale sono 401 brani per 40 ore e 19 minuti di musica. Un lavoro che l’etichetta statunitense ha intitolato “Cellist of the Century”, il violoncellista del secolo, ed è sicuramente così, perché escludendo l’altro gigante dello strumento che è stato Pablo Casals, nato però nel 1876, Rostropovič ha davvero attraversato il Novecento in compagnia dei più grandi direttori e solisti.
Abbiamo ascoltato con emozione e felicità tutte le 40 ore della pubblicazione Warner in formato digitale, grazie all’abbonamento streaming, e oggi avremmo voluto presentarvi qui una perla assoluta, praticamente sconosciuta ai non violoncellisti, il “Lento ma non troppo” dal Concerto di Nikolaj Mjaskovskij, altro compositore amico di Rostropovič, un impasto di colori e tenerezze, di slanci nostalgici e impennate strumentali, che rimettono in marcia la vita; ma abbiamo rinunciato per l’impossibilità di trovare un video appena decente. Ovviamente, vi invitiamo ad ascoltarlo su YouTube, o nella collezione dedicata al musicista russo. Rimediamo però con il lavoro per violoncello che apre il cofanetto della Warner, un classico, un capolavoro eseguito ogni anno in decine di auditorium in tutto il mondo, il Concerto del francese Camille Saint-Saëns, compositore parigino contemporaneo di Claude Debussy, di Maurice Ravel, di Cesar Frank, di Gounod, di Berlioz. E anche qui vi rimandiamo all’ascolto di Saint Saëns nell’interpretazione di Rostropovič su disco, per la mancanza di un video di buona qualità, proponendovi la pagina nella lettura della solista Sol Gabetta, violoncellista argentina di talento, accompagnata dalla DR SymfoniOrkestret della radio danese.
L’attacco è furente, rapsodico, incisivo nel suo tema principale, che non lascia mai indifferenti ed è certamente un toccasana per la sua capacità di abbracciare l’ascoltatore, di conquistarlo con la forza del discorso solistico e la partecipazione appassionata dell’orchestra. Con i suoi crescendo, gli sprazzi di raffinatezza melodica, la fantasia strumentale, tutta francese, lirica, elegante. Con quel passaggio senza soluzione di continuità al secondo movimento, Allegretto con moto, che molti riconosceranno per via di una delle tante sigle culturali di Radiotre, esposto dal violoncello e poi meravigliosamente punteggiato dall’oboe.
Il Concerto per violoncello e orchestra Op. 33, in realtà, non è il solo scritto da Saint-Saëns per questo organico e questa parte solistica. Infatti, esiste anche un secondo Concerto per violoncello, l’Op. 119, scritto a trent’anni di distanza, all’alba del Novecento, che però viene raramente eseguito perché irto di passaggi tecnici spinosi, insomma troppo difficile.
Il primo, e celeberrimo, concerto per violoncello viene composto da Camille Saint Saëns nel 1872. Un lavoro nel quale i tradizionali tre movimenti sono collegati in un unico blocco, una sorta di “concerto monolitico”, anche se la sapienza compositiva è tale da far percepire nettamente le tre atmosfere, cucite da un filo musicale invisibile ma ciascuna con la propria personalità. Il concerto fu eseguito subito dopo la composizione al Conservatorio di Parigi e già al debutto registrò un ampio successo: sia per il gusto musicale dell’epoca, sia per i violoncellisti che da allora lo inseriscono in modo fisso nei loro repertori, perché mostra con efficacia la vasta gamma espressiva dello strumento, esposta con generosità già dal primo movimento. Scrive il pianista e musicologo Marino Mora: «Se guardiamo all’Allegro non troppo notiamo, ad esempio, come il violoncello compaia subito insieme all’orchestra nell’enunciazione della linea tematica, irrompendo letteralmente sulla scena con un gesto di plateale, smaccata teatralità: bruschi salti, accenti, tremoli orchestrali, volate verso l’alto, improvvisi crolli verticali. Tutto concorre a disegnare una scena carica di pathos, dove il solista spicca per la sua plastica immediatezza e l’orchestra non sfigura, poiché a sua volta si appropria delle idee del solista e le espone in un tessuto fatto di dialoghi coinvolgenti».
Un altro cambio netto di atmosfera, seppure ancora una volta senza stacco, è il passaggio dal secondo al terzo movimento: l’Allegretto con moto finisce con il violoncello solista che canta un lamento dolente, disperato, appena sorretto dai fagotti, e subito si affaccia il terzo tempo, “Un po’ meno veloce”, che nonostante l’italiano sia la lingua della musica Saint Saëns in partitura scrive proprio in francese, “Un peu moins vite”: un tema nostalgico, affidato alla voce ambrata del violoncello. Il concerto termina in modo vivido ed energico, ma è indubbio che il tema principale, che percorre il primo e terzo movimento, rimane inciso nella storia di questo strumento e il violoncello di Sol Gabetta lo restituisce in modo cantabile e sicuramente efficace per il benessere della nostra mente e del nostro cuore.
Per chi fosse interessato ai risvolti storici dell’uomo e dell’artista Rostropovič, segnaliamo che per la realizzazione del cofanetto commemorativo della Warner, grazie alla collaborazione con le figlie, Elena e Olga, è stato possibile consultare l’archivio personale del Maestro, riprodurre foto e documenti originali (c’è anche una lettera di solidarietà indirizzata a Aleksandr Solženicyn), diverse registrazioni riversate dai nastri originali, salvati dalla distruzione voluta dalle autorità sovietiche dopo l’esilio di Rostropovič, e un’intervista registrata nel 2006 in cui il concertista parla dell’amico Dimitrij Šostakovič, del quale abbiamo qui incontrato l’epica Sinfonia “Leningrado”.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Camille Saint Saëns: Cello Concerto Op. 33
Mstislav Rostropovič “Cellist of the Century” – The complete Warner Recordings
Philharmonia Orchestra; Sir Malcom Sargent, direttore (Warner Classics, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

2) Camille Saint-Saëns: Cello Concerto – Eduard Lalo: Cello Concerto – Pëtr Il’ič Čajkovskij: Variations on a Rococo Theme
Orchestre National de France; Lorin Maazel, direttore (Sony Music, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) Gabriel Fauré
Piano Quartets Op. 15 & Op. 45
Yo-Yo Ma, violoncello; Emanuel Ax, pianoforte; Isaac Stern e Jaime Laredo, violini (Sony Classics, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

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Parole chiave:
Interpretazione musicale - Melodia - Musica - Nostalgia - Strumenti musicali

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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