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21/04/2015

Pathos e malessere di un amore impossibile (Giacomo Puccini, Manon Lescaut)




Giacomo Puccini
Manon Lescaut
Intermezzo sinfonico (III Atto)
ConcertGebouw Orchester Amsterdam; Antonio Pappano, direttore


La quantità di applausi scroscianti, sinceramente entusiasti, che ogni volta – in ogni angolo del pianeta, in ogni teatro d’opera, o auditorium, o spazio pubblico, come qui al Prinsengracht Festival nel cuore di una Amsterdam estiva – raccoglie questo Intermezzo del nostro Giacomo Puccini, ci permette di dire che forse il compositore si sbagliava: «La musica? Cosa inutile. Non avendo libretto cosa me ne faccio della musica? Ho quel gran difetto di scriverla solamente quando i miei carnefici burattini si muovono sulla scena. Potrei essere un sinfonico puro. Ingannerei il mio tempo e il mio pubblico. Ma io nacqui tanti anni fa, tanti, troppi, quasi un secolo… e il Dio santo mi toccò col dito mignolo e mi disse: "Scrivi per il teatro: bada bene – solo per il teatro" e ho seguito il supremo consiglio».
Ascoltando i professori del ConcertGebouw sotto la direzione di sir Antonio Pappano ne abbiamo piena luce: nonostante i rimbrotti di un Giuseppe Verdi («L’opera è l’opera, la sinfonia è la sinfonia»), che del giovane Puccini lirico aveva criticato l’inserimento di brani orchestrali con carattere descrittivo, ecco che nel primo grande trionfo operistico, Manon Lescaut, 1893, al Teatro Regio di Torino, “prima” assoluta e successo memorabile, il compositore toscano cala l’asso della sua passione wagneriana, e all’inizio del terzo atto inserisce questo Intermezzo sinfonico che è forse più bello del già bellissimo Preludio Sinfonico Op. 1, la prima cosa scritta dal Puccini studente.
C’è una tale concentrazione di commozione, di tenerezza, e anche di sofferenza (vista la fine che attende di lì a poco i due protagonisti), che è impossibile restare indifferenti davanti a tanta bellezza timbrica, cantabile, malinconica, davanti a questa parentesi sinfonica pura, inserita come una gemma nel potente dramma lirico che racconta la fine tragica e dolorosa di un amore, quello dello studente De Grieux e della bella Manon: l’amore inteso come “maledizione”, come “passione disperata”, splendidamente colorate da questo Intermezzo. E’ stato scritto che con questa prova di abilità e dolcezza orchestrale Puccini ha dato il suo primo esempio di musica della memoria e del dolore, come avrebbe poi fatto in modo altrettanto indimenticabile mettendo in musica la morte disperata delle sue eroine successive: Mimì, Madame Butterfly, Angelica.
Manon muore nel quarto atto del capolavoro, «in America, su una landa sterminata ai confini della Louisiana», come precisa il libretto stesso dell’opera, dove i due protagonisti sono fuggiti insieme su una nave salpata dal porto francese di Le Havre. Avremo modo di ascoltare l’aria con cui Puccini racconta un amore e una morte strazianti nella prossima “Proposta d’ascolto” operistica. Ma soffermiamoci ora su questo Intermezzo: la guida per comprendere i linguaggio di Puccini e le delicatezze orchestrali che ha calato in questa partitura è lo stesso Pappano, che alla Royal Opera House di Londra, il teatro lirico in cui da anni è “resident director”, si è messo al pianoforte per spiegare al grande pubblico i segreti di questo Intermezzo sinfonico.
Ciò che è emozionante è l’attacco dell’Intermezzo, in cui la solitudine disperata e la malinconia di Renato Des Grieux – che vede la sua amante Manon rinchiusa in una nave destinata Oltreoceano, e non sa come raggiungerla – vengono espresse con una musica per soli archi, in un inizio prettamente cameristico, con il violoncello che introduce il tema (al minuto 0:06 del nostro video), poi con l’ingresso della viola (al minuto 0:14), poi di nuovo il violoncello, con un traiettoria della melodia che va sempre più in basso verso i registri più gravi (al minuto 0:30), al quale Puccini affida lo stato d’animo più sofferente del protagonista; e alla fine di questa “discesa” entra un violino (al minuto 0:50) che riporta in luce la scena (e figurativamente il malessere interiore), finché l’assolo di viola (al minuto 0:56) riprende la traiettoria della melodia nella direzione opposta, al termine della quale s’affaccia l’intera orchestra con l’indicazione dinamica di “piano espressivo”: Puccini mette in partitura uno dei fraseggi orchestrali più belli della sua vita, che vira a poco a poco verso la tristezza di una passione inespressa, con materiali musicali che si ritrovano tutti, spesso quasi identici, nel resto dell’opera.
Dunque, questa celebre pagina introdotta da un cameo cameristico – e a proposito di Puccini lirico ascoltate anche il quartetto Crisantemi, semplicemente meraviglioso - fa dell’intera Manon Lescaut uno dei gioielli operistici di fine Ottocento, e del compositore lucchese il protagonista del teatro in musica del Novecento, insieme con Richard Strauss. Questo lavoro presenta l’inconfondibile stile pucciniano, un impasto tra sonorità wagneriane e melodia italiana, l’orchestra densa ma duttile, a voce spiegata (come nelle sue arie per soprano e tenore) ma misteriosa e delicata, grazie per esempio all’uso dell’arpa, tipo in questo Intermezzo quando si chiude l’inizio cameristico e si dispiega l’orchestra. E poi si avvertono gli echi di un linguaggio armonico aperto all’impressionismo francese (mentre Puccini scrive Manon, Debussy ha già composto la Suite bergamasque e il Prélude a l’après-midi d’un faune) ma soprattutto alle armonie di Wagner, al quale si era già ispirato da giovane: il Preludio Sinfonico per Orchestra, scritto a 24 anni, è costruito su un’estrema concentrazione del materiale, in cui è palese, nella sonorità incorporea dell’inizio, il richiamo al preludio del Lohengrin.
Insomma, questo Intermezzo è una sorta di riassunto delle vicende dei due amanti. Giustamente è stato scritto che c’è un pathos che emerge da questa musica, una disperazione (prima cantata, poi sinfonica, poi di nuovo cantata), un segreto malessere, un cupo pessimismo che prefigura il dramma di Manon e di De Grieux, del loro amore impossibile, che tragicamente si spezzerà in una desolata landa della Louisiana. Ascolteremo e vedremo questa scena nella prossima puntata, in un’edizione storica con le voci del soprano Renata Scotto (Manon Lescaut) e del tenore Placido Domingo (Renato Des Grieux).
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Giacomo Puccini
Manon Lescaut: Intermezzo & Orchestral Music
Radio-Symphonie-Orchester Berlin; Riccardo Chailly, direttore (Decca, disponibile anche su iTunes e su Google Play Music)

2) Giacomo Puccini
Preludio sinfonico - Messa di Gloria - Crisantemi
London Symphony Orchestra; Antonio Pappano, direttore (Emi Classics, disponibile anche su iTunes e su Google Play Music)

3) The Italian Intermezzo
Autori Vari
BBC Philharmonic Orchestra; Gianandrea Noseda, direttore (Chandos, disponibile anche su iTunes e su Google Play Music)

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Parole chiave:
Amore - Disperazione - Dolore - Malinconia - Morte - Musica - Opera lirica / Melodramma / Teatro in musica - Sofferenza

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